In Italia i gay non si sposeranno. Certamente non nell’immediato futuro. O almeno spero che non si potranno sposare SOLO nell’immediato futuro…
In questi giorni, più che in altri, la polemica sulle unioni civili sta dominando le testate e animando i dibattiti. Tutti hanno detto la loro, da Renzi a Paola Marella, per motivi che sinceramente mi sfuggono, sono magicamente diventati esperti in teologia, sociologia, antropologia. Tutti sanno cosa è giusto, tutti sanno cosa bisogna fare, tutti sanno cosa gli altri non fanno.
Noi gay ci lamentiamo perché non vediamo riconosciuti i nostri diritti, gli estremisti cattolici si lamentano perché vedono un mondo invaso dall’immoralità, i vecchi si lamentano perché il matrimonio gay è un abominio della Modernità, i giovani si lamentano perché siamo il Paese più arretrato dell’Occidente. Insomma, tutti si lamentano. E in una situazione drammaticamente instabile come questa, quel caro uomo di Maroni ha ben pensato che esprimere la propria idea con una intervista fosse troppo mainstream: meglio usare scritte monumentali su un grattacielo come canale di comunicazione. Il Papa, dal canto suo, sembra l’unica persona in questo Inferno a mantenersi calmo: è il capo della Chiesa cattolica e ha giustamente condannato le unioni civili. Anche contro di lui sono nate sterili polemiche ma, per quanto io non condivida la sua idea, apprezzo il fatto che almeno lui abbia un saggio motivo per rimanere sulle proprie convinzioni. Dopotutto è il capo della Chiesa: con centinaia di persone che invocano la punizione di Dio sugli omosessuali non può essere gay-friendly!

Che se ne dica, noi ragazzi, anche se non sembra, siamo perfettamente informati su quello che sta accadendo. Ci informiamo attivamente, anzi, spesso veniamo a conoscenza delle cose ben prima di chi non è come ognuno di noi inserito nell’enorme cosmo della Rete. Le unioni civili le conosciamo fin troppo bene … in fondo chi non ha sentito parlare di queste benedette unioni civili!? Noi gay, ovviamente, ne siamo particolarmente interessati ma in questo momento l’attenzione di praticamente tutti i giovani è rivolta al ddl Cirinnà.

Forse il problema è lo stesso ma andrebbe visto da un altro punto di vista: questa ostinata avversione al progresso non è altro che una sorta di reazione allergica, un ostinato rigetto nei confronti di tutte quelle cose in cui ci siamo fatalmente appiattiti da usanze provenienti dall’estero. Abbiamo assorbito le nuove parole inglesi, accettato il Babbo Natale della Coca-Cola ed Halloween, sostituito la Parmigiana il Mc Donald, non possiamo cedere anche sui diritti! Ok una zucca e qualche parola da snob ma i matrimoni gay no! Siamo pur sempre italiani!
Nel caso, dunque, anche il ddl Cirinnà si riveli un fallimento, non riuscendo a trovare una soluzione migliore, propongo un enorme esodo di omosessualità italiani all’estero: che l’Onu ci crei uno staterello tutto per noi da qualche parte, una “Frociolandia” in cui vivere per sempre felici e contenti. Così noi gay avremo i matrimoni e gli italiani potranno rimanere tranquilli e sereni nelle loro confortanti tradizioni. Tanto ormai di italiani che emigrano all’estero è pieno … potremmo valutare l’opzione di trasferirci anche noi.

