Billie Eilish: “Ho paura di non riuscire più a scrivere canzoni”

Nonostante il successo mondiale, anche Billie Eilish ha le sue insicurezze. La hit "Birds of a Feather", ad esempio, ha rischiato di non finire nel disco.

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Billie Eilish e il blocco dello scrittore
Billie Eilish rivela che "Birds of a Feather" ha rischiato di non finire nel suo ultimo album.
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Avrà anche vinto due Oscar e nove Grammy Awards, ma ciò non impedisce a Billie Eilish di nutrire insicurezze sul proprio lavoro. In fondo stiamo parlando di una ragazza di 22 anni, e sarebbe strano se, soprattutto a quest’età, non ne avesse. Di recente ne ha parlato a CBS Mornings, rivelando come malgrado gli show sold out in tutto il mondo e l’amore di milioni di fan si senta ancora incerta sulla propria capacità di scrivere canzoni.

Billie Eilish e il blocco dello scrittore

Il tipico blocco dello scrittore si è scagliato anche su Billie Eilish e sul fratello Finneas lo scorso anno, quando stavano realizzando il terzo disco dell’artista, Hit Me Hard and Soft, quello stesso in lizza come album dell’anno ai prossimi Grammy Awards (segno che, evidentemente, sa scrivere eccome) e che, per noi di Gay.it, è uno dei dischi queer migliori del 2024.

Il processo di realizzazione del terzo lavoro in studio è stato decisamente faticoso, e per sua stessa ammissione lei e il fratello a un certo punto si sono ritrovati “piuttosto bloccati”, sensazione a cui ha detto che non ci si abitua mai. “Succede e pensi, ‘Che diavolo?! Non creerò mai più‘”, ha affermato ai microfoni di CBS Mornings.

Birds of a Feather ha rischiato di non finire nel disco

Dopo mesi di tentativi a vuoto per fortuna la situazione si è sbloccata in una data precisa: il 25 maggio 2023. È quello il giorno in cui Billie e Finneas sono “inciampati” nell’inizio del brano Wildflower: “E poi ‘The Greatest’, e ha iniziato a diventare chiaro che stavamo dicendo la verità”, ha spiegato Finneas del periodo in cui le cose hanno ricominciato a fluire.

Anche partorire Birds of a Feather, pezzo da ben oltre 1 miliardo di stream su Spotify, è stato difficile. Anzi, ha rischiato persino di non essere inserito nel disco. “Abbiamo scritto, tipo, la prima metà ed era super-bella”, ha ammesso Billie. “E poi ci abbiamo pensato troppo per, tipo, mesi e mesi e mesi. A volte quando la ascolto, sento certe parti che mi fanno dire, ‘Oh, è stato un vero incubo! È stato così punitivo!'”.

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Le insicurezze di Billie Eilish

Eilish ammette che, fino a poco tempo fa, non si considerava una cantautrice. Ora le cose sono cambiate: “Ho scritto molto di più su questo album che su qualsiasi altra cosa. Ma è questo che sto cercando di dire: scrivo musica da quando avevo 11 anni, ma poiché non ero veloce o non ero brava come mio fratello, ho pensato, ‘Oh, non sono una cantautrice'”.

Le sue insicurezze riguardano anche il proprio modo di cantare. Sì, proprio quello per cui un’intera generazione è impazzita sin dalla prima volta che l’ha sentita intonare un brano. Paradossale, verrebbe da dire, eppure fino a poco tempo fa la diretta interessata non riteneva nemmeno di essere una cantante. Poi ha iniziato a prendere lezioni di canto, facendosi anche in un certo senso violenza perché ha dovuto affrontare le proprie ansie a riguardo. Colpa anche di qualche insegnante che glielo aveva fatto credere: “Quando sei una ragazza e non sei brava in qualcosa una volta, tutti i ragazzi penseranno che non lo sarai per sempre”, ha fatto sapere.

La riscoperta della propria voce

Tornando alla già citata Birds of a Feather, Billie Eilish ha raggiunto una nota che non era sicura di riuscire a prendere. Merito, anche questo, delle lezioni di cui sopra: “Non riesco a esprimere quanto sia stato gratificante, soddisfacente e appagante imparare queste cose sulla mia voce, che è nel mio corpo, di cui non sapevo nemmeno di essere capace… È così liberatorio“, ha concluso.

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