L’industria del cinema per adulti è stata recentemente scossa da un’inchiesta de Le Iene, trasmessa su Italia 1, che ha puntato i riflettori sulle accuse di abusi e violenze mosse contro una delle figure più note del settore: Rocco Siffredi.
Queste accuse provengono da diverse attrici che hanno collaborato con l’attore e produttore, e sollevano interrogativi fondamentali sul rispetto dei limiti e sul consenso sul set.

In questo articolo
- 1 Rocco Siffredi, la lettera a Dagospia dopo le accuse: l’inchiesta de Le Iene e le testimonianze delle attrici coinvolte
- 2 Le testimonianze shock dei presunti abusi
- 3 La questione del consenso sul set
- 4 La difesa di Rocco Siffredi contro le accuse di abusi
- 5 La svolta imprevista? Un video sulle accuse di abusi
- 6 Interviene Malena, la testimonianza contro Siffredi
- 7 Un sistema da cambiare immediatamente
Rocco Siffredi, la lettera a Dagospia dopo le accuse: l’inchiesta de Le Iene e le testimonianze delle attrici coinvolte
Quasi un mese dopo la messa in onda del servizio iniziale, Rocco Siffredi ha replicato, contestando il metodo giornalistico de Le Iene in una lettera inviata a Dagospia:
“Sto dedicando tutto il tempo libero per raccogliere elementi di prova contro queste falsità. Ho sperimentato sulla mia pelle l’impotenza di contrastare un metodo tanto efficace quanto insidioso: chi usa questo metodo si nasconde dietro un valore condiviso, il rispetto per le donne, per attaccare attraverso testimonianze non verificabili, dove persone approfittano dell’anonimato per parlare a ruota libera”.
Siffredi continua ed attacca anche Roberta Rei (giornalista de Le Iene che sta seguendo l’inchiesta):
“Ho commesso l’errore di fidarmi e accettare l’invito della giornalista che mi chiedeva di rispondere alle accuse attraverso un confronto con chi mi accusava, pur conoscendo il taglio della trasmissione: invece delle mie accusatrici, nello studio televisivo ho trovato la giornalista che si faceva portavoce di queste ragazze e che si è limitata a ribadire le accuse senza darmi alcun elemento che consentisse una mia replica.
Ho potuto riscontrare nelle settimane successive che si trattava di un prodotto televisivo già confezionato da mesi, nel quale la mia presenza all’ultimo minuto serviva solo a far credere ai telespettatori che ci fosse stato un reale confronto, laddove invece le mie risposte che avevo potuto dare, senza poter sapere di cosa si stava parlando, sono state poi addirittura accuratamente selezionate perché funzionasse la narrazione che avevano già in mente”.
Secondo quanto riportato da Dagospia, Siffredi non avrebbe ricevuto denunce formali dalle attrici che lo accusano. Tuttavia, sta attivamente raccogliendo prove per confutare quelle che lui definisce “falsità” e “attacchi infondati”. Critica l’uso di “testimonianze non verificabili, dove persone approfittano dell’anonimato per parlare a ruota libera”.
Siffredi, accusa anche le ragazze di essere in cerca di popolarità:
“Lo stesso vale per quelle persone che mi hanno accusato apertamente senza nascondere la loro identità: anche se basterebbe fare un giro sui social per vedere come queste stiano cavalcando questa storia per promuovere i loro profili Onlyfans”.

Le testimonianze shock dei presunti abusi
Il servizio de Le Iene di Roberta Rei, ha dato voce a diverse donne che raccontano esperienze sconvolgenti. L’elemento centrale delle denunce è il presunto mancato rispetto dei limiti concordati prima dell’inizio delle riprese delle scene hard. Alcuni comportamenti descritti vanno oltre i patti stabiliti sul set.
Tra le testimonianze raccolte, un’attrice ha riferito: “Mi sputava addosso, ma non era previsto”. Altre raccontano episodi ancora più gravi, con accuse che arrivano a parlare di vera e propria violenza. Le accuse sono definite “pesantissime”.
Lera, una delle attrici, ha raccontato in un’intervista esclusiva: “Ha fatto un anale con me, cosa che io gli avevo proibito di fare. Mi è anche uscito il sangue”. Un’altra interprete, Gloria, ha aggiunto dettagli inquietanti sul mancato ascolto di un “no”: “Dicevo: ‘Io non lo voglio fare’. Continuava a sputarmi addosso, a dirmi: lo vedi che ti piace, tr**a?”. Le sue conclusioni sono drammatiche: “Per me è stato uno stupro a tutti gli effetti. Anche davanti alle telecamere. È stata una doppia violenza”.
Ophelia Dust, un’altra testimone, ha riportato un caso in cui, nel mezzo della scena, è stata avanzata una richiesta non concordata: “Nel bel mezzo della scena ci dissero che volevano fare un anale e io ho detto che non mi andava bene, perché non avevo firmato per quello”.
Un’altra testimonianza particolarmente problematica descrive di essere stata costretta a “fare cose anali su di lui con la bocca e con le dita” nonostante avesse detto di non volerlo. Le pressioni sarebbero state esplicite: “Ma continuava a insistere, mi ha costretta. (Le diceva:, ndr) Devi urinarmi addosso. Se non fai l’anale, devi dimostrarmi in un altro modo che ti devo pagare”.
Una delle testimonianze più scioccanti riguarda un episodio avvenuto lontano dalle telecamere, in un bagno, descritto come una presunta violenza: “In quel momento ho sentito di essermi dissociata dalla realtà. Non so se ero viva, se ero morta. Lui ha continuato così per dieci minuti. E io non urlavo, non parlavo”, ha affermato la ragazza in questione.

