In giro per la meravigliosa Firenze, in cerca di sesso
di Flavio Mazzini
Sabato 10 Ottobre 2009
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Nel gioiello gotico rinascimentale si può trovare di tutto. Se però si è interessati a qualcosa di più trasgressivo bisogna avere più pazienza che per entrare agli Uffizi. |
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Certe volte sembra che l’omosessualità sia un fenomeno esclusivamente metropolitano: libero e diffuso fino a costituire i cosiddetti “quartieri gay”, nei quali si può girare mano nella mano col proprio partner o infilarsi nei tanti locali a disposizione. Ne è una riprova l’attrazione esercitata da città come Parigi, Londra, Berlino o Barcellona, mete gay dodici mesi l’anno, dove ci si dimentica delle baruffette politiche e delle banalità vaticane e ci si scatena in nottate selvagge o in romantici weekend da coppie ‘normali’.
Senza raggiungere queste vette e tranne qualche triste eccezione recente, va detto che anche Roma e Milano hanno raggiunto livelli dignitosi, fagocitando un po’ il resto del Paese. D’accordo, Torino ha un festival importante, Bologna è una sede storica, Padova è in continua espansione, Genova ha appena visto un Pride nazionale e, al sud, anche Napoli e Catania non scherzano, però non c’è paragone. Roma e Milano non saranno il massimo mondiale quanto ad offerta, però vi si sono già diffusi gli sneaker, i bears, i leather party, le serate all’insegna della golden shower, del fist e via dicendo.
Mentre si rischia di passare le serate in bianco se si decide di passare due giorni (specie in mezzo alla settimana) nelle perbeniste cittadine del nordest (governate da gente che in Europa al massimo consegnerebbe la posta) o del nordovest, per non parlare del sud, delle isole e perfino di certe insospettabili progressiste regioni del centro. Tanto vale allora rischiare e gettarsi nella provincia più sperduta, per scoprire che il sesso si fa anche lì, magari in isolatissime spiaggette estive, in cruising scovati per caso o in incontri clandestini con paradossali addii al celibato (vissuti con un amante per cui non occorre l’apostrofo).
Almeno questo ho pensato trascorrendo qualche giorno nella magnifica Firenze, assediata da turisti in continuo avvicendamento. Una città così bella e frequentata e con grandi ambizioni di modernità, ma priva di un’altrettanto vivace vita gay. Chattando coi ragazzi della zona e infilandomi nell’unico locale aperto di lunedì, l’Hardbar85, ho scoperto che l’ondata di entusiasmo degli anni ’70, quando la città dei Medici sembrava poter divenire quasi una capitale gay, si è ormai spenta e che il cruising delle Cascine, dove un tempo si vivevano piacevoli incontri di gruppo, sono ora frequentati da troppi sudamericani dai coltelli facili.
Inoltre pare che i fiorentini siano diffidenti e non amino farsi vedere dentro i locali, e che gli stranieri omosessuali si accontentano delle bellezze diurne, sapendo di avere al ritorno ben altro a disposizione. Perfino in chat i risultati non sono stati strepitosi. Non che la mia città da questo punto di vista sia l’Eden e nemmeno che io pretenda di interessare a tutti ma i giovani (e meno giovani) gay fiorentini sembrano ancora più difficili dei romani, col volto coperto e assai riluttanti ad incontri reali. Le occasioni per divertirsi sono affidate quindi all’unica sauna e a un paio di sex club, assai disponibili ed attenti alla sicurezza (ampia distribuzione di preservativi) e con idee stuzzicanti che si rifanno alle metropoli europee, come il bagno attrezzato per la ‘pioggia dorata’, una piscina scoperta per piacevoli notti estive e una serata aperta anche alle donne.
Ma in certe serate c’è il deserto e probabilmente, perché gli stimoli attecchiscano, serve tempo e pazienza. Per il momento ciò che pare funzionare meglio sono il leather party (quelli vanno sempre bene) e la serata underwear, che attira, oltre alla solita clientela di 30-50enni, anche qualche giovane evidentemente incoraggiato dal non doversi spogliare completamente o forse, suggeriva maliziosamente qualcuno, dal poter sfoggiare un nuovo paio di mutande firmate.
Una visione troppo nera? Oppure, in città come Firenze, Venezia, Bari, Cagliari, si risente troppo del clima asfittico del Paese e della scarsa lungimiranza di chi governa, che si limita a constatare le realtà metropolitane o le coppie di stilisti? Mi piacerebbe approfondirlo insieme ai lettori e scoprire quali realtà si nascondo immediatamente dietro le due principali città italiane. Chissà che non si riesca, se non a sfondare una porta, almeno a smuovere un po’ le acque.
Flavio Mazzini, trentacinquenne giornalista, è autore di Quanti padri di famiglia (Castelvecchi, 2005), reportage sulla prostituzione maschile vista "dall'interno", e di E adesso chi lo dice a mamma? (Castelvecchi, 2006), sul coming out e sull'universo familiare di gay, lesbiche e trans.
