Anddos, dopo le polemiche si cambia: a Bologna nasce Arco

L'associazione dei circoli gay cambia nome e riparte dopo il caso Iene-Unar.

arco congresso nazionale anddos
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Anddos chiude definitivamente e riparte col nome Arco, obiettivi: riabilitare l’associazione e cooperare con le altre realtà LGBTI.

Con l’eloquente titolo “Time for Change” si è tenuto nel weekend a Bologna il secondo Congresso Nazionale di Anddos, l’associazione nazionale che riunisce i circoli gay. Un’organizzazione in cerca di rilancio dopo il caso Iene-Unar sul sesso a pagamento nei circoli, che ha portato alle dimissioni del presidente di Anddos Marco Canale e del direttore dell’ufficio di Palazzo Chigi Francesco Spano.

Per questo motivo l’associazione ha deciso di mutare il proprio nome in ARCO, Associazione Ricreativa Circoli Omosessuali e il neo presidente Roberto Dartenuc, che deteneva già la reggenza di Anddos, ha promesso cambiamenti profondi e cooperazione con le altre associazioni LGBTI.


“Il nuovo nome – ha spiegato Dartenuc – ha l’intento di rappresentare un’ampia volontà di cambiamento da parte dei nostri circoli su tutto il territorio nazionale. È stata votata una proposta che valorizza pienamente il lavoro quotidiano di accoglienza dei nostri circoli nei confronti delle persone”.

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“Vogliamo ripartire proprio dai nostri soci, che grazie a questa svolta troveranno una realtà sempre più preparata a sostenere chi non ha fatto coming out, chi inizia a sperimentarsi, chi semplicemente crede nel valore umano e sociale della sessualità. Tutto questo, per noi è anche cultura – si legge sulla pagina Facebook dell’associazione – La nostra priorità è potenziare i servizi e l’informazione sulla sessualità, in primo luogo i test rapidi su tutte le IST in stretta sinergia con le associazioni esperte in questo settore. Saremo presenti nei luoghi di confronto istituzionale e sosterremo progetti e istanze provenienti dalle altre associazioni del movimento Lgbti, in un ottica di collaborazione e solidarietà”.

All’assemblea sono intervenuti tra gli altri anche gli storici militanti LGBT Franco Grillini e Vanni Piccolo e il segretario nazionale di Arcigay Gabriele Piazzoni.

© Riproduzione riservata.

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