Ieri, oggi e domani, in guerra e nei fascismi, nelle trincee o al cinema: cinque storie queer di recente pubblicazione.
In Memoriam, Alice Winn, Garzanti
In Memoriam è innanzitutto il titolo di un poema elegiaco di Alfred Tennyson, sublime poeta dell’Ottocento inglese. Ma In Memoriam è anche il titolo di un romanzo che ha scalato le classifiche inglesi e americane. Lo ha firmato Alice Winn – è il suo esordio – e in Italia lo ha portato Garzanti nella traduzione di Federica Merati e Roberta Scarabelli. È la storia d’amore – animata da una voce tragica e dall’incedere tipico dell’epica – di Sydney e Gaunt, due giovanissimi inglesi costretti a lasciare il college per arruolarsi nelle trincee della Prima guerra mondiale. Un grido di vita tra le esplosione, un drammatico memento mori che ci ricorda quanto è forte semore l’amore.
Il crimine del buon nazista, Samir Machado de Machado
Lo sfondo, questa volta, è quello della Germania durante l’ascesa del Terzo Reich. Su un dirigibile diretto verso Rio de Janeiro si consuma un sanguinoso crimine: un passeggero muore, Bruno Brückner – funzionario della Kriminalpolizei tedesca – indaga alla ricerca di un colpevole. Nella cabina della vittima, inoltre, vengono trovati due passaporti e una valigetta colma di ritagli e immagini che tradiscono la sua omosessualità. Il crimine del buon nazista riprende gli stilemi dei migliori classici della letteratura poliziesca – Christie, su tutti – per raccontare i drammi del nazionalsocialismo e la persecuzione degli omosessuali.
Cinema Love, Jiaming Tang, e/o
Il Cinema dei Lavoratori di Mawei proietta ogni sera pellicole dal passato: immagini di guerre più o meno lontane, film che celebrano le geste eroiche di Mao e dei suoi compagni. Davanti allo schermo, oltre il rumore delle granate che deflagra in tutta la sala, Secondo e Shun-Er si innamorano e desiderano una vita insieme, una vita fuori dal cinema, lontano dalle rispettive case, dalle rispettive vite. Il Cinema, anche grazie alla bigliettaia Bao Mei, custodisce le storie di centinaia di uomini gay, che ogni giorno e ogni notte cercano nella penombra un luogo in cui scappare ed essere realmente sé stessi. Lì si consumano amori e desideri, vite potenziali altrimenti mai espresse. Poi una soffiata porta via tutto, il cinema chiude e quelle vite segrete, negate, si sparpagliano per il mondo. Cinema Love di Jiaming Tang è una storia sulla dignità delle vite marginali, che ci ricorda l’importanza dei luoghi d’aggregazione queer.
Queeranta, Chiaralascura, BeccoGiallo
Una storia illustrata – un graphic novel, insomma – che racconta la presa di coscienza e la ri-formazione di una donna che, giunta alle soglie della sua mezza età, abbraccia finalmente la sua bisessualità, dichiarandola apertamente. In Queeranta di Chiaralascura, il discorso intorno ai termini delle relazioni queer contemporanee e della grassofobia si mescolano a una riflessione commovente e acutissima sul lutto e sull’amare.
Grammatica di un desiderio, Vanessa Tonnini, Neri Pozza
Nicaredda nasce in una famiglia molto numerosa, agli albori del Novecento, in un Sud magico e ancestrale. Suo padre muore in miniera e sua madre, invece, resta schiacciata sotto al peso delle incombenze, dei travagli e della vedovanza. Cresce un po’ da solo, Nicaredda, con poche parole sotto la lingua e troppe cose rimaste inespresse. I desideri, per esempio. Il desiderio del corpo, dei corpi, degli uomini come lui. Un prurito inspiegabile, inspiegato. Una corsa a perdifiato verso l’istino e la felicità, una storia d’amore sullo sfondo violento del secolo breve.