La questione del consenso sul set
Al centro del dibattito, oltre alle specifiche accuse, vi è la problematica del consenso, in particolare l’efficacia dei video-consenso che dovrebbero essere registrati dopo le scene per garantire l’assenza di abusi. Secondo le testimonianze raccolte da Le Iene, questi video in alcuni casi sarebbero mancanti o, peggio ancora, registrati prima delle riprese, vanificando così il loro scopo protettivo.

La difesa di Rocco Siffredi contro le accuse di abusi
Intervistato da Le Iene, Rocco Siffredi ha “respinto categoricamente tutte le accuse”, parlando di invidia e di una “campagna orchestrata per screditarlo”. Ha affermato: “Forse sono stato leggerino in qualche scena, ma non ho mai violentato nessuna”. La sua posizione è che la sua sessualità, sebbene “forte e violenta”, sia “sempre stata consensuale”, e nega di essere un “perverso stupratore”. Ha persino parlato di una “congiura internazionale” contro di lui.
Tuttavia, il servizio de Le Iene “precisa che le testimonianze raccolte dall’inviata nei confronti di Rocco parrebbero non aver niente a che fare con fantomatiche congiure”, in quanto “sono racconti di donne reali, da diversi Paesi, che in molti casi non si conoscerebbero fra loro”.
Anche sui social, Rocco Siffredi ha risposto alle accuse, definendole “menzogne sul mio conto” e promettendo di difendersi “con la verità”. In un post su Instagram, ha scritto che il problema non sono le “menzogne che stanno venendo fuori” ma “cose private”, ribadendo che “la verità vince sempre e per me non c’è una seconda verità, ma una sola”. Ha espresso l’idea che “il mondo va a senso unico” e che gli spetta “difendersi”.
Ha anche messo in dubbio la credibilità delle accuse basandosi sulla sua carriera: “Sono stato l’attore hard più premiato della storia, possibile che il mondo intero non si sia accorto che c’è uno stupratore davanti alla camera?”.
Va notato anche il commento di Valentina Nappi, che, tra coloro che hanno difeso l’attore, ha sostenuto che “Queste ragazze, secondo me, semplicemente non dovrebbero fare le attrici porno”, aggiungendo che “Rocco fa lo stesso tipo di scene da quando ha iniziato la sua carriera, che si aspettavano?”.

La svolta imprevista? Un video sulle accuse di abusi
Nel corso dell’inchiesta, è emersa una potenziale svolta che potrebbe influenzare il caso, almeno per quanto riguarda una delle accusatrici. Secondo quanto riportato da Mow Mag, una fonte vicina a Rocco Siffredi dichiarerebbe di possedere un “filmato potenzialmente decisivo”. Questa fonte afferma di avere “il video sul palco con la smentita ufficiale”.
Il video in questione mostrerebbe Rocco Siffredi durante un evento del 2022 mentre presenta un’attrice, accompagnata dalla madre, la stessa che oggi lo accuserebbe di abusi.
La fonte sottolinea che i fatti denunciati dall’attrice a Le Iene sarebbero avvenuti mesi prima dell’evento del 2022. La presenza dell’attrice con la madre sul palco, in un contesto pubblico con Siffredi, risulterebbe, secondo la fonte, “difficilmente conciliante col tipo di accuse mosse”, dato che cronologicamente si posiziona “dopo i fatti che valgono oggi le accuse di abusi”.
La fonte aggiunge che nel video Siffredi le presenta, menzionando che era andata a fare un casting e aveva proposto di portare anche la madre.

