Moana Pozzi è un mistero. Una signora della luce avvolta dalle ombre. Una creatura dell’abisso che si mostra nuda senza svelare niente. Lascia credere di esserti in pugno, poi è già oltre, svanita nel blu. Di lei, così, non rimane che una scintilla, una eco lontana, un’immagine ingannevole eppure indimenticabile. Di lei si è detto tutto, sempre, e il contrario di tutto: ripercorrere la sua storia significa dover andare incontro al fallimento, accettare l’inevitabile frustrazione dell’irrisolvibilità.

Ci ha provato di recente la giornalista e traduttrice Francesca Pellas, autrice per Blackie Edizioni di Tutto deve brillare, una biografia sentimentale, un testo ibrido e aperto che si assume il rischio del fallimento e della frustrazione per provare a restituire il profilo di una personaggia contraddittoria e complessa, opaca e scintillante.

Tutto deve brillare. Vita e sogni di Moana Pozzi : Pellas, Francesca: Amazon.it: Libri

Tutto in Moana è un mistero: dall’onomastica – Moana in polinesiano indica il punto dove il mare è più profondo – fino all’improvviso trapasso, un giorno di fine estate, a Lione, trent’anni, fa con un sorriso in volto (dicono) e, sul comodino,una copia delle Confessioni di Sant’Agostino (dicono). Tutto è un enigma: dal matrimonio, celebrato a Las Vegas, ma ufficializzato in Italia solo all’indomani della sua morte, alla sua casa sulla Cassia, un mausoleo impenetrabile, punteggiato di ninnoli neri e dorati, un’alcova inaccessibile, sigillata a tuttə. Tutto è ambiguo, dunque schiuso al magico, al romanzesco: dal rapporto con Simone Pozzi, prima fratello che fratello non è, poi nipote, poi figlio e biografo, fino al rapporto – mai chiarito – con i servizi segreti. Tutto, infine, è contraddizione: Moana Pozzi è stata la più acclamata star del porno e una starlette dei pomeriggi in tv, oggetto del desiderio maschile e meta di un affetto collettivo, che prescinde i generi. Icona pop e mistica, filosofa, diva e politica, l’amante ma mai l’ancella. Una sirena, appunto, e una Mata Hari.

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Francesca Pellas, autrice di «Tutto deve brillare» (Blackie). La foto è di Willie Filkowski

Il mistero Moana Pozzi: la biografia "Tutto deve brillare", intervista all'autrice Francesca Pellas - 8ead139c 4c62 4df9 a3db 04ed63871ab1 - Gay.itIl mistero Moana Pozzi: la biografia "Tutto deve brillare", intervista all'autrice Francesca Pellas - 8ead139c 4c62 4df9 a3db 04ed63871ab1 - Gay.itIl mistero Moana Pozzi: la biografia "Tutto deve brillare", intervista all'autrice Francesca Pellas - 8ead139c 4c62 4df9 a3db 04ed63871ab1 - Gay.itIn Tutto deve brillare, Francesca Pellas si approccia alla storia di Pozzi nell’unico modo possibile, di traverso, e mescola con grande disinvoltura testi di natura differente: la biografia, certo, ma anche l’autobiografia, il diario, la confessione, l’intervista. Così, il libro restituisce l’opacità, le ombre e insieme tutte le luci nella vita, anzi nelle vite, quelle vissute e quelle immaginate, di Moana.

Abbiamo intervistato Francesca Pellas.

Perché hai deciso di scrivere di Moana: era un enigma da sciogliere o un mistero già risolto, una storia da raccontare?

Per me era e rimane un enigma, e proprio per questo volevo indagare la sua natura misteriosa. Sono riemersa da questo viaggio con alcune risposte, e ancora più domande!

Com’è nato questo testo, come hai lavorato con la scrittura all’indagine di una personalità così ambigua?

 Dietro c’è una lunga ricerca, ma la scrittura è stata una questione d’istinto. Quando mi sono messa a scrivere non sapevo ancora che avrei trovato la chiave di volta nel paragonare Moana a una creatura a metà tra un pirata e una sirena: il pirata per la vocazione alla libertà assoluta, la sirena per la profondità misteriosa. Ma appena ho scritto quell’immagine, mi è sembrato l’unico modo per farla capire agli altri. Mi è sembrato di trovarla anch’io.

C’è molto di te in questo libro.

