Oggi 37enne, Omar Sharif Jr., nipote del leggendario Omar Sharif, nel 2012 faceva pubblicamente coming out, definendosi “mezzo ebreo e gay”. Passati quasi 10 anni, Sharif Jr. ha pubblicato la sua autobiografia, “A Tale of Two Omars: A Memoir of Family, Revolution e Coming Out During the Arab Spring”, in cui ha affrontato varie tematiche legate alla propria omosessualità.
USA Today ha riportato alcune delle rivelazioni finite su carta, inclusa quella riguardante il governo egiziano, che avrebbe tentato di privarlo della cittadinanza nel 2012, dopo il suo coming out, e non solo perché gay ma anche perché si definì “mezzo ebreo”. Non a caso Omar si è trasferito a Los Angeles subito dopo.
Sharif ha ricordato poi la reazione di sua madre al suo coming out. La donna arrivò al punto di incolpare la sua omosessualità come causa del suo cancro al seno. “Non dirlo a tuo padre! Non dirlo a nessuno“, urlò la mamma. “Dio ci aiuti se tuo padre o il resto dell’Egitto lo dovesse scoprire. Mi hai sempre causato stress. Probabilmente è così che ho avuto il cancro“. Sharif è poi passato al defunto nonno, divo di Lawrence d’Arabia e Funny Girl, che sapeva della sua omosessualità e la accettò. L’anziano attore soffriva però del morbo di Alzheimer e divenne assai violento nei suoi ultimi anni. Una sera, durante una cena con degli sconosciuti, Omar rimproverò pubblicamente suo nipote: “Vuoi essere qualcosa, ma non sarai mai come me perché sarai sempre un fallimento!”.
Sharif jr. ha poi rivelato di stato violentato dal suo capo, un ricco sceicco nel Consiglio di cooperazione del Golfo. “Non riuscivo a parlare, non potevo dire di no, quindi non avrei nemmeno dovuto essere in grado di dire di sì”. “Mi sono sentito intrappolato in un corpo che non potevo controllare”. Il libro descrive poi i pensieri suicidi avuti da Omar, in seguito alla violenza sessuale, la sua tenera relazione con suo nonno e il suo punto di vista sui diritti LGBT nell’omofobo Egitto.
