
Gli spiriti più semplici di tale specie si accontentano di agitare i loro “no!” di fronte a qualsiasi cosa mandi in tilt il loro universo “giusto/sbagliato”. Ciò spiegherebbe cosa induce “sterminati” eserciti di decine di persone a leggere in silenzio, e per ore, le fatiche letterarie di Mario Adinolfi e Costanza Miriano. Ammesso che non sia un profondo sgomento a renderli zitti e immobili di fronte alla qualità letteraria delle opere che hanno scelto di tenere in mano. Ma questa è un’altra storia.
I più temerari, invece, si avventurano in audaci elucubrazioni mentali che variano dal “perché è così” all’ipse dixit di turno, con Bibbia sotto l’ascella e Levitico nel cuore. Ferventi supporter di suggestioni che rendono abominio tanto una fellatio quanto un cocktail di gamberi. Come salvarli da cotanta enormità? Perché va detto, noi siam buoni e a volte pure fighi e non ce la sentiamo che il male dilaghi nelle sue forme più oscene, fino agli oscuri meandri della stupidità. E allora, cari amici omofobi, vi sveliamo un paio di evidenze alle quali forse non avete mai pensato.

2. Come? La parola “matrimonio” contiene il riferimento alla madre, per cui non si può usare quel termine per indicare le coppie omosessuali? Se ci attacchiamo all’etimologia, potrei ricordarvi che il “patrimonio” contiene il riferimento al padre, e che nelle società arcaiche si dava in moglie la donna al maschio che ne assumeva la dote e gestiva l’economia familiare. Sicure, soprattutto voi signore dall’omofobia facile, di volere che vostro marito controlli i vostri soldi mentre voi state a casa a pulire il bagno e a stirare le tende? Perché se valgono certe regole, poi valgono per chiunque: Paola Binetti e Giorgia Meloni incluse.
3. Sulle adozioni: per crescere bene un bambino ci vogliono un padre e una madre. Ditelo ai figli dei Goebbels, se ne trovate uno ancora in vita. O a quei neonati lasciati nei cassonetti da donne abbandonate da padri biologici che, dopo aver depositato il seme, se ne vanno via che manco Marco nella canzone di Laura Pausini. E poi lo sapete quel detto: i figli non sono di chi li fa, ma di chi se li cresce. E i nostri, a sentire scienziati e psicologi, crescono bene. E, udite udite, adozioni o meno, siamo in grado di farceli da soli. Fate un po’ voi.

5. Infine: se si fanno i matrimoni o le unioni civili finisce il mondo, dite voi. No, non finisce un bel niente. Spagna, Olanda, Francia, Canada e molti altri paesi stanno esattamente dove li avevate lasciati prima che approvassero leggi in merito. Forse finiranno le scuse che trovate di fronte alle vostre coscienze per non vedere che quel mondo sta cambiando nella direzione di una maggiore giustizia sociale. Come già successo con neri, donne ed ebrei.
Poi per carità, liberi di essere quello che siete, siamo in democrazia. Ma magari in silenzio, nel vostro privato. Come già succede in quei paesi che, così facendo, sono diventati più civili. Di voi in particolar modo.
