“A Problem in Greek Ethics” è un saggio del 1873 scritto dal poeta e storico inglese John Addington Symonds, che ne pubblicò solo dieci copie per paura che l’opera finisse nelle mani sbagliate. L’omosessualità era un crimine nell’Inghilterra del XIX° secolo e il saggio, che elogiava l’accettazione da parte degli antichi Greci delle relazioni tra persone dello stesso sesso, avrebbe potuto far finire Symonds in prigione.
Fino a poche settimane fa si pensava che solo cinque copie di quel saggio fossero sopravvissute. Ma una sesta, sorprendentemente, è venuta alla luce, grazie ai ricercatori della Johns Hopkins University.
Gabrielle Dean, curatrice dell’università, era alla ricerca di una mostra chiamata “Queer Connections: The Library of John Addington Symonds“, quando una semplice ricerca su Google ha dato vita all’improbabile ritrovamento del saggio di Symonds, in bella vista sul sito di un rivenditore di libri. Originariamente consegnata allo studioso ed esploratore britannico Sir Richard Burton, questa copia che si pensava scomparsa ha passato più di un secolo a viaggiare tra collezioni private, ed ora è stata esposta al pubblico per la prima volta in assoluto.
Symonds era omosessuale, nonostante abbia sposato una donna e fatto quattro figli. Sebbene in gran parte dimenticato, è stato abbastanza famoso durante la propria esistenza, tanto dall’aver influenzato il lavoro di Oscar Wilde.
“Il libro è una reliquia che riguarda le prime battaglie sui diritti degli omosessuali. È sacro”, ha detto al Baltimore Sun Shane Butler, direttore del Classics Research Lab di Johns Hopkins, ancora sbigottito per l’inatteso ritrovamento.