Interviene Malena, la testimonianza contro Siffredi
Una testimonianza particolarmente significativa è quella di Malena, un’attrice nota nel settore, che ha lasciato l’industria. Intervistata da Le Iene riguardo alle accuse contro Siffredi, ha dichiarato di non aver mai subito personalmente violenza o abusi fisici, ma “sicuramente non c’è” stata la dovuta tutela. Ha raccontato che “se ti permetti di dire che non lo vuoi fare più, vieni anche insultata”.
Malena è stata molto critica su quanto mostrato nel servizio de Le Iene, affermando che non ha “nulla a che vedere con un set professionale”. Ha definito quello che si vedeva più simile a un “ufficio dove le ragazze sono andate per fare casting”, sottolineando che in quel momento “erano delle donne, non erano ancora delle attrici”. Secondo la sua esperienza, in un set professionale “quando alzavo una mano, mi lamentavo, tutto si fermava”.
La sua posizione sul consenso è netta:
“Il no è un no sempre, anche su un set. Se siamo due persone serie e c’è un patto, se io ti dico che quella cosa non la voglio fare, non la fai e poi la fai lo stesso o me la richiedi, a casa mia c’è un’altra parola, si chiama stupro. Quando tu sei nuda, sei indifesa, non sai che fare, poi incide il fatto di non essere richiamata, di fare una brutta figura con le altre attrici, io credo che una non ha la forza di dire no. Va condannato chi non riesce a fermarsi al no”.
Malena ha anche affrontato la questione del presunto complotto, chiarendo di non avere “nessuna questione di lavoro in sospeso” con Siffredi e di aver lavorato per la Siffredi Production, non direttamente per Rocco Siffredi. Si è sentita toccata dal fatto che si potesse pensare che lei avesse deposto a suo sfavore.
Riguardo alle gang bang, frequenti nelle produzioni di Siffredi, Malena ha osservato un cambiamento, forse dovuto alla fretta di “produrre troppo”. Nelle prime produzioni c’erano attori professionisti accanto ai non professionisti, e lei ritiene necessaria esperienza per scene del genere, altrimenti la ragazza “si fa male e lo vive come un trauma”. Ha raccontato di aver sempre consigliato alle ragazze di non imitarla, e che a lei “ai tempi, sono state insegnate” delle tecniche.
Con @roberta_rei e @gonzogiornalism abbiamo incontrato Malena, per anni tra le pornostar italiane più amate. Con lei abbiamo parlato del mondo del porno e delle accuse di presunti abusi che coinvolgerebbero Rocco Siffredi #LeIene https://t.co/gL7GyFyVNm
— Le Iene (@redazioneiene) May 6, 2025
Un sistema da cambiare immediatamente
La testimonianza di Malena evidenzia una mancanza di cultura e tutela nel settore. Secondo lei, “quello che manca è una cultura su questa professione, fa comodo a tutti, dalle agenzie, ai produttori a tutto quello che ci gira attorno”. Ha deciso di parlare perché “stanca del sistema, perché è un sistema basato sull’ignoranza”.
Ricordando il cugino di Rocco Siffredi, Gabriele, che lei definisce “una persona fondamentale nel mio lavoro” e che l’ha “guidata per farmi il meno male possibile”, Malena consiglia alle aspiranti attrici di andare in America, dove “È tutto regolamentato”. Alla domanda sul perché in Italia non ci siano leggi a tutela, risponde: “Perché chi le rappresentava non le ha mai chieste”.
In seguito all’intervista di Malena, Rocco Siffredi ha replicato su Instagram, mostrando un estratto inedito di un episodio del suo podcast Siffredi Academy del 2024 in cui Malena lo esalta. Nel video, Malena descrive l’approccio di Siffredi durante il suo provino come “molto responsabile” e attento, dicendo di essere stata trattata “veramente con le pinze”.
Rocco Siffredi ha commentato esprimendo dispiacere che “quel rapporto si sia spezzato” e promettendo di rivelare “La vera verità, presto”.
Questa vicenda complessa, con accuse gravi e difese altrettanto decise, mette in luce la necessità improrogabile di affrontare le questioni del consenso, del rispetto e della professionalità in ogni ambito lavorativo, incluso quello del cinema per adulti, garantendo che il “NO” sia sempre e inequivocabilmente rispettato.
Nuove accuse di violenza sessuale contro Rocco Siffredi, le attrici a Le Iene: «Non era un film, era uno stupro» https://t.co/ZUZCyTQjPJ
— Open (@Open_gol) April 30, 2025
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