
La pagina in questione titola: “Mamma disperata dopo un incontro sul gender; ecco cosa accadrà a settembre”. Leggendo l’articolo vengo a scoprire che i miei colleghi e le mie colleghe delle scuole italiane tra poco meno di un mese «insegneranno ai nostri figli che non si nasce maschio o femmina ma si decide che cosa essere» e destruttureranno la famiglia «insegnando ai bambini che mamma e papà non è normale». Rivoluzionato l’insegnamento delle materie scientifiche: «il problema di matematica sarà: Mary e i suoi due papà…» per arrivare, manco a dirlo, alla legalizzazione della pedofilia.

Le amiche che hanno condiviso questa notizia, per intenderci, sono sempre state gay-friendly. Una di loro viveva con una mia amica lesbica e conosceva la sua compagna. Si stava insieme, ai tempi dell’università, in modo sereno e pacifico. L’altra voleva addirittura presentarmi un suo conoscente, perché a parer suo saremmo stati una splendida coppia. E allora, di fronte a tutto questo, ti chiedi: cosa è successo per arrivare al punto che due persone siffatte, entrambe laureate e a contatto con le cose del mondo, si siano bevute una sfilza di cazzate simili?
È bastato leggere le loro giustificazioni per capire qual è stato il “black out” mentale. Sono madri e le hanno spaventate. Se hai un figlio che gioca in giardino e ti dicono “guarda che è in grave pericolo”, tu non stai lì a razionalizzare: corri fuori a vedere cosa è successo. Anche se non è successo niente. Poi magari viene fuori che c’è qualche nuvola e c’è il rischio di essere colpiti da un fulmine e che forse la persona che ti ha allarmato o è semplicemente fuori di testa oppure ha bisogno che tu abbia paura. Per poterti controllare. Te e le tue emozioni. Questi gruppi di pressione funzionano così. D’altronde è un istinto antico, ancestrale. Quasi animalesco. La madre difende i cuccioli (contro)attaccando. Non importa di chi sia la mano che si è introdotta nella tana. Intanto, per sicurezza, morde.

Per dire no alla legge sulle unioni civili, questa gente si inventa di sana pianta interventi educativi che non verranno mai messi in pratica. Fosse non altro perché illegali. È stata una reazione immediata, mi ha spiegato una delle due amiche «il mio terrore da mamma è la pedofilia. Potrei uccidere ma l’innocenza rubata non te la restituisce nessuno». Ecco cosa fanno queste persone per evitare che il ddl Cirinnà passi. Proiettando nella mente di persone ignare immagini orribili. A zero scrupoli. Giocando con le loro paure, per questioni politiche di altro tipo. Questa sì che è una violenza abominevole e reale, perché tocca davvero i bambini e le loro famiglie con immagini orribili. Obbligandoli a pensare a certe cose per dire no a tutt’altro. Occorrerebbe riflettere su questo.
