Come ogni lunedì Gay.it torna a darvi consigli su cosa scovare e cosa vedere sulla tv generalista e tra le varie piattaforme streaming sul fronte della cinematografia queer.
Si spazia in lungo e in largo per dare forma e sostanza ad una guida tv che possa abbracciare gusti e generi, toccando alto e basso, titoli d’autore e piccoli cult. Vedere per credere!
Lunedì 12, Playback – MUBI
Cortometraggio del 2019 diretto da Agustina Comedi, Playback è ambientato a Cordoba, in Argentina. La fine del regime militare promette una primavera che non dura a lungo. La Delpi è l’unica sopravvissuta di un gruppo di donne transgender e drag queen. Racconta di come i loro spettacoli negli scantinati abbiano guidato la comunità e aiutato la loro lotta contro l’aids e la violenza della polizia.
Martedì 13, Festa per il compleanno del caro amico Harold – RaiTv
The Boys in the Band di William Friedkin, arrivato in Italia con il titolo Festa per il compleanno del caro amico Harold, è on line, sul sito della Rai.
Tratto da una celebre pièce teatrale di Mart Crowley, The Boys in the Band fu il primo film hollywoodiano a trattare il tema dell’omosessualità. Protagonisti otto giovani gay della borghesia intellettuale di New York e un ospite casuale, che si dichiara eterosessuale, tutti invitati ad una festa di compleanno che si trasforma in una velenosa seduta di analisi terapeutica collettiva e in un feroce gioco al massacro. Interpretato dagli stessi attori che portarono la commedia al successo di Broadway, The Boys in the Band è da oltre mezzo secolo un titolo di culto per la cinematografia LGBT.
Mercoledì 14, La signora Ammazzatutti – canale 27, ore 20:52
Dark comedy firmata John Waters, tra i registi del new cinema queer d’America, La signora Ammazzatutti venne presentato fuori concorso al 47º Festival di Cannes del 1994. Interpretata da una strepiosa Kathleen Turner , Beverly Sutphin, irreprensibile madre di famiglia, tipica espressione della società perbenista statunitense, rivela una personalità chiaramente disturbata. Ossessionata dalla perfezione inizia ad eliminare sistematicamente le “pedine scomode” che le si frappongono, spinta da motivazioni banali. Riconosciuta da una vicina di casa, viene accusata e processata, diventando un fenomeno mediatico, ma incredibilmente riesce a farsi scagionare definitivamente, senza però arrestare la sua follia omicida.
Giovedì 15, Billy Elliot – La5 (canale30), ore 21:05
23 anni fa Billy Elliot di Stephen Daldry, ispirato alla vera storia del ballerino Philip Mosley, incantava il mondo. Costato 5 milioni di dollari, il film ne incassò 109,280,263, venne nominato a 3 premi Oscar, 2 Golden Globe, 3 EFA, 3 SAG e 10 Bafta, vincendone 3, compreso quello per il miglior attore, andato all’esordiente Jamie Bell, all’epoca appena 14enne.
Stephen Daldry, gay dichiarato e in quel lontano ‘2000 debuttante assoluto in qualità di regista, raccontò questa storia di provincia nell’Inghilterra di metà anni ’80, con il figlio di una coppia in enorme difficoltà economiche che scopre la magia della danza, abbandonando la boxe. Un’inedita passione nascosta in famiglia, perché in quegli anni il balletto veniva associato all’omosessualità, se non fosse che il padre, minatore in sciopero contro Margaret Thatcher, scopra la verità…
Raramente si vedono film inattaccabili, in cui tutto coincide perfettamente, ma Billy Elliot è uno di quei ambiti casi. Non solo il travolgente e straordinario Jamie Bell, ma anche il bravissimo Gary Lewis e la sublime Julie Walters, insegnante di danza di Billy. Colonna sonora strabordante, tra pop e rock, Billy Elliot è successivamente diventato romanzo e soprattutto musical inedito, musicato da Elton John su testi di Lee Hall, da 15 anni esatti campione d’incassi in tutto il mondo. Tom Holland, oggi celebre Spiderman cinematografico, è esploso proprio a teatro interpretando Billy, nel 2008, nel West End.
Lee Hall, sceneggiatore del film, diede a Daldry l’occasione di dipingere uno spaccato britannico non troppo distante da noi, in cui l’omofobia imperversava soprattutto in famiglia, annegando in luoghi comuni e inutile paure sociali. Il giovane Michael, migliore amico di Billy di lui perdutamente innamorato, porta sulle proprie spalle tutti i timori di una comunità gay che solo da pochi anni era stata ‘legalizzata’ in tutto il Regno Unito (1967 in Inghilterra e Galles, 1981 in Scozia e 1982 in Irlanda del Nord), fino al voluto omaggio finale con una celebre rappresentazione del Lago dei Cigni del 1995, avvenuta realmente a Londra. Il coreografo Matthew Bourne sostituì infatti l’intero corpo da ballo femminile con ballerini, introducendo deliberatamente il tema dell’omosessualità maschile.
Venerdì 16, Sex and the City 2 – La5 (canale30), ore 21:05
Nuovamente scritto e diretto da Michael Patrick King, Sex and the City 2 vide Carrie, Miranda, Samantha e Charlotte abbandonare New York per visitare uno dei luoghi più sontuosi, esotici e coloriti della terra, dove le feste non finiscono mai e dietro ad ogni angolo si nasconde qualcosa di misterioso. “Una fuga che arriva al momento propizio per le quattro amiche che si trovano a vivere, e combattere contro, i ruoli tradizionali imposti dal matrimonio, dalla maternità e altro. A volte non resta altro che scappare via con le amiche”.
Questa la sinossi ufficiale di un capitolo 2 particolarmente becero nei contenuti comici, privo di grandi idee e scelleratamente ambientato ad Abu Dhabi (in realtà è il Marocco), dimenticando così la vera storica protagonista della serie HBO: la Grande Mela. Pronti, via e il film prende forma con il matrimonio kitsch di Stanford e Anthony, impreziosito dalla presenza a sorpresa della grande Liza Minnelli. Una strizzata d’occhio doverosa a quella comunità LGBT che ha sempre venerato la creatura tv ideata da Darren Star (qui i momenti più iconici). A completare il cast l’immancabile Chris Noth, che riprende il ruolo di Mr. Big, Evan Handler (Harry Goldenblatt), David Eigenberg (Steve Brady), Willie Garson (Stanford Blatch) e Mario Cantone (Anthony Marentino), oltre al ritorno di John Corbett nei panni di Aidan Shaw, ruolo già interpretato nella serie televisiva, e ai camei di Penélope Cruz e Miley Cyrus.
Sabato 17, Kinky Boots – Paramount+

Dai creatori di Calendar Girls, un’esilarante commedia tratta da un’esilarante storia vera. Per generazioni, la famiglia Price ha realizzato scarpe da uomo. Ma per salvare l’azienda dall’imminente bancarotta, il giovane erede Charlie Price si rivolge alla drag queen Lola, un improbabile nuovo consulente creativo che gli darà un’ idea per salvare l’azienda: fabbricare scarpe per uomini che si vestono da donna. Il suo stile oltraggioso porterà una boccata d’aria fresca nella vecchia e soffocante fabbrica!
Nei panni di Lola uno strepitoso Chiwetel Ejiofor, con Billy Porter acclamato e premiato a teatro nella trasposizione musical firmata Cyndi Lauper.
Domenica 18, Viola di Mare – Prime Video
Sullo sfondo di una Sicilia ottocentesca, in una piccola isola, Angela per sopravvivere allo scandalo della propria omosessualità accetta inizialmente di camuffarsi da uomo. Occultare la propria femminilità le servirà a poco nel momento in cui divamperà l’amore, corrisposto, per la bella e solare Sara. Il loro rapporto sarà occasione per sfidare ad ogni costo la mentalità chiusa e arcaica di quell’antica terra.
Diretto da Donatella Maiorca, con Valeria Solarino e Isabella Ragonese protagoniste.






