“Non dovete condannare vostro figlio perché è omosessuale, egli non deve essere incolpato per il suo orientamento. Non è sbagliato, e neppure dovrebbe essere un crimine. In realtà non è neppure una malattia, semplicemente una variazione, ed una delle più comuni di tutta la natura“. Queste le parole del Dottore (interpretato da Magnus Hirschfeld) in “Diverso dagli Altri“, uno dei primi film (muti) a trattare apertamente di omosessualità.

È una pellicola uscita per la prima volta il 30 giugno 1919, ovvero 102 anni fa. Diretto da Richard Oswald, “Anders als die Andern” (tradotto poi in italiano con il titolo “Diverso dagli Altri“) affronta il tema dell’omosessualità e in particolare del Paragrafo 175, legge tedesca che classificava come crimine l’essere gay. Questo paragrafo, diventato celebre non solo in Germania, è stato la causa di numerosi suicidi da parte di persone omosessuali.
Ed è proprio da questo fatto che inizia il film, con uno dei protagonisti, il violinista Paul Körner (Conrad Veidt) che legge i necrologi, notando tutti i gesti estremi che vi sono stati nelle ultime settimane. Suicidi di poco conto, poiché riconducibili a persone “contro natura”.
Diverso dagli Altri: in 100 anni nulla è cambiato
La storia inizia quando Körner incontra il giovane Kurt Sivers (Fritz Schulz), il quale vorrebbe prendere lezioni di violino dall’uomo. Nel corso delle sedute, però, l’amore per il violino non è l’unica cosa che accomuna Paul e Kurt.
In 102 anni, la storia non è poi tanto cambiata. Paul Körner fa coming out con la famiglia, la quale non approva la sua decisione e insiste affinché sposi una donna e metta su famiglia. Ma l’amore per Kurt è tutto, e lo vivono apertamente, passeggiando anche mano nella mano.
È durante una di queste passeggiate che Paul incontra un conoscente, Franz Bollek (Reinhold Schünzel), il quale lo ricatta: se non lo avesse pagato, avrebbe fatto outing nei confronti del compagno. Il violinista paga, ma il ricattatore diventa sempre più avido, fino a quando Paul si rifiuta di continuare a pagarlo.
Un incontro tra Paul e Franz rivela a Kurt il ricatto, di cui era all’oscuro.
Attenzione spoiler: la fine della storia
Per Paul Körner, abbandonato da Kurt, iniziano i ricordi. Le prime esperienze omosessuali, la conoscenza dello stesso Franz Bollek in un locale gay, e i momenti passati con il suo ormai ex compagno.
Verso la fine di “Diverso dagli Altri”, Körner denuncia Bollek per estorsione e quest’ultimo rivela la sua omosessualità. Mentre il ricattatore viene condannato a una pena di 3 anni, la sentenza per Paul, secondo il paragrafo 175, è di una settimana, grazie alla clemenza del giudice e alla testimonianza del Dottore.
Ma la notizia della sua omosessualità è ormai venuta allo scoperto. Perde il lavoro, gli amici, e pure la famiglia. Sceglie quindi la via del suicidio. Solo a quel punto torna Kurt, per il quale l’aiuto del Dottore è fondamentale, in quanto riesce a fermarlo prima che anche lui scelga di suicidarsi.
La triste fine della storia d’amore tra i due uomini e il film si concludono con una X rossa sopra il testo del Paragrafo 175, simbolo che quella legge sarebbe stata eliminata dalla legge tedesca.
Ieri come oggi: stessi problemi di sessualità
Il difficile coming out, la famiglia che non accetta l’omosessualità del figlio, l’outing, l’orientamento sessuale nascosto e l’omofobia interiorizzata. Ma anche gli studi del Dottore sull’essere gay e lesbica, il problema degli stereotipi e l’identità sessuale. Le due facce della stessa medaglia.
In questo film si notano le due parti contrapposte: la difficoltà di essere se stessi da una parte, il tentativo di accettazione, di dimostrare quanto l’omosessualità sia naturale dall’altra.

A dare la visione negativa dell’omosessualità ci sono le famiglie dei due due uomini, il ricattatore, la società. A darne una positiva, c’è invece il Dottore, figura competente e aperta, che nel film interviene con frasi valide tutt’oggi:
L’amore per un individuo del nostro stesso sesso non è meno puro o nobile di quello per una persona del sesso opposto. Questo orientamento può essere trovato a tutti i livelli della società, e anche fra le persone rispettabili. Coloro che dicono diversamente sono semplicemente guidati dall’ignoranza o dal bigottismo.
Insomma, “Diverso dagli Altri” è un film che, 102 anni dopo, è molto più attuale di quanto si pensi.
