Kesha: “L’industria musicale deve avere paura di me, sto per fare mosse importanti”

La cantante dopo una lunga vicenda giudiziaria è tornata a essere un'artista libera e ora fa sul serio: "Quelli di voi che hanno segreti oscuri e profondi, farebbero meglio a scappare".

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Kesha
Dopo una lunga battaglia in tribunale con Dr. Luke, Kesha è pronta a ripartire da artistia libera con nuova musica.
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“L‘industria musicale dovrebbe essere fottutamente terrorizzata da me“. Kesha è più agguerrita che mai, e con il coltello tra i denti svela, in una lunga intervista concessa ad Elle, le sue mosse per mettere a soqquadro il music biz, che ultimamente è già piuttosto sconvolto dal caso P. Diddy.

Sappiamo tuttə cosa le è successo negli ultimi anni, ma un riassunto può essere comunque utile. Nel 2005, a 18 anni, firma un contratto di 6 album che la lega al produttore musicale Lukasz Gottwald, meglio conosciuto come Dr. Luke. Nove anni dopo la cantante intenta contro di lui una causa civile per presunte molestie sessuali e violenza psicologica. Dr. Luke nega tutto e risponde con una causa per diffamazione fino a quando, nel giugno 2023, le due parti raggiungono un accordo senza per questo seppellire l’ascia di guerra.

Un nuovo inizio

Da quel momento, però, la popstar acquisisce piena autonomia sulla propria musica, fonda un’etichetta (Kesha Records) e pubblica Joyride, il singolo che segna l’inizio di un nuovo capitolo della sua vita. All’orizzonte c’è un nuovo album in uscita prossimamente, ma soprattutto un piano per rivoluzionare il settore musicale:

Sto per fare alcune mosse importanti e spostare questa merda. Voglio davvero smontarlo pezzo per pezzo e far brillare la luce in ogni angolo. Spero che la mia eredità sia quella di assicurarmi che ciò non accada mai più a nessuno.

Se nell’ultimo progetto, Gag Order, pubblicato per rispettare i doveri contrattuali dava voce alle sue emozioni più dolorose, nel prossimo l’artista promette di far uscire la “bad bitch“.

Le reazioni dei colleghi

Ricordando il periodo in cui si è trovata a lottare per la propria libertà, Kesha ammette che avrebbe voluto trovare qualche collega popstar alla quale appoggiarsi: “Ho trovato più supporto da parte dei ragazzi del rock: i Foo Fighters, Dave Grohl, Pat Smear e Alice Cooper mi hanno aiutato a parlare” spiega. Ecco perché ora vuole essere lei ad aiutare il prossimo: “Cerco di contattare artisti, ragazze e donne e di offrire semplicemente i miei servizi di esperienza di vita”.

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Nel 2016, a dire il vero, qualcosa è cambiato. Lady Gaga, Ariana Grande e Kelly Clarkson si sono esposte sui social a suo favore, e Taylor Swift ha donato 250.000 dollari per le spese legali di Kesha. La sua storia ha contribuito a far crescere una generazione di popstar coraggiose, desiderose di rappresentare se stesse in modo autentico per un pubblico più queer, femminista e progressista che mai.

Il piano di Kesha

“Adesso ho il controllo completo di tutto al 100%”, sottolinea, e si augura di poter firmare in futuro nuovi talenti con la propria etichetta. Nel frattempo sta lavorando a un piano per correggere gli errori dell’industria musicale, a partire dai contratti offerti agli artisti, alcuni dei quali rivendicano diritti su canzoni e testi per sempre. “Non credo nella proprietà perpetua di nessuno, di niente, a nessun livello, in nessun business”, dice. “Sono allergica al controllo […] Viviamo in un’epoca più democratica. Le persone possono condividere ciò che vogliono su tutte queste diverse piattaforme. Sono entusiasta di vedere cosa significherà per il futuro della musica, come sarà il futuro del mondo”.

La cantante di We R Who We R fa sapere che sta ideando una piattaforma digitale in cui la priorità sia la sicurezza degli artisti, troppo spesso sacrificata per il guadagno commerciale degli altri: “Non credo che tu possa creare se non ti senti al sicuro”, afferma, e avverte: “La vecchia guardia sta cadendo. Il vecchio modo di fare tutto in segreto: lì non c’è futuro. Quindi, quelli di voi che hanno segreti oscuri e profondi, farebbero meglio a scappare, cazzo”.

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