Quasi 1 inglese su 3 pensa che le persone asessuali possano essere “curate”

"I risultati sono preoccupanti, sia perché molte persone hanno idee sbagliate sull'asessualità, sia perché sono felici di esprimere opinioni discriminatorie, a un tasso maggiore rispetto ad altri gruppi".

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Isaac, personaggio asessuale di Heartstopper
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Una nuova ricerca inglese ha partorito dati allarmanti nei confronti delle persone asessuali. Quasi un terzo delle persone nel Regno Unito crede infatti che l’asessualità possa essere “curata”, mentre una su quattro la vede come un problema di salute mentale.

Cos’è l’asessualità? Ricercatori scioccati dai risultati

bandiera asessualità

 

Lo studio, pubblicato venerdì 7 febbraio dai ricercatori del King’s College di Londra (KCL), in collaborazione con l’attivista asessuale e modella Yasmin Benoit, ha anche mostrato come il 42 percento degli intervistati ritenga che le persone asessuali non possano identificarsi come tali se hanno rapporti sessuali.

L’asessualità consiste nella mancanza di attrazione sessuale verso ogni genere. Le persone asessuali non provano alcun tipo di interesse riguardo alla sfera sessuale, ma questo vuol dire che non possano praticarlo.

Il sondaggio, che ha raccolto i pensieri di 400 persone in Inghilterra, suggerisce che le idee sbagliate sull’asessualità siano diffuse in tutto il Regno Unito. Lo studio ha mostrato come il 26 percento degli intervistati ritenga che le persone asessuali non abbiano semplicemente incontrato la persona giusta, mentre l’11 percento è convinto che le persone asessuali non esistano nemmeno. Gli intervistati provenivano dalla piattaforma online Prolific e, rispetto alla popolazione del Regno Unito nel suo complesso, erano leggermente più giovani, più propensi a identificarsi come LGBTQIA+ e più propensi ad avere un titolo di studio superiore. Chi ha partecipato alla ricerca si è iscritto per partecipare. Dato che gli atteggiamenti inclusivi verso le persone LGBTQIA+ sono più comuni tra questi gruppi, i risultati della ricerca probabilmente sopravvalutano la comprensione del pubblico delle persone asessuali e sottovalutano l’intolleranza che queste affrontano.

L’allarme dell’attivista e modella Yasmin Benoit

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Yasmin Benoit

Yasmin Benoit, ricercatrice ospite presso il policy institute di KCL, ha affermato che l’acefobia, ovvero la discriminazione, il pregiudizio e gli atteggiamenti negativi nei confronti delle persone asessuali, non è presa sul serio nel Regno Unito e non viene protetta. Parlando con PinkNews, si è detta poco sorpresa dai risultati ottenuti dallo studio, a differenza degli scienziati che ne sono rimasti scioccati.

Il motivo per cui abbiamo scelto la metodologia specifica dell’esperimento a doppia lista è perché dovrebbe ridurre [il] pregiudizio di desiderabilità sociale che si ottiene quando si fanno domande alle persone”. “Vogliono darti la risposta più allettante, non vogliono dire accidentalmente qualcosa di offensivo. Ciò che è stato interessante è che a nessuno importava di non dire nulla di offensivo“.

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Lo studio ha concluso che non c’era “nessun segno” di pregiudizio di desiderabilità sociale negli atteggiamenti delle persone nei confronti dell’asessualità. Piuttosto, i risultati hanno suggerito che “molte persone non considerano le convinzioni anti-asessuali come socialmente inaccettabili“.

Benoit, che è stata oggetto di insulti per essersi identificata come asessuale, ha aggiunto come gli intervistati abbiamo mostrato opinioni incoerenti sull’asessualità. “Le stesse persone del campione che dicevano cose incoraggianti come: ‘Sì, penso che le persone asessuali dovrebbero essere protette’, hanno poi detto cose acefobiche. Penso che questo accada con altri gruppi emarginati. Non ho mai incontrato una persona razzista, ma ho sperimentato il razzismo perché non direbbero mai di essere razzisti, ma continuano a fare cose razziste. Non vanno in giro dicendo: “Ehi, sono omofobo. Ehi, sono transfobico“.

Un professore di politiche pubbliche al King’s, Michael Sanders, ha sottolineato come questa ricerca sia stata la “prima di cui siamo a conoscenza” che utilizza la metodologia sperimentale della doppia lista, per evidenziare le opinioni del pubblico del Regno Unito sull’asessualità, aggiungendo: “I risultati sono preoccupanti, sia perché molte persone hanno idee sbagliate sull’asessualità, sia perché sono felici di esprimere opinioni discriminatorie, a un tasso maggiore rispetto ad altri gruppi”.

Benoit ritiene che una ricerca completa sull’asessualità sia il primo passo verso l’implementazione di politiche di uguaglianza, come la sua trasformazione in una caratteristica protetta.

Ci sono molte lacune in molte aree”. “Quando dico rappresentazione asessuale, penso che tutti dicano semplicemente: ‘Oh, intendi in uno show televisivo o qualcosa del genere’. No, intendiamo anche da un punto di vista legislativo perché non esiste e non puoi fare una campagna ad hoc senza essere in grado di fare riferimento a qualcosa. Hai bisogno di ricerche sul campo perché è quello che tutti chiedono. Non chiedono un podcast. Chiedono qualcosa di concreto. Sono contenta di poter ora dire ai politici, ‘Ecco una ricerca sul fenomeno di cui sto parlando. Prendetelo più seriamente‘”.

In media, sette su 10 intervistati hanno comunque affermato che le persone asessuali dovrebbero essere protette dalla legge, mentre il 73 percento si sentirebbe a suo agio se il proprio figlio fosse asessuale.

Il campione non è stato classificato come rappresentativo a livello nazionale.

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