Gianni Vattimo e Simone Caminada, una storia d’amore in tribunale

L'assistente è stato accusato di circonvenzione di incapace. Ma per il filosofo non cambia nulla: si uniranno civilmente.

Ascolta:
0:00
-
0:00
Gianni Vattimo e Simone Caminada
Gianni Vattimo e Simone Caminada
2 min. di lettura

Gianni Vattimo, 87 anni e filosofo, ama l’assistente 36 enne Simone Caminada.

Dal 2010 ad oggi i due non si pentono di nulla (tranne quella volta che li hanno invitati ad un monastero e non ne hanno approfittato, racconta Caminada a Il Fatto Quotidiano) e i presupposti per una tenera storia d’amore ci sono tutti, se non fosse l’assistente è stato condannato a due anni di reclusione per circonvenzione di incapace.

Secondo le accuse, il giovane avrebbe approfittato delle patologie dell’amante (affetto da disturbo depressivo e Parkinson) per appropriarsi del patrimonio. La storia più vecchia del mondo, tanto che vera o non vera, il filosofo – le cui opere sono state tradotte in 18 lingue e definite baluardo del pensiero filosofico odierno – non solo continua ad amare l’assistente, ma promette di volerlo sposare.

 

Visualizza questo post su Instagram

 

Un post condiviso da Simone Caminada (@caminadasimonecicero)

Una sentenza che per Vattimo non cambia nulla, perché come risponde al Corriere della Sera, non sarà di certo questo a rivoluzionare la loro vita: “Filosofi non sono molto interessati a quello che succede intorno a loro. O a quello che si pensa di loro” risponde, aggiungendo che le nozze non sono un segno di ribellione ma al contrario qualcosa di programmato già da tempo e con una data (forse) già fissata, bloccate “solo” dalla Procura.

Aggiungi Gay.it come fonte preferita in Google!

Il filosofo è stato considerato “incapace” di intendere o volere, tanto che le sue parole non sono bastate a convincere il tribunale, avvalso anche di intercettazioni telefoniche e definendo l’innamoramento di Vattimo “uno stato di totale dipendenza psicologica” unita “alla paura della solitudine e alla consapevolezza di non poter più provvedere a se stesso”.

Tuttavia, lui ci tiene a sottolinearlo fino alla fine: non è vittima di Caminada, ma di un sistema che l’ha “stritolato” fino all’ultimo. Come dice anche la sua avvocata, l’omosessualità è stato solo un aggravante che li ha presi di mira, perché altrimenti “cosa c’è di eccitante nella faccenda? Direi nulla“, chiede il filosofo. I due continuano la loro “battaglia debole”, che come scrive Caminada “quella che dà voce agli ultimi e i senza voce, spesso identificabili con il sud del mondo”.

Ad oggi Vattima si rifiuta di essere considerato una persona offesa da un reato. Per il filosofo la legge ad un certo punto “passa”, e non è nemmeno interessato a seguire il processo. Aspetta solo che il compagno torni a casa e possano tornare alla loro quotidianità, che nemmeno “una verità falsata” può sconvolgere. E sposarsi, possibilmente in periferia.

© Riproduzione riservata.

Mi piace
Commenta
Salva
Condividi

Partecipa alla discussione

Per inviare un commento devi essere registrato.