The Last Color, il regista spiega perché debbano essere attori trans ad interpretare ruoli trans

"Perché mai dovrei voler rappresentare il doloroso percorso di una persona transgender non permettendo a una di loro di rappresentarsi?".

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49enne chef indiano, celebre in patria perché tra i giudici di MasterChef India, Vikas Khanna ha fatto il suo esordio in qualità di regista con The Last Color, presentato in anteprima al Palm Springs International Film Festival e a breve in streaming su Amazon Prime.

Uno dei personaggi centrali del film è una donna trans, Anarkali, la cui intolleranza alle ingiustizie scatena una rivoluzione. Khanna era irremovibile sul fatto che ad interpretate Anarkali dovesse essere un’attrice trans.

Ho ritardato di mesi le riprese di The Last Color perché volevo rendere completa giustizia a uno dei personaggi più importanti del film“, ha spiegato Vikas sui social media, sottolineando come si sia “sempre espresso [e] votato in favore delle minoranze“, assumendo persone LGBT nei suoi ristoranti, dedicando uno dei suoi libri di cucina alla comunità transgender indiana.

Uno dei personaggi principali di The Last Color è Anarkali, una donna transgender che ha il potere di un uomo e di una donna messi insieme. È la tutrice di Chhoti e si oppone al sistema corrotto. Durante i provini degli artisti per il suo personaggio, sono stato molto chiaro su una cosa: “NON VESTIRO UN UOMO IN SAREE PER QUESTO RUOLO”. Ero in missione per trovare una persona transgender per interpretarlo, ho fatto provini a centinaia di donne transgender a Varanasi, Delhi, Kolkata, Chandigarh e Jaipur, ma non sono riuscito a trovare la corrispondenza perfetta. Finché un giorno ho visto foto e clip della bellissima Rudrani.

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Rudrani Chhetri è un’artista, attivista e modella transgender che nel 2015 ha fondato la prima agenzia di modelle trans in India. È di fatto una figura centrale nella comunità transgender di Delhi grazie al suo lavoro nella prevenzione dell’HIV.

Khanna ha capito subito di aver trovato l’attrice perfetta. “I suoi occhi, il dolore, il silenzio, la recitazione, la dedizione, la disciplina e il talento non hanno eguali. Nel cinema e nella vita, Rudrani è stata vittima di ingiustizie sociali, anche se il suo coraggio rimane instancabile. Perché mai dovrei voler rappresentare il doloroso percorso di una persona transgender non permettendo a una di loro di rappresentarsi? Non lo farei mai. Non sarebbe etico, non sarebbe autentico“.

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