Ho raccontato anche un po’ dei miei segreti e delle mie storie personali, di famiglia, di vita. Mi sembra di averlo covato così a lungo, questo libro, che è finito col diventare, perdonami l’espressione forse presuntuosa, un pezzo d’arte, nel senso di: una creatura solo mia. Dove c’è ovviamente Moana, che è tutto, ma dove chi scrive, in questo caso io, è presente come lente e come prisma attraverso cui la storia si rifrange e prende strade sue, differenti magari da quelle di una biografia classica. E lo dico perché mi sono sentita libera di farlo come volevo, come sentivo che doveva essere mentre lo scrivevo, seguendo sentieri imprevisti. E pure perché, avendo vissuto a lungo negli Stati Uniti e sperando di tornare a viverci molto presto, mi è stato impossibile non farmi influenzare dall’idea di saggistica, di scrittura e di narrazione che esiste là: una cosa che si contamina con la vita, fatta di tanti pezzi, tante cose, dove ognuno è libero di creare un’opera che segue regole sue, senza dover per forza rispondere a degli standard.

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Cosa unisce le vostre esistenze?

 Le origini comuni: Moana era di Genova e io sono mezza genovese, nel senso che mio padre è di Genova, e sono molto attaccata alla città. Ma, come Moana, che da ragazzina si trasferì in Piemonte nel paesino di cui era originaria la madre, anche io sono cresciuta nella provincia piemontese, e come lei ho sempre voluto fuggire lontano.

Penso che ad alimentare il suo mito e la sua fiamma siano senz’altro le sue molteplici contraddizioni. Ha mostrato a tutti noi che le persone speciali non possono essere una cosa sola: o sante o diavolesse, o pornodive o intelligenti. Lei era tutte queste cose insieme, e molte altre cose che non sapremo mai.

Cosa era il sesso per Moana? Perché ha deciso di fondare l’immagine di sé sul sesso? Cosa ci trova lei in quel corpo a corpo?

Mi sono fatta l’idea, facendo ricerca su di lei per molto tempo e quindi ormai illudendomi di conoscerla, che il sesso per Moana fosse uno strumento: né più, né meno. Lavorare con quell’ambito della vita, cosa che per molti sarebbe stata fonte di imbarazzo, a lei veniva naturale e non ci vedeva niente di male. Capì presto, dunque, che era un ottimo modo per fare tanti soldi e guadagnarsi così la libertà.

E con il potere, invece, che rapporto aveva? Quando lo corteggia, cosa cerca? E dove vuole davvero arrivare?

Ti rispondo con una frase che dice Frank Underwood in House of Cards (pare che sia di Oscar Wilde, ma chissà se è così): “Tutto nella vita ha a che fare con il sesso, tranne il sesso. Il sesso ha a che fare con il potere”. A lei non interessava il potere degli altri. Le interessava il suo.

Per parlare di Moana, della sua energia, nel libro usi l’espressione: vastità luminosa. La vastità luminosa di Moana, tra l’altro, sembra arrivare da lontanissimo. Cosa la illumina? Per cosa brilla Moana? 

Come tutte le persone rare, brilla come di una luce che arrivava da lontano, ma a pensarci bene anche da vicino: brilla della sua fiamma interiore, segreta e allo stesso tempo spalancata all’universo.

Una figura controversa che ha influenzato un'epoca: Francesca Pellas presenta il libro su Moana Pozzi
Moana Pozzi ai tempi del suo impegno politico con il Partito dell’Amore

Moana piaceva moltissimo anche alle donne. Perché, secondo te? Perché è riuscita, partendo da una famiglia come tante – borghese e cattolica, pudica e vagamente censoria – a fare un salto in avanti? È un’esperienza di ribellione, la sua, che molte ragazze avrebbero voluto attraversare senza trovare il coraggio?

Non so se molte ragazze avrebbero voluto fare la sua stessa esperienza di ribellione, ma penso che a incantare anche le donne, di Moana, fosse lo scarto molto netto tra il suo mestiere assurdo e la sua dolcezza, la sua grazia e la sua intelligenza.

Cos’è che ha trasformato Moana Pozzi da semplice icona a autentica maîtresse a penser?

Il suo cervello e la sua eleganza anche interiore.

Moana era convinta che la più grande minaccia per i nostri corpi e le nostre sessualità fosse il lavoro. È nella rinuncia al lavoro come nucleo della nostra esistenza che fioriamo, che brilliamo. Eppure il sesso era il suo lavoro. Come coniugava questi due aspetti, secondo te?

Si era scelta un lavoro divertente.

Ha più amato o è più stata amata?         

Penso che sia stata molto amata da tante persone che non l’hanno mai conosciuta. E penso che abbia amato poche persone, ma le abbia amate tanto.

Moana e i servizi segreti: ci credi davvero o pensi sia una leggenda?

Ci voglio credere con tutta me stessa.

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