Un bacio in bocca che ha sorpreso gli spettatori di Rai1. Nella 2a e ultima parte di “Leopardi – Il poeta dell’infinito”, la miniserie evento che ha raccontato la vicenda umana e storica del grande poeta Giacomo Leopardi, quest’ultimo, interpretato dal bravissimo Leonardo Maltese, bacia sulle labbra Antonio Ranieri, patriota, scrittore e politico italiano nonché suo grande amico, interpretato da Cristiano Caccamo.
Chi era Antonio Ranieri?
I due furono amici inseparabili, molto intimi, dall’estate del 1828. Leopardi morì a Napoli il 14 giugno del 1837 durante un’epidemia di colera e fu proprio Antonio Ranieri, successivamente eletto parlamentare, ad intervenire, affinché la salma non venisse gettata in una fossa comune.
Su Ranieri il celebre poeta scrisse: “Un mio amico, anzi compagno della mia vita, Antonio Ranieri, giovane che, se vive, e se gli uomini non vengono a capo di rendere inutili i doni ch’egli ha dalla natura, presto sarà significato abbastanza dal solo nome”. Rubini, regista della miniserie, ha costruito una connessione molto fisica tra i due personaggi, fatto di intensi abbracci ed espliciti virgolettati (“Anima mia come sono fortunato ad avere te“), ipotizzando un rapporto quasi d’amore tra Giacomo e Antonio.
Leopardi, la Fiction Rai
Coprodotta da Rai Fiction, IBC Movie, Rai Com e Oplon Film con il sostegno di Apulia Film Commission e di Marche Film Commission, “Leopardi – Il poeta dell’infinito” è una produzione in costume – ambientata e girata tra la natìa Recanati, le Marche, Bari e la Puglia, Mantova, Torino, Roma, Napoli e Bologna – che ha provato a restituire alle nuove generazioni un ritratto inedito, pur storicamente coerente, di Giacomo Leopardi. Un formidabile genio in grado di incendiare con i suoi versi non soltanto passioni amorose, ma anche ideali politici, poeta libero e avverso com’era al compromesso che ha sfidato il suo tempo, l’invasore austriaco, la Chiesa e gli stessi fondatori del nascente Stato italiano.
Il Leopardi trasgressivo e moderno di Rubini
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— lorena⭐️ (@duaplicity) January 8, 2025
“È l’incontenibile amore per la vita il motore che muove Leopardi e la sua poetica; e il suo pessimismo è il risultato di una costante ricerca di felicità negata da un universo incomprensibile e sordo ai desideri degli uomini. La continua tensione del poeta verso la vita si manifesta attraverso una voglia di libertà, di amore e di bellezza, a costo di mettere in discussione ogni ordine costituito, dalla famiglia al conformismo dei suoi contemporanei – scrive il regista Sergio Rubini. – Piuttosto che lo studioso curvo perennemente sui libri, il nostro Leopardi quindi avrà il piglio di un esuberante enfant prodige che desidera divorare il mondo e viverne appieno ogni sfaccettatura. Al posto di una figura grigia, rischiosamente polverosa e respingente, preferiamo tratteggiarne un’altra più brillante, variopinta, trasgressiva e soprattutto piena di fascino. Sarà la ricerca di amore a spingere Leopardi oltre il recinto dorato della casa paterna, e sarà l’amore per una donna, l’ammaliante aristocratica Fanny Targioni Tozzetti, a diventare la sua ragione di vita, nonché a occupare uno spazio importante nella sua produzione letteraria; così come ancora una volta sarà nell’amore per il suo fedele e apollineo amico Ranieri che il nostro poeta riuscirà a colmare i limiti della propria fisicità”, ha aggiunto Rubini, regista di un Leopardi decisamente inedito e atipico.
Protagonista nei panni di Giacomo Leopardi, come detto, Leonardo Maltese, già apprezzato nei film “Rapito” di Marco Bellocchio e ne “Il signore delle formiche” di Gianni Amelio, per i quali ha vinto il Premio Guglielmo Biraghi ai Nastri D’Argento 2023. Con lui Alessio Boni nel ruolo dell’austero padre, il Conte Monaldo Leopardi, Valentina Cervi nei panni della madre Adelaide Antici, Giusy Buscemi che interpreta l’amata Fanny Targioni Tozzetti, Cristiano Caccamo nelle vesti dell’amico Antonio Ranieri, Fausto Russo Alesi nella parte del mentore Pietro Giordani, Alessandro Preziosi nel ruolo di Don Carmine.
Bambino prodigio paragonabile a Mozart, adolescente ostile ai genitori come un moderno teenager, poeta romantico, filosofo e pensatore politico, Giacomo Leopardi è stato il primo esistenzialista della modernità. Riferimento dei tumultuosi anni del Risorgimento italiano, Leopardi ha scritto versi eterni. Un autore qui riscoperto pennellando i lineamenti di una figura accattivante, controcorrente, amata e osteggiata dai suoi contemporanei, ma estremamente attuale, in grado di scuotere ed emozionare le sensibilità “mettendo in ballo spunti di riflessione più che mai attuali in una società come quella di oggi spesso afflitta dalla mancanza di maestri e di saldi punti di riferimento”, conclude Rubini. E il riscontro del pubblico c’è stato, come sottolineato da Maria Pia Ammirati, direttrice di Rai Fiction.
“Il grande pubblico di Rai 1 ha largamente accolto la visione irrequieta e fuori dagli stereotipi di uno dei più grandi poeti italiani di tutti i tempi in ‘Leopardi. Il poeta dell’infinito’. Significativi, in particolare, gli ascolti sui target pregiati che, hanno toccato il 34% del pubblico femminile di età compresa tra i 15 e i 24 anni e il 25,1% del pubblico maschile della stessa età. I giovani si riconoscono in questo Leopardi e nell’interpretazione vitale di Leonardo Maltese”.
“Povero Ranieri mio! Se gli uomini ti deridono per mia cagione, mi consola almeno che certamente deridono per tua cagione anche me (…) Il mondo ride sempre di quelle cose che, se non ridesse, sarebbe costretto ad ammirare (…) “#Leopardi pic.twitter.com/koI3PZ6WJH
— Lu (@dreamerolaf) January 8, 2025

