Il caso di Zoe Watts, donna trans rinchiusa in un carcere maschile del Regno Unito

Questa mattina un gruppo di attivisti ha pianificato una pacifica "manifestazione rumorosa", chiedendo al governo inglese di trasferirla il prima possibile in una prigione femminile.

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Zoe Watts è un’ex agente di polizia del Lincolnshire, contea dell’Inghilterra nella regione delle Midlands Orientali, arrestata lo scorso dicembre per presunto possesso di un’arma da fuoco senza autorizzazione e per fabbricazione di armi da fuoco. Ebbene secondo quanto denunciato dal gruppo di attivisti Justice4ZoeWatts, Zoe Watts è finita nell’ala maschile dell’HMP Peterborough, senza presumibilmente mai uscire dalla cella per salvaguardare la sua sicurezza.

Questa mattina un gruppo di attivisti ha pianificato una pacifica “manifestazione rumorosa” fuori dal Lincoln Crown Court per protestare contro i maltrattamenti ricevuti da Watts, chiedendo al governo inglese di trasferirla il prima possibile in una prigione femminile.

La protesta degli attivistə fuori dal tribunale

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Viene tenuta nella sua cella 23 ore e mezza al giorno perché i secondini dicono che non è al sicuro con i prigionieri maschi, ma non la sposteranno“, denuncia il gruppo di attivisti Justice4ZoeWatts. “Per semplificare il loro lavoro, stanno decidendo se trasferirla nell’unità di salute mentale maschile o con i criminali sessuali maschi“.

Watts ha un certificato di riconoscimento di genere, il che significa che è legalmente riconosciuta come donna nel Regno Unito. Nessun rapporto della polizia del Lincolnshire riporta Watts come iscritta nel registro dei criminali sessuali.

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Justice4ZoeWatts ha pianificato la sua protesta il giorno in cui Watts sarebbe dovuta comparire in tribunale.

“Il primo passo è quello di mostrare al carcere di Peterborough che non è sola qui fuori”, si legge nella dichiarazione. “Devono sapere che la stiamo osservando e che, anche quando la violenza transfobica dello Stato avviene dietro porte chiuse, siamo disposti a reagire“.

Il caso riecheggia quello di Sarah Jane Baker, che è stata trattenuta in un reparto maschile a seguito di un’accusa di ordine pubblico di cui è stata successivamente dichiarata non colpevole. Durante quel periodo dietro le sbarre le vennero negati gli ormoni e le venne somministrato testosterone, cosa che a detta degli attivisti “equivale a una detransizione medica“.

Anche nel Regno Unito, così come negli USA e in Italia, si sta assistendo ad un continuo e pericoloso attacco alla comunità trans, con un recente e contestatissimo divieto ai bloccanti della pubertà per giovani persone trans.

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