Sunny Bryant e sua madre, Bekah, hanno viaggiato per centinaia di km per protestare contro la proposta legge transfobica del Texas, che vieterebbe agli studenti transgender gli sport scolastici. Il governatore Greg Abbott è pronto a firmare la House Bill 25, che impedirebbe ai giovani transgender di partecipare a qualsiasi attività sportiva scolastica con la propria reale identità di genere. La vituperata proposta di legge è stata approvato alla Camera controllata dai repubblicani con 76 voti a favore e 54 contrari, passando anche al Senato per 19-12. Il disegno di legge è ora sulla scrivania di Abbott e il governatore ha già annunciato che intende firmarlo. Se lo farà, il Texas diventerà il decimo Stato d’America a mettere in atto un divieto sportivo contro le persone transgender.
Sunny Bryant e sua madre, Bekah, hanno viaggiato più e più volte da Houston ad Austin – oltre 160 miglia – per protestare contro una legge visibilmente discriminatoria. La bambina di otto anni ha parlato di “esperienza emotiva“, nel ritrovarsi davanti ai legislatori texani a inizio ottobre (video in testa al post), ammettendo di essere stata “davvero nervosa“. Sunny è convinta che i favorevoli al disegno di legge siano “solo spaventati” dalla comunità LGBT. A suo dire dovrebbero semplicemente interagire con più persone trans, per conoscerle più approfonditamente, scoprire le loro storie.
“Credo che dovrei essere in grado di fare sport, perché anch’io sono una ragazza“, ha detto Sunny. “Penso che abbiano solo paura di noi e che abbiano bisogno di più persone trans nella loro vita“.
Sua madre Bekah ha descritto il disegno di legge come una “soluzione alla ricerca di un falso problema“, in quanto non ci sono state “cause legali nello stato del Texas” che sostengano che i bambini trans avrebbero ingiustamente tratto benefici negli sport scolastici rispetto ai loro coetanei cisgender. “La popolazione di bambini trans è così piccola“, ha detto Bekah. “Ciò significa che mia figlia sarebbe l’unica ragazza nello spogliatoio, l’unica ragazza della squadra“. La famiglia Bryant continuerò la battaglia contro il Texas, lottando “per i diritti di Sunny e per i diritti di altri giovani trans”.
