Lovers 2025, Alan Cumming: “L’America di Trump è un incubo per la comunità LGBT+. Potrebbe diventare complicato viverci”

Lo straordinario attore scozzese a Torino per ritirare il premio Stella della Mole. Con l'occasione abbiamo potuto parlare con lui di diritti LGBTQIA+, cinema e ... X-Men.

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Lovers Film Festival 2025, Alan Cumming premio Stella della Mole
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Fresco di premio Emmy grazie alla conduzione del reality The Traitors, Alan Cumming, vincitore anche di due Tony, un Olivier, un British Comedy e un BAFTA, è arrivato a Torino in occasione del 40esimo Lovers Film Festival per ritirare la Stella della Mole, premio che il Museo Nazionale del Cinema attribuisce a personalità che hanno lasciato un segno indelebile nel mondo del cinema e non solo.

Cumming, da sempre straordinariamente eclettico, tanto dall’aver scritto anche 7 libri ed essere direttore artistico del Pitlochry Festival Theatre nella sua nativa Scozia nonché coproprietario del Club Cumming, bar cabaret nell’East Village di Manhattan, è al Festival anche in qualità di interprete di “Drive Back Home”, film di Michael Clowaterin.

Alan Cumming e l’America omotransfobica di Trump

Lovers 2025, Alan Cumming: "L'America di Trump è un incubo per la comunità LGBT+. Potrebbe diventare complicato viverci" - OFF Alan Cumming ph. Freddie Aranda - Gay.it
Alain Cumming al Lovers Film Festival 2025

Per l’occasione Cumming si è concesso ad una piccola delegazione stampa per una piacevole chiacchierata in cui raccontarsi e ripercorrere 40 anni di carriera, partendo da quell’America trumpiana che fa paura ad un’intera comunità, da mesi mai così sotto attacco.

“Io sono scozzese e mi muovo tra Scozia e USA, ma vivo a New York che è una città a sè, un micromondo diverso dal resto del Paese in cui ci si sente abbastanza protetti. Ma è indubbio che la situazione in America sia molto cambiata, posso definirla un vero e proprio incubo per le persone transessuali, per le persone nere, per la comunità queer in generale. È incredibile quanto le cose siano cambiate in così poco tempo, è terrificante. A me piace molto vivere a New York, ho molti legami con quella città ma sono fortunato perché ho la possibilità di tornare nella mia Scozia, ma sono consapevole che presto potrebbe diventare difficile vivere negli Stati Uniti. Anche in quanto figura pubblica proprio a causa del governo”.

L’importanza della sensibilità queer secondo Alan Cumming

 

Anche per questo motivo, ha rimarcato Cumming, è davvero importante la visibilità LGBTQIA+, anche attraverso l’arma dell’allegoria.

“Mi piace rappresentare la comunità queer, queer non è solo una parola, rappresenta una sensibilità. Anche gli etero possono apprezzare la sensibilità queer. Nei miei ruoli cerco sempre di evidenziarla mandando dei segnali specifici, che possono essere nascosti o non capiti, ma che saltano all’occhio. L’ho usata anche nel personaggio che ho interpretato nella serie tv The Good Wife. Era un personaggio etero, un uomo americano, ma l’ho caricato con la mia sensibilità queer, come sto facendo ora con la conduzione del reality The Traitors, che è molto queer. Mi piace vedere come le persone vadano matte per questo show, perché se da una parte demonizzano la comunità queer dall’altra apprezzano questo reality. Le uniche notizie che ormai sentiamo sono contro la comunità LGBTQIA+, piuttosto che parlare di economia o diritti umani. Mi domando spesso come sia possibile che a queste persone che piace questo show, dove io interpreto il ruolo di un conduttore molto androgino, molto queer, possano apprezzarlo così tanto dopo aver magari votato questo governo. Trovo poi fondamentale dover parlare della vergogna, sentimento che caratterizza molti Paesi profondamente legati alla religione. Come l’Italia. La vergogna coinvolge la comunità queer, dobbiamo combatterla, è nascosta ma divora le persone. Da sempre lotto contro la vergogna, in quello che dico, come lo dico. Voglio che la sensibilità queer sia qualcosa che non spaventi”.

Drive Back Home, il ritorno di Alan Cumming al Cinema

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Drive Back Home di Michael Clowaterin

Cumming, come detto, è a Torino anche per ricevere un riconoscimento e presentare “Drive Back Home”, film di Michael Clowaterin girato in Canada, ambientato nell’inverno del 1970. Un idraulico irascibile della campagna del New Brunswick deve guidare il suo furgone da lavoro malconcio per 1000 miglia fino a Toronto per far uscire di prigione il fratello gay con cui non ha avuto più rapporti dopo essere stato arrestato per atti osceni in un parco pubblico. I due uomini sono poi costretti a tornare a casa insieme per volere della madre prima di uccidersi a vicenda. La pellicola è spirata a una storia vera.