Dal 1° gennaio 2006 tiene su Gay.it la rubrica Sesso.
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Gli ultimi interventi su questo argomento dal Forum: |
Inviato da:
AlexTransgender (Campania)
Data:
2-12-2009 20:00
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Sono stata una settimana a Firenze e non ho notato tutta sta movida che ho letto. Tre locali all'attivo: Crisco, Yag Bar ed il Piccolo. Per quanto riguarda il sesso sono stata portata in un luogo molto discutibile de i " giardini " un luogo isolato dove vige la legge albanese.
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amilasi
Data:
2-12-2009 18:04
Che squallore quest'articolo. Io sono un giornalista e mi vergognerei di scrivere roba del genere con nome e cognome.
Vedo che nel pezzo ricorre spesso il concetto di pioggia dorata. Secondo certa gente, insomma, l'apertura di una comunità si misura dai luoghi in cui degli uomini (cioè degli appartenenti alla specie umana, maschi o femmine, etero o omosessuali che siano) vanno a farsi pisciare in bocca, possibilmente al chiuso e al buio, per poi tornare alla luce del sole facendo finta di essere 'normali'.
Caro collega, a me non risulta che gli etero abbiano dei luoghi deputati a fare certe schifezze, e soprattutto non misurano il livello di sviluppo di un dato luogo dalla presenza di ghetti del genere.
Lotta per il riconoscimento sociale, per la libertà di dire (e anche di non dire) di essere gay senza venir per questo stigmatizzati, invece che per luoghi in cui recludersi per non farsi vedere dagli etero in quanto timorosi di essere giudicati come pervertiti (e se questi luoghi sono «aree attrezzate» per pratiche pseudo-sessuali come il pissing...).
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| Inviato da:
Ospite
Data:
22-11-2009 10:11
io vivo a treviso ed effettivamente sembra di essere nel deserto texano, a parte le pietose e sottolineo pietose scorribande nel parcheggio dell'ospedale non c'è nulla...hanno appena aperto un locale nel nuovo Appiani ma è un bar e dire che in chat sembrerebbe che treviso sia una delle città più frocie del mondo...mah!
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Inviato da:
nico1983 (Lombardia)
Data:
24-10-2009 20:31
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Esatto jeegcat2. Caro Flavio, credo che le cose siano un po' diverse. Ora vivo a Milano ed è pieno di locali, è vero, ma quando cammino per mano col mio fidanzato mi guardano tutti, sciure in primis. Prima vivevo in Toscana, e i fiorentini saranno pure bottegai e c'erano pochi locali, ma CAMMINAVO PER MANO SENZA ESSERE GUARDATO COME "UNO STRANO" e soprattutto incontravo altro gente che faceva lo stesso, cosa che a Milano nn vedo mai. E ci si conosceva per strada, in libreria, in biblioteca, a teatro, al bar, all'università.
Era normale presentare il fidanzato ad adulti cinquantenni, anche il mio relatore conosce il mio ragazzo e la cronaca locale parlava di tanto in tanto di tematiche omosessuali. Se non sbaglio era della regione toscana la campagna di pubblicità sociale che raffigurava il neonato col braccialetto con su scritto "omosex".
Ci saranno meno saune e meno cruising di Milano a Firenze, ma c'è di sicuro tanta normalità in più. Se potessi cambierei subito la situazione milanese con quella fiorentina, e io sono campano.
Un saluto a tutti, e un invito ad andare più in là della dark room.
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| Inviato da:
Ospite
Data:
13-10-2009 00:14
Il giornalista che ha scritto questo articolo ha centrato abbastanza l'argomento. Il fiorentino gay è l'apoteosi della chiusura nei confronti del nuovo, nel senso che i gruppetti non ammettano facilmente nuovi arrivati, non c'è facilità nel fare amicizia, come invece ho riscontrato in altri locali di altre città europee. Io sono toscano, di Pistoia, da sempre frequento Firenze, come locali ce ne sono pochini, soprattutto sono piccoli, anche se hanno la fortuna di trovarsi nel centro storico quindi piacevoli da raggiungere (soprattutto in zona Santa Croce). Il sabato sera danzante gay è fuori Firenze, Torre del L. d'estate, Lucca d'inverno. Non ci sono per il momento discoteche degne di questo nome a Firenze, sta partendo quest'anno una nuova disco a Firenze sud (Antella), vediamo come andrà e soprattutto se ci andranno persone. Cmq sempre viva Firenze e la Toscana!!!
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| Inviato da:
Sfizero
Data:
12-10-2009 22:29
Non prendetevela col povero Flavio perché poi della verità non è lontano mille miglia o meglio dire, perché non nasconde la verità al malato. Fiorenza di charme medioevale non ne ha soltanto nei vicoli storici, ma pure nelle teste di sin troppi concittadini ... presenti in tutta la penisola.
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| Inviato da:
Ospite
Data:
12-10-2009 22:00
che strano!
almadell (e dico almadell ) dice che a Padova se ne va in giro sbaciucchiandosi col suo moroso (di turno) e nessuno dice nulla
boh?
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