Sarà la noia di un’altra performance impeccabile ma stanca alla quarta edizione di LOL 4, o forse il bisogno di sentirsi ancora pungente in un mondo che si muove altrove. Fatto sta che anche Rocco Tanica ha deciso di unirsi al coro degli “anti-gender” su X. Da tempo ormai l’ex (?) tastierista degli Elio e le Storie Tese sembra avere parecchio tempo da dedicare ai social, e uno dei suoi passatempi preferiti è prendere di mira l’attivismo LGBTQIA+. Sempre con lo stesso schema: le solite due battute, rimescolate con un po’ di sarcasmo svogliato, il tutto condito dalla sua ironia (si spera) volutamente piatta.

L’ultima sparata è il retweet di un articolo che parla della vittoria delle TERF in Corte Suprema nel Regno Unito. “La Corte Suprema ha stabilito che una donna è legalmente definita… una donna. Congratulazioni”. Dopo aver ricondiviso già il post celebrativo di J.K. Rowling – promotrice, insieme all’ONG For Women Scotland, della causa – felice che “i piani fossero riusciti”.

Non è la prima volta che Tanica – aka Sergio Conforti – si muove con leggerezza apparente su un crinale che leggero non è. E anzi, a ben guardare, è ormai possibile ricostruire un vero e proprio percorso, dove l’ironia costante su temi legati all’identità di genere assume connotati che difficilmente possono essere liquidati come battute infelici.

2020: la presa in giro del DDL Zan

Si parte da lontano. 6 agosto 2020. Laura Boldrini celebra pubblicamente l’ingresso del DDL Zan in Parlamento, e tra i commenti appare anche Rocco Tanica, intento a invocare a mo’ di provocazione una mozione sull’eterofobia. Per poi cogliere la palla al balzo e scrivere:

«L’omotransfobia è la transfobia praticata da persone omosessuali o, secondo Coltregarn, la transfobia praticata da transfobici».

Un gioco che banalizza il concetto stesso di discriminazione strutturale, riducendo l’omotransfobia a una sciocchezza linguistica. Non c’è nessun “punch up” qui. Solo lo sguardo altezzoso e retrò di chi deride ciò che non capisce – o non ha alcuna intenzione di capire.

2023: l’umorismo al servizio del paradosso reazionario

23 gennaio 2023, Twitter di nuovo. Tanica si rivolge a un account attivista pro-trans scrivendo in inglese. Il tono è ancora una volta quello del sarcasmo così banale da sembrare fatto apposta, che osserva il caos dei diritti civili con il distacco di chi si sente superiore a tali sciocchezze. O semplicemente tenta disperatamente di stare al passo a seconda di dove vira il discorso social.

Aggiungi Gay.it come fonte preferita in Google!

«Hi, I’m an anti-trans activist but I identify as pro-trans. Could you please help to solve this dilemma?»

13 marzo 2023: Monica Romