Diddy, tutte le fake news: dagli ambigui video con Bieber alla morte di Michael Jackson a Kamala Harris e Trump

Filmati, immagini, feste, complotti, accuse e indagini. Alcuni fatti criminali, molta disinformazione e molta omofobia. Facciamo chiarezza.

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Diddy e lo scandalo che potrebbe travolgere Hollywood: la rete si riempie di fake news, video, foto, teorie. Facciamo il punto.
11 min. di lettura

Lo scandalo Diddy assume sempre più i contorni chiari di un colossale e protratto crimine, perpetrato per almeno due decenni ai danni di persone sconosciute, ma anche ai danni di celebrity, a loro volta vittime, ma qualche volta anche complici e carnefici, insieme allo stesso Sean Combs.

Il mondo dei media e dei social media si è tuffato a capofitto in questo torbido pantano di celebrity, soprusi, violenze, abusi sessuali, manipolazioni, tra potere, sesso, successo e droghe: tutto in un impianto criminale che vede ad oggi un unico imputato: Sean Combs, già Puff Daddy, da qualche tempo aka Diddy.

Diddy Gay.it - from Instagram Profile
Diddy Gay.it – from Instagram Profile

Le imputazioni e un solo accusato: Sean Combs detto Diddy

Ecco l’elenco delle accuse rivolte a Sean Combs:

  • Abuso sessuale – Accuse di aver drogato e abusato di diverse persone, incluso un ex collaboratore.
  • Traffico sessuale e sfruttamento – Coinvolgimento in organizzazione di feste con minori e donne per attività sessuali.
  • Molestie e coercizione – Presunti tentativi di manipolare o intimidire le vittime.
  • Registrazioni non consensuali – Accuse di aver registrato segretamente gli abusi.
  • Feste con droghe e traffico – Accuse di aver organizzato eventi con prostituzione e droghe illegali​

Dopo le perquisizioni nelle ville di Miami e Los Angeles avvenute lo scorso Marzo 2024, il 16 Settembre 2024 il Re dell’hip hop è stato arrestato dalla polizia di New York City. Accusato di abusi sessuali, traffico di esseri umani a fini di prostituzione, violenze, il rapper, forte del suo patrimonio di 800 milioni di dollari, ha offerto 50 milioni $ per avere la libertà vigilata, che gli è stata negata.

Da allora Sean ‘Diddy’ Combs, 54 anni, è detenuto in un carcere di Brooklyn e si dichiara innocente, anche se rischia l’ergastolo. Qualcuno dice che Diddy non uscirà mai più di prigione. In molti hanno il grande timore che Diddy, per alleggerire la propria posizione processuale, possa vuotare il sacco e trascinare decine di nomi nel suo tunnel giudiziario. Altri ritengono che Diddy si dichiarerà innocente fino alla fine. Qualcuno teme per l’incolumità fisica, ma soprattutto mentale, di Diddy.

Diddy è stato coinvolto in tre diverse ondate di accuse. La prima ondata è arrivata nel novembre 2023, con 4 donne che lo hanno accusato. Successivamente, tra marzo e settembre 2024, altre 6 donne hanno presentato accuse contro di lui. Infine, nell’ottobre 2024, le accuse si sono ampliate fino a coinvolgere 120 persone, tra donne e uomini. Le accuse mosse contro di lui sono sempre le stesse: maltrattamenti, violenze e stupri, con fatti che si estendono in una finestra temporale dal 1991 al 2024. Ci sarebbero anche 25 minorenni tra le vittime. Tony Buzbee, l’avvocato di Houston che ha presentato le accuse delle 120 vittime in questi primi giorni di ottobre, ha parlato anche di violenza sessuale su un bambino di 9 anni che avrebbe acconsentito agli abusi insieme ai suoi genitori, con la promessa di una carriera discografica. Ad ora non c’è traccia di questa accusa nel documento di imputazione del Dipartimento di Giustizia di New York Sud.

