Scaricato dalla dirigenza del Tottenham dopo la rivolta social dei propri tifosi, che l’hanno accusato di essere razzista, sessista e omofobo, Rino Gattuso è tornato a parlare. In un’intervista rilasciata alla Repubblica, l’ex allenatore del Napoli si è così difeso,
Di sicuro io non sono né razzista, né sessista, né omofobo: sono state travisate vecchie dichiarazioni mie. Perché non chiedete ai miei ex compagni e ai giocatori che ho allenato del mio rapporto con loro? Io mi sono preso del terrone in tutti gli stadi: come razzista non sarei molto credibile. Quanto al resto, non perdo tempo con le sciocchezze. Piuttosto, la mia vicenda insegna una cosa. Che l’odio da tastiera è pericolosissimo e molto sottovalutato. Io sono un personaggio pubblico e ho la forza per reagire alle calunnie, ma non tutti riescono a sopportarle. C’è chi per debolezza magari si butta dalla finestra. È un problema serissimo: che cosa si aspetta a intervenire?
Gattuso parla di parole “travisate”, di ‘sciocchezze’ in riferimento alle accuse di omofobia e sessismo. Nel 2008, quando era ancora un calciatore, Rino criticò il Governo Zapatero e il matrimonio egualutario approvato in Spagna: “Siamo nel 2008 e ognuno può fare quello che vuole. Se mi scandalizzo? Sì, perché sono cresciuto credendo nei valori della famiglia e credendo nella mia religione e tutto questo mi sembra roba molto strana“. Nel 2013, poi, Gattuso disse che “le donne nel calcio non le vedo molto bene. Io la penso così“. Quando l’allora compagno milanista Boateng buttò la palla in tribuna nel corso di un’amichevole contro la Pro Patria causa cori razzisti dagli spalti, Gattuso prese invece le distanze: “Da tanti anni abito a cinque chilometri da Busto e posso testimoniare che quella zona è piena di stranieri”. “Non ho mai avuto notizia di episodi di razzismo. A Busto non sono razzisti. Quello che è successo è tutta colpa di un gruppetto di imbecilli“.
Parole “travisate”, dice oggi Rino, per quanto abbastanza esplicite, soprattutto nei primi due casi. Eppure a volte basterebbe limitarsi ad ammettere di aver detto una cazzata, o di aver cambiato idea. Non si farebbe una migliore figura?
