Dimenticate le interviste accomodanti e i podcast convenzionali che fanno venire sonno dopo due domande e ascoltate a 2X. Maurizia Paradiso, icona della tv anni Novanta, star del trash sublime e pioniera dell’intrattenimento senza filtri, si racconta senza censura in quella che è stata definita: “l’intervista più asteriscata” di sempre.
Maurizia Paradiso tra trash e filosofia: il ritorno della regina
Chi conosce Maurizia Paradiso sa che ogni sua apparizione è un’esperienza mistica e nel format “Perse”, condotto dall’iconica Sabrina Bambi non fa eccezione. Si parte a bomba con una sfilza di massime che sembrano uscite da un manuale di saggezza popolare spietatamente onesto: “La vita è una saponetta, se non la dosi bene ti inchiappetta”, esordisce l’intervistatrice.
La risposta di Maurizia? Un canto celestiale: “Se lui ti ha lasciato, non essere commosso. Quell’altro ce l’ha più grosso”.
Maurizia racconta di essere nata Maurizio: “Ero già molto carino, effeminato, e la gente mi diceva: ma che bella bambina. Quando spiegavo di essere maschio mi davano del froc*o o culatt*ne. Allora sai che c’è? Ho deciso di non dirlo più. Da lì la mia vita è andata meglio”.
Due matrimoni alle spalle e un episodio della procura di Lugano, durante il divorzio, veramente degno di nota: “Ho detto: signor giudice, io sono una trans, la mia vagina è stata fatta col mio pene, quindi ho una fi*a del caz*o. Quindi, a un certo punto, ho detto al mio ex marito che erano sette anni che mi ciucciava la pelle dei cogli*ni. La matematica non è un’opinione: ogni volta che me la leccava, tecnicamente, mi stava facendo una pom*a”.
La carriera di Maurizia Paradiso e il “no” al reality show
La biografia di Maurizia Paradiso è un mix esplosivo di trash e genialità. Volto di programmi come Colpo Grosso e Sanscemo, star del cinema a luci rosse con film come Banana Meccanica e Gran Bordello, la Paradiso ha sempre vissuto al di sopra delle righe, sfidando lo stigma e riscrivendo le regole dell’intrattenimento.
Durante “Perse”, racconta con la consueta verve gli anni d’oro del porno e le liti con la produzione de La Talpa: “Mi avevano chiamato alla Talpa. Sono andata a Roma due volte dal marito della Cuccarini, che era il produttore. Mi mettono in uno stanzino buio, tipo Gestapo. Poi arriva Tiraboschi, il direttore di Italia Uno, c’era lì anche Lucio Presta. Che succede? Mi offrono 15mila euro per stare via 4 o 5 mesi. Li ho mandati a fare in cu*o. Ho abbassato i pantaloni, gli ho messo il cu*o in faccia e gli ho detto: slinguatemi il cu*o”.
Il mito di Moana Pozzi e le avance dei personaggi famosi
Poi arriva la parentesi dedicata alla sua adoratissima Moana Pozzi: “La mia Moana. Al teatrino ci leccavamo la fi*a ad oltranza. Una volta dietro le quinte mi ha portato verso la sua Anonima Sequestri, me l’ha spetasciata in faccia, poi si è messa giù lei e per poco non mi risucchiava fuori il caz*o dal lavoro che mi hanno fatto. Quindi, quando da Chiambretti il marito di Moana ha detto di averla uccisa perché avevano un patto tale per cui, in caso di sofferenza dovevano farsi l’eutanasia a vicenda, io ho avuto un malore. L’ho fatto per mandare a fare in cu*o il marito di Moana: non puoi ucciderla e passarla liscia”.
Spazio anche per le avances ricevute da personaggi illustri: “Ugo Tognazzi è stato un mio estimatore, anche Walter Chiari che mi ha voluto nel suo ultimo film. C’era una scena che è stata tagliata, facevo la parte di un trans che si incu*a Luca Barbareschi. Paolo Villaggio mi aveva invitato a Barcellona, e c’era anche Moana Pozzi: viene un autista a prenderti, mettiti un abito da sera. Ho messo quello d’oro, di Moana. Arrivo, e Villaggio mi abbraccia. Gli ho detto: merdaccia, metti giù le mani dalla verdura. Sei genovese, non cacci fuori una lira, passa dal bancomat”.
Poi una confessione inedita: “Alba Parietti? L’ho sempre amata, anche se lei non lo sapeva. Mi aveva denunciato anni fa quando gli avevo tirato una torta in faccia”.

La polemica su Greta Thunberg e l’attivismo senza filtri
Non manca il lato polemico di Maurizia Paradiso, che si scaglia contro il politicamente corretto e le icone ambientaliste: “Greta Thunberg? “Chi? Ah, la rompicogli*ni con le treccine. C’è dietro una cosa di soldi, lei era manipolata, sta pazza. Se piantassi un albero per ogni persona che mi sta sul cazz*, potrei salvare il pianeta”.
E il finale sublime: “Nasco il 25 giugno del 1955, quindi faccio 70 anni. E ancora mi rompete i cogli*ni. Andate a fare in cu*o”.
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