“Sono molto onorato di ricevere questo premio e di poter accompagnare questa pellicola a Torino”, ha precisato Cumming. “È una produzione canadese ambientata in un’epoca in cui i diritti gay non esistevano. È stato difficile girarlo, non ho mai sentito così tanto freddo come su quel set, nel nord dell’Ontario. Il regista e sceneggiatore ha scritto un film raccontando la storia di suo nonno e di suo zio, era molto personale. Ho cercato di capire come potesse essere vivere negli anni ’60 e ’70 in Canada da persone omosessuali. Ho lavorato molto sull’accento, per farlo il più rurale possibile, ero un po’ preoccupato ma alla fine ce l’ho fatta. Il mio non è un personaggio affatto glamour, ho dovuto rasarmi parte dei capelli, è burbero. È un piccolo, importante film di cui vado orgoglioso”.

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Alan Cumming e il ritorno negli X-Men dopo 25 anni

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25 anni dopo aver girato X-Men 2, Alan Cumming tornerà ad interpretare il mutante Nightcrawler nel nuovo Avengers. Impossibile non chiedergli come sia nato questo ritorno e come sia stato accolto. Da lui in primis.

“Anche io sono rimasto scioccato e sorpreso quando me l’hanno proposto. La vita è bella per questo, mai dire mai. Mi piace tornare ad esperienze già vissute. È bello tornare agli X-Men perché non amai particolarmente la prima esperienza, fu negativa. Non essendo un fan Marvel era rimasto un sentimento amaro dell’esperienza, a cui do solitamente molto valore. Mi hanno chiamato dalla Disney per un collooqui, dicendomi che la Marvel voleva incontrarmi. Ma non sapevo per cosa. Quando sono arrivato alla Disney non c’era nessuno, pensavo fosse uno scherzo, magari un programma in cui fanno gli scherzi ai personaggi famosi. Poi mi hanno contattato per parlarmi di Nightcrawler. Fino a ieri ero a Londra, mi sto allenando con le controfigure del film, faccio boxe, non pensavo di poter tornare a fare cose così a 60 anni. I fratelli Russo sanno perfettamente della mia esperienza negativa con X-Men 2, quindi sono molto attenti nel farmi stare bene, a mio agio, mi piace questo calore positivo nella produzione. All’epoca non avevo realizzato quanto fossero amati gli X-Men, mi ha stupito la reazione all’annuncio del mio ritorno per il nuovo Avengers. Stiamo aspettando il copione definitivo ma sono felicissimo di tornare, di rivivere quell’esperienza in modo diverso”.

Eyes Wide Shut con Stanley Kubrick

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Impossibile, poi, non tornare al 1999, quando Cumming girò Eyes Wide Shut, ultimo film di Stanley Kubrick: “Ho amato lavorare con lui, siamo rimasti amici fino alla sua morte.  Per girare quella singola scena ho dovuto fare molti provini, più volte e in più parti del mondo. Mi chiesero se volessi accettare, dissi di sì e mi di dissero che avrei dovuto aspettare. Prima due mesi, poi cinque, alla fine mi hanno dato un preavviso di due settimane. Era un periodo difficile, in cui mi sentivo deluso dalla recitazione, ero a Londra non mi piaceva Los Angeles. Stavo con i miei amici, a divertirmi, in attesa di girare Eyes Wide Shut. Il primo giorno sul set il cast era devastato perché era da un anno che giravano. Ho subito incontrato Tom Cruise e Stanley Kubrick, mi sono presentato a lui che aveva la reputazione di essere un regista spaventoso, burbero.  Ma io avevo capito che se ti vedeva timido gli avresti dato un pretesto per attaccarti. Dovevi essere quindi deciso, per impressionarlo. La prima cosa che mi disse fu “quindi tu non sei americano?”. Ora io sono scozzese, ma dopo così tanti provini mi fai una domanda del genere? Provai a trattenermi mentre dentro di me pensavo “ma vaff*nculo!”, rispondendo “non sono americano ma sono un attore”, e questa cosa l’ha impressionato. Perché gli tenni testa. Ma è stato lui a riaccendere il mio interesse nei confronti della recitazione”.

Dichiaratamente bisessuale, Alan Cumming è stato fidanzato per due anni con l’attrice Saffron Burrows, per poi sposare nel 1985 l’attrice Hilary Lyon, lasciata nel 1993, e successivamente l’illustratore Grant Shaffer, con il quale attualmente convive a Manhattan. Nel 2012 inserito nella lista delle “25 celebrità vegane e vegetariane più sexy” dalla PETA, è stato insignito   dell’Humanitarian Award nel 2017 ed è Ufficiale dell’Ordine dell’Impero Britannico dal 2009. Riconoscimento, quest’ultimo, restituito nel 2023 come segno di protesta contro la “tossicità” dell’Impero britannico”.

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