 

Quali star sono coinvolte?

Si sono moltiplicati i nomi di mega star intorno alla vicenda criminale. Nessuna celebrity – ad oggi – è accusata di alcunché dal Dipartimento di NY, né da altri dipartimento della giustizia USA. Come scrive saggiamente TMZ a commento di uno dei tanti episodi che riemergono e che vedono Diddy esercitare il proprio patriarcale soft-power sulla celebrity di turno:

Questo episodio rivela la fiducia di Diddy nella propria influenza nel mondo dello spettacolo, ben prima dei suoi attuali problemi legali.

C’è il filone che riguarda  Justin Bieber, che merita una sua narrazione a parte e che sui media sta vedendo in queste ore un tripudio di fake news, disinformazione funzionali a generare traffico e caos, manipolazioni digitali tramite AI, allusioni alla presunta disponibilità sessuale di Bieber, beceri moralismi di matrice suprematista anti-democratica (ma non necessariamente filo-trumpiana), spesso fomentati dalla piattaforma cinese TikTok.

Naturalmente, è una corsa ad alludere ai coinvolgimenti di molte celebrity ai White Party di Diddy, che ad oggi si delineano come semplici party pieni di eccessi, a differenza dei Freak Offs, che sembrano profilarsi come feste più private, e più discutibili, organizzate secondo le indagini da Diddyn e dal suo clan per sistemizzare un traffico di umani e incontri orgiastici al fine di mettere in atto abusi sessuali e violenze.

Non sono ufficialmente indagati, ma sono continuamente coinvolti nelle narrazioni di social, giornali e magazine (dai più ai meno affidabili), star del calibro di Usher, Meek Milk, Naomi Campbell, Leonardo DiCaprio, Lindsay Loan, Jessica Simpson, Cuba Gooding jr, Yung Miami, Kim Kardashian, Jennifer Lopez,  e molti altri. Alcune di queste celebrity, Cuba Gooding Jr, risultano accusate di stupro da parte di Rodney “Lil Rod” Jones  (come riporta XXL), così come Usher e Meek Milk sarebbero stati additati come partner sessuali di Diddy. Non è chiaro dove sia in quel caso il reato: si sospetta che gli atti sessuali non fossero consenzienti e che contemplassero il coinvolgimento di vittime. Usher e Meek Milk non risultano indagati: ad oggi potrebbero essere semplici vittime, o anche complici e carnefici. In entrambi i casi, sapevano.

Diddy celebrities White Party
Diddy celebrities Google Search Images 4th October 2024

La difesa di Diddy

Sean ‘Diddy’ Combs si professa innocente. Uno degli avvocati di Combs, Erica Wolff, ha riferito che il suo cliente non può affrontare ogni accusa inventata che zampilla dal “circo mediatico”.  Wolff ha testualmente detto:

“il signor Combs nega categoricamente e con enfasi come falsa e diffamatoria qualsiasi affermazione secondo cui abbia abusato sessualmente di chiunque, compresi i minori. Non vede l’ora di provare la sua innocenza e di scagionarsi in tribunale, dove la verità sarà stabilita in base alle prove, non alle speculazioni”.

Il video di Justin Bieber che gode

Gay.it si rifiuta di mostrare i video, ma in rete la disinformazione abbonda intorno a Bieber, a causa della sua storica capacità di catalizzare masse di fan ossessionati e di hater: Justin Bieber è del resto l’archetipo del nuovo corso che vede ascendere dai primi anni 2010 le star algoritmiche.

In rete gira un video nel quale un Justin Bieber quindicenne sembra godere di un’estasi orgasmica di natura sessuale, mentre tutti i belieber conoscono quel filmato divertentissimo, ma non del tutto innocente già all’epoca, in cui Justin era appena uscito dal dentista ed era intorpidito dagli anestetici delle cure odontotecniche: lo sguardo morboso e giudicante di oggi, alla luce dello scandalo Diddy, ha facilmente moltiplicato la percezione maliziosamente oscena di quella scenetta. Ma non c’è verso di arrestare il re-posting di questo genere di contenuti o di ergere frangiflutti davanti all’oceano di commenti omofobici.

 

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Lo strano video di Justin Bieber e Odell Beckham

Che Bieber stesse praticando sesso orale a Odell Beckham è una fake news. Un altro video infatti nelle ultime ore è tornato a galla e molti siti trash che moltiplicano la disinformazione non disdegnano di rilanciarlo: si tratta di un video emerso la scorsa primavera, ma che in queste ore sta furoreggiando su TikTok. Nel video siamo a un White Party di Diddy all’incirca nel 2017-18, la musica è alta, le immagini sconnesse. Justin Bieber incappucciato in una hoodie di colore grigio-tuta si china in avanti, per qualche secondo è piegato, dando le spalle alla camera del telefonino che sta registrando tutto. La prospettiva diventa ambigua, perché il volto di Justin sembra proiettato verso l’area genitale della star di football americano Odell Beckham che è proprio dietro Bieber, su uno scalone più alto del club-arena nel quale si sta svolgendo il party. Quando Bieber si rende conto di essere sotto lo sguardo di un telefonino, si volta in uno stato alterato tipico di una notte di bagordi. La morbosità collettiva di questi giorni, scatenata dal caso Diddy, ha addensato le allusioni omoerotiche della scena. La verità potrebbe essere che, con tutta probabilità, Justin Bieber stesse assumendo sostanze psicotrope, piegato semplicemente su un tavolino oltre il quale Odell Beckham era in piedi e ballava lentamente: qualche anno dopo Bieber ha rivelato a tutto il mondo di essere stato più volte sul punto di morire a causa della sua dipendenza da molecole psicotrope che causano addiction. In ogni caso, qualunque cosa stessero facendo tra loro Odell Beckham e Justin Bieber, non è oggetto di indagini da parte degli inquirenti. Soltanto materiale da gossip, certamente succulento.

L’unico video reale di Justin Bieber e Diddy

Proliferano microvideo, gif e foto in cui Bieber minorenne è a letto con Diddy, o Usher, o intento in atti di penetrazione di ogni sorta. Si tratta di contenuti totalmente inventati, editati, manipolati, creati ad arte per generare traffico digitale e disinformazione a sfondo omofobico. Justin Bieber è abituato a questo genere di scempio sul proprio corpo, fin dall’inizio della sua carriera, iniziata con una pianola nello scantinato di un sobborgo di London, cittadina dell’Ontario (Canada). Bieber ne ha parlato lungamente nel suo documentario a cuore aperto, “Seasons” (su Youtube), una delle testimonianze più vivide e sincere sui meccanismi distruttivi dello star system hollywoodiano, in cui appare anche l’amico di infanzia e di sempre Jaden Smith, salvato dallo stesso Justin dalle grinfie di Diddy.

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L’unico video – ad oggi – che riguardi Diddy e Bieber, e che sia realmente inquietante, e che non è oggettivamente frutto di fake news, è il famigerato filmato in cui Justin quindicenne viene manipolato da Diddy per 48 ore. È una fedele fotografia del potere di un potente patriarca della discografia come Diddy, esercitato su una baby-star che sta vedendo il mondo cadere ai suoi piedi e che crede, da teenager, di dover seguire il tracciato indicato da quello che ai suoi occhi si configura come un mentore di cui imitare le gesta. Era stato del resto Usher, lo stesso che aveva “soffiato” il contratto dell’enfant prodige Bieber a Justin Timberlake, a chiedere a Scooter Brown, talent scout e agente storico di Bieber, di affidare il quindicenne Justin a Diddy per 48 ore. Oggi Usher è indicato come player attivo dei Freak-Offs (come detto, ben diversi dai White Party), feste private durante le quali, secondo le accuse, si consumavano abusi sessuali a donne, uomini e anche ai danni di minorenni.
È un video che lo stesso Bieber continua – non così stranamente – a mantenere pubblicato sul proprio canale Youtube. Secondo alcune fonti newyorchesi le stesse forze di polizia hanno chiesto a Bieber di non togliere quel video dall’online (notizia non del tutto confermabile).

Bieber Diddy song Lonely
Bieber Diddy song Lonely

La canzone falsa di Bieber e quella vera

Come riferisce CBS, è totalmente falsa la canzone che Bieber avrebbe dedicato ai White Party di Diddy e nel quale Justin canterebbe versi come “Non valeva tutta la fortuna e la fama” e “Ci sono dentro per una nuova Ferrari, ma mi è costata molto più della mia anima“. La canzone, diffusa ancora una volta dalla piattaforma cinese TikTok, sembrerebbe riferirsi agli abusi sessuali e ai comportamenti tenuti da Justin durante i party di Combs. In verità il brano è stato generato da calcoli artificiali (AI), non è mai esistito sul catalogo di Justin Bieber. Più intensa, più poetica e reale, ma certamente meno morbosa, è “Lonely“, canzone dell’ultimo album di Bieber “Justice” (2021), con la quale la popstar, quando aveva già vuotato il sacco del suo discensus ad inferos nel già citato documentario Seasons (2020), parla del proprio calvario tra fama, successo, sesso, droghe e perdita di contatto con sé stesso. Secondo molti, Bieber ha cercato nel cristianesimo il viatico per una redenzione: anche in quel caso furono numerose le allusioni al suo rapporto con il pastore Carl Lentz.

Diddy Olio per bambini TMZ report
I circa mille flaconi di olio per bambini rivenuti nelle perquisizioni dello scorso marzo nelle ville di Diddy non sono una fake news e non sono un dettagli secondario nell’indagine dell’FBI.

1.000 flaconi di olio per bambini, le orge con Cassie Ventura

È una fake news la banalizzazione secondo cui l’olio per bambini non avrebbe a che fare con l’indagine sul caso Diddy. Ma la matassa di letture e intrighi reali e inventati è capace di ribaltare tutto. Nella famosa irruzione dell’FBI nelle case di Diddy a Beverly Hills e Miami (marzo 2024) furono trovati 1.000 flaconi di olio per bambini. L’avvocato di Diddy, Marc Agnifilo, spiega nel documentario “The Downfall of Diddy: The Indictment” che questa quantità potrebbe essere stata acquistata presso Costco, vicino alle case di Diddy. Agnifilo offre una visione diversa rispetto alle accuse del procuratore, sostenendo che i rapporti sessuali di gruppo coinvolgevano spesso Diddy, Cassie Ventura e un altro uomo, anziché le orge su larga scala che secondo l’FBI invece erano il contesto nel quale si consumavano atti di violenza e abusi. Cassie Ventura, ex compagna di Sean “Diddy” Combs, ha avuto un ruolo significativo nelle accuse contro di lui. Secondo il suo avvocato, molte delle accuse di abusi sessuali includono eventi in cui Cassie era coinvolta, spesso in triangoli amorosi o feste organizzate da Diddy. La sua relazione con Diddy è diventata centrale nel contesto delle indagini e delle accuse, poiché alcune delle attività descritte nelle indagini che hanno portato all’arresto di Combs, riguardano anche il periodo in cui i due erano insieme. Dunque se da un lato la presenza dell’olio per bambini in quantità industriali non è certo un capo di imputazione, è falso dichiarare che non sia stato un indizio dirimente: a marzo 2024 per i federali i mille flaconi di olio indicavano l’esigenza di lubrificare una considerevole quantità di persone, ma soprattutto rivelavano un approccio sistemico all’organizzazione di sesso di gruppo in una modalità che superava la normale ipotesi di uso privato e occasionale.

Diddy e Donald Trump le foto
Google search: Diddy e Donald Trump 4 Ottobre 2024

Kamala Harris e Donald Trump

Gettare Diddy dall’altra parte della barricata politica, come qualcosa di estremamente imbarazzante di cui disfarsi: è un ping-pong, soprattutto grazie alla grande macchina della disinformazione della destra suprematista americana, riconducibile a Donald Trump, ma non necessariamente in accordo con lui. Fox News dei Murdoch fin dall’inizio ha cercato di sottolineare come lo scandalo Diddy sia un chiaro segno della corruzione di quel famoso star system da sempre schierato con i democratici e dunque con Kamala Harris. Qualche settimana fa persino la democratica Hillary Clinton, paventando l’approssimarsi di uno scandalo che avrebbe potuto danneggiare la campagna di Kamala verso la Casa Bianca, ha in un certo senso avvallato questa lettura. La cosa è plausibile: per meglio dire, è plausibile che Clinton sappia dettagli dello scandalo Diddy che potrebbero nelle prossime settimane gettare ombre su Harris.
Ma l’automatismo non è immediato. Ad oggi circolano foto di Kamala Harris in compagnia di Puff Daddy aka Diddy, ma si tratta di montaggi digitali: sono fake news. Mentre invece sono vere, comprovate e spalmate negli anni le foto che raccontano l’arcinota e forte amicizia di Diddy con Donald Trump, nota del resto a tutti da almeno trent’anni. Non è ancora emerso nessun dettaglio sulla eventuale presenza di Trump alle feste di Diddy, né di Kamala. Di certo è assai più probabile che sia Donald a poter essere coinvolto, o anche solo sfiorato. Se da un lato però i repubblicani non disdegnano la disinformazione, i democratici ad oggi non hanno utilizzato lo scandalo Diddy a fini di propaganda politica.

 

La morte di Michael Jackson

Le voci che collegano la morte di Michael Jackson ai party di Diddy e a una persona coinvolta in entrambi i casi sono fake news, per non dire paranoico complottismo. Diverse fonti affidabili, come Fandomwire e Reuters, hanno confermato che non esistono prove a sostegno di una teoria riverberata un po’ ovunque. Alcuni pettegolezzi, alimentati da speculazioni online, suggerivano addirittura l’esistenza di un tunnel segreto tra le case di Diddy e Jackson, ma sono stati smentiti. Michael Jackson è morto nel 2009 a causa di una overdose di propofol, somministrata dal suo medico personale, Conrad Murray, che è stato successivamente condannato per omicidio colposo. Le indagini sulla sua morte sono state approfondite e non hanno mai evidenziato alcun collegamento con Diddy o i suoi eventi. Le voci di queste ore sostengono che Rodney “Lil Rod” Jones (lo stesso che accusa Usher e Meek Milk) avrebbe accusato Diddy non solo di contatti sessuali non richiesti, ma anche di obbligo a procurare droghe e sex workers. Tra i coinvolti in quest’ultima accusa ci sarebbe Faheem Muhammad, capo della sicurezza di Diddy e in passato anche di Michael Jackson. Faheem sarebbe stato la seconda persona ad entrare nella stanza in cui fu trovato Jackson senza vita nel 2009. Si sospetta in verità che la morte di MJ fosse legata a una lotta con Sony e Universal (sotto cui c’è l’etichetta di Diddy Bad Boy Records), con coincidenze che alimentano teorie non confermate. Ma non esistono prove sufficienti per collegare Combs alla morte di Jackson e tutta la teoria risulta sostanzialmente infondata.

Ci saranno nuovi risvolti, il processo Diddy è destinato ad avere sviluppi ad oggi inimmaginabili. Così come aumenteranno le fake news intorno al più potente rapper della storia dell’industria discografica americana.

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