
A commentare e biasimare il logo del più famoso motore di ricerca, appositamente modificato per la festa del papà, è l’immancabile Costanza Miriano. Lei, nemica giurata della parità di genere, delle mogli che portano i pantaloni, degli uomini in cucina e, più recentemente, dei pinguini. Per Nostra Signora della Sottomissione le cose sono chiare: l’uomo, a leggere le sue parole, “procura cibo” come un perfetto cavernicolo – ci si chiede se sia contemplato il procacciare viveri anche nei supermercati o se tale mansione sia più specificatamente femminile –, ha lo spessore intellettuale di un divieto di transito, fa da seggiolone ai bambini e, last but not least, è pure guerriero. Una via di mezzo tra He-Man dei dominatori dell’universo, san Cristoforo e Maurizio Gasparri, insomma. Tutto il resto è “gender”.
Non è nuova, per altro, la nostra eroina, a sfoghi del genere. In precedenza, in un’altra sua esternazione sui social si lamentava: «Ma perché tutti gli uomini che ho intorno – marito, figli, colleghi, amici – mi vogliono insegnare a 
Sempre sui social, non pochi utenti hanno fatto notare come Miriano e la sua conventicola diano l’etichetta di “gender” a tutto ciò che sfugge al loro controllo. E per controllare qualcosa devi, innanzi tutto, conoscerla. Quindi se ne deduce che generalizzare ogni cosa non piace ai sentinelloidi e ridurla a fantomatiche ideologie dell’inversione altro non sia che la conseguenza di chi non è abituato alla conoscenza e al ragionamento. In una parola: ignoranza. E ciò è pure comprensibile, quando passi il tempo a leggere in piazza capolavori della letteratura mondiale come Sposati e sii sottomessa o Voglio la mamma.

E insomma, la fautrice di certo “islamismo de noantri” – islam, in arabo, significa appunto “sottomissione” – non ci fa proprio una bella figura. Non sa usare il computer e lo rivendica come se essere impedite fosse una forma d’orgoglio del mondo femminile, quando forse il problema è di chi ancora non comprende la funzione salvifica del tasto di riavvio. E dimostra di non sapere che la biologia sa stupirci anche nell’assegnazione dei ruoli, per cui – per alcune specie – sono i maschi ad accudire la prole, mentre le femmine vanno a caccia. Ci aspettiamo, a tal punto, letture silenziose contro l’ordine naturale delle cose e Dio stesso il quale, a quanto pare, coi pinguini si è convertito – pure lui – all’ideologia del gender.
