È tutto pronto per il 15° Gender Bender, il festival bolognese che più di ogni altro in Italia s’interroga sulla contaminazione queer tra le arti attraverso un approccio interdisciplinare volto all’analisi dell’evoluzione di tutto ciò che fa cultura LGBT.
Da mercoledì 25 ottobre a domenica 5 novembre il programma è davvero fitto, tra cinema, danza, teatro, letteratura, fotografia e sperimentazioni varie.
Lo slogan di quest’anno è agonisticamente militante: ‘Lotta libera’. “L’aggettivo ‘libera’ che l’accompagna – spiega il direttore Daniele Del Pozzo – richiama, allo stesso tempo, il confronto disciplinato tra corpi della pratica sportiva e un movimento di liberazione. Tra questi due poli apparentemente inconciliabili Gender Bender costruisce quello spazio ideale di libertà, ancora necessario e mai scontato, in cui far scontrare in maniera feconda visioni e linguaggi potenzialmente conflittuali. È quella stessa libertà che accomuna molta della ricerca degli artisti e delle artiste presenti quest’anno; un termine che si declina nei loro lavori come un reale esercizio di autodeterminazione e di assunzione di responsabilità”.



Potrebbe rivelarsi la cinesorpresa di quest’edizione una coproduzione franco-cubana-colombiana, Santa y Andres di Carlos Lechuga, passata al Festival di Toronto, su uno scrittore gay dissidente nella Cuba del 1983 costretto a essere sorvegliato da una ragazza di campagna su ordine delle autorità locali.
Tra i documentari segnatevi l’ottimo Yes, We Fuck! su erotismo e disabilità, vincitore al Fish & Chips International Film Festival di Torino, e la prima nazionale del danese What He Did di Jonas Poher Rasmussen su un caso che scosse l’opinione pubblica scandinava nel 1988: l’omicidio dello scrittore di successo Christian Kampmann da parte del fidanzato psicologo Jens Michael Schau.
Ricchissimo il cartellone degli spettacoli di danza, dal gender WoMan & Woman col coreografo Andreas Costantinou e la ballerina trans Daniel Mariblanca alla performance R.ose di Silvia Gribaudi, one woman show dell’artista curvy Claudia Marsicano che frulla le rotondità di Botero con le esibizioni ginniche di Jane Fonda negli anni Ottanta. In Sons of Sissy il coreografo austriaco Simon Mayer rivisita in chiave queer danze e musiche popolari del suo Paese. Per questi spettacoli è previsto un dibattito col pubblico.
Una delle ospiti più attese è la talentuosa Julie Maroh, fumettista francese autrice de Il Blu è un Colore Caldo da cui fu tratto il capolavoro lesbico La Vita di Adele: giovedì 26 ottobre alle 18.30 presenterà alle Librerie Coop Ambasciatori la sua nuova graphic novel Corpi Sonori pubblicata da Panini.
Tra le altre iniziative in programma, lodevole è la presentazione de L’amore cieco, un laboratorio teatrale sulla percezione e costruzione dell’identità affettiva, sessuale e artistica, liberamente ispirato al libro Il dono oscuro. Nel mondo di chi non vede di John M. Hull. È aperto a tutte e tutti, vedenti e non vedenti, di diverse età, anche senza precedenti esperienze teatrali.
Sabato 4 novembre alle 18.30 presso l’Oratorio San Filippo Neri da appuntarsi l’incontro letterario col maestoso scrittore gay Walter Siti che presenterà il suo ultimo, controverso romanzo Bruciare tutto edito da Mondadori.
Trovate l’intero programma all’indirizzo web: www.genderbender.it.


