Emma Marrone, “trovo aberrante che alcuni ministri parlino dell’omosessualità come una malattia”

Emma Marrone all'attacco degli omofobi dallo studio Rai de La mia passione, programma condotto da Marco Marra.

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A febbraio per la prima volta al cinema in qualità di attrice grazie a Gabriele Muccino, che l’ha voluta nel suo nuovo film “I migliori anni”, Emma Marrone è tornata a difendere la comunità LGBT nel corso della trasmissione La mia passione, condotta da Marco Marra.

L’ex trionfatrice del Festival di Sanremo ha motivati i tanti piccoli ‘comizi’ che puntualmente prendono vita dai palchi del suoi tour, parlando apertamente di “battaglie” per tutte quelle “persone che non hanno la possibilità di esprimersi, di tirare fuori la sofferenza in una società che non li sta aiutando perché io trovo assurdo che anche determinati ministri parlino dell’omosessualità come fosse un problema, una malattia, quasi da sconfiggere. Lo trovo aberrante, anacronistico, mortificante per la nostra società e l’essere umano in generale”.

Tocco da sempreTocco da sempre i temi come la diversità e l’omofobia attraverso la musica. Ho cercato sempre di portare avanti le mie battaglie fermamente perché non è possibile vivere ancora in una società dove l’omosessualità viene vista in maniera negativa, come il diverso. A me non fa male nulla, se la gente per strada mi dà della lesbica non la vivo come una offesa. Ho sempre vissuto in una famiglia che mi ha sempre detto ‘per noi se torni a casa con un uomo o una donna non fa differenza, a noi importi che tu torni a casa felice’. Purtroppo non tutti i ragazzi hanno la fortuna di crescere in famiglie così aperte, umane, sensibili e di larghe vedute.

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Dichiaratamente single, Emma ha poi ricordato i tanti, troppo pregiudizi che riguarderebbero tutti quei cantanti usciti dai talent televisivi come Amici di Maria.

Io vorrei ricordare che Marco Mengoni e Noemi vengono dai talent, con la sola differenza che noi eravamo vestiti con delle tute che sembravano pigiami mentre loro erano vestiti benissimo. La differenza che arrivi da X Factor o Amici lo fa l’artista. Il talent è una piattaforma che mi è servita per esibirmi e dimostrare a tutti che volevo fare questo mestiere. Tornassi indietro rifarei Amici un miliardo di volte, Maria mi ha dato ‘l’opportunità’. Io ho mandato diversi demo e le discografiche mi hanno tutte respinto, compreso quella per cui poi ho firmato. ‘Amici’ ti fa conoscere alla gente anche per come sei fuori dal palco per il fatto che si è seguiti dalle telecamere costantemente. In realtà è un’arma a doppio taglio. Se alla gente non piaci dal punto di vista umano è anche peggio. Il pubblico non è stupido, è molto intelligente. Ho grande rispetto per il pubblico, che quando vuole capisce.

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bacibaci 25.7.19 - 18:43

Io trovo ancora più aberrante che ci siano persone, anche gay, che votino il partito di cui fa parte questo ministro!