Christina Aguilera e gli esordi: “Dovevo interpretare una vergine ma non comportarmi come tale. Non mi piaceva”

La star si appresta a celebrare i 25 anni del suo disco di debutto ma ha in serbo anche un nuovo album: "Muoio dalla voglia di farlo uscire".

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Christina Aguilera Genie in a Bottle
"Genie in a Bottle" è stato il singolo d'esordio di Christina Aguilera, pubblicato a giugno 1999.
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Il prossimo 24 agosto il primo, eponimo album di Christina Aguilera spegnerà 25 candeline. È trascorso un quarto di secolo da quando la biondina che i media volevano antagonista di Britney Spears si rotolava sulla sabbia cantando di voler essere strofinata come il genio della lampada. Era l’epoca d’oro dei teen idol e di quel pop zuccheroso e deliziosamente preconfezionato che ha fatto uscire di testa mezzo mondo. Christina oggi si dice grata per quel periodo, ma si toglie anche qualche sassolino dalle scarpe.

Direttamente dalla cover del numero di agosto di Glamour la popstar fa sapere: “Penso che la parola più importante che riassume quel primo disco per me sia gratitudine. Dopo 25 anni ne sono così orgogliosa”. Eppure, dal punto di vista creativo, la cantante ammette di essersi sentita intrappolata in schemi che le stavano stretti.

Per capire quali fossero i lacci che Christina proprio non sopportava basta dare un rapido sguardo al panorama pop del periodo, quello della musica che passava da TRL per intenderci: Britney, Mandy Moore, Jessica Simpson, tutte bamboline ammiccanti che prestavano la voce al cosiddetto bubblegum pop (sempre sia lodato Max Martin per averci donato pezzi irripetibili, in ogni caso).

Anche la Aguilera finisce in quel calderone, ma la sua natura è diversa da quella delle colleghe, a partire da una voce grintosa che scalpita per farsi ascoltare. Nel disco d’esordio cerca di farlo capire, ma fino a un certo punto: “Non mi piaceva quella cosa del ‘bubblegum’, per cui dovevi interpretare una vergine ma non comportarti come tale“, confida. “Quando eseguivo ‘Genie in a Bottle’, ‘What a Girl Wants’ e ‘Come on Over’, mi annoiavo facilmente. Creativamente, era unidimensionale”.

La popstar decide ben presto di dare uno spessore diverso al suo modo di fare musica circondandosi di un nuovo team che metta l’artista prima dell’industria discografica. Il risultato arriva nel 2002 con il secondo album Stripped. Un cambio netto rispetto al passato. Christina torna sulle scene unta e sporca, le mèches nere tra i capelli e pantaloni strappati che fanno scalpore: nasce Xtina, il suo alter ego ribelle.

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La vera rivoluzione però non è tanto nel singolo apripista del progetto, Dirrty, quanto nel secondo estratto Beautiful. Nel video due uomini si baciano e una donna transgender si veste: una mossa coraggiosa nell’America conservatrice di Bush. Il brano viene dedicato alla comunità LGBTQ+, da sempre supportata dalla popstar, e le vale un riconoscimento speciale ai GLAAD Media Awards del 2003.

Con il coraggio arrivano anche le critiche: “Penso che fosse solo questione di credere con tutto il cuore nella mia visione, che era quella di lottare per la sessualità” spiega Aguilera alla testata americana. I media prendono di mira lei (e tante altre colleghe) per la fisicità che negli anni diventa più morbida. Christina ai tempi ci soffre, ma ora la musica è cambiata: “Ho una maturità per cui non me ne frega niente dell’opinione altrui. Le opinioni degli altri su di me non sono affari miei”.

Christina Aguilera festeggia i 25 anni di carriera
Per i fan di Christina Aguilera sono in arrivo delle sorprese.

E oggi che cosa c’è nel futuro della Aguilera? Oltre a festeggiare – in un modo non ancora svelato – i 25 anni dal debutto (non come la sua collega del Mickey Mouse Club che ha lasciato passare inosservato il quarto di secolo di uno dei dischi d’esordio più importanti di sempre, un certo … Baby One More Time), l’artista si prepara a nuova musica.

Christina ha infatti nel cassetto un nuovo disco in lingua inglese: “Ho accumulato canzoni. In realtà muoio dalla voglia di farlo uscire. È solo che non ho avuto il tempo necessario”. L’album arriverà quando sarà il momento giusto per lei. Il suo mantra oggi che ha 43 anni è, fortunatamente, molto diverso da quello degli inizi: “Non sono qui per essere un robot programmato. Sono qui come essere umano prima che come celebrità”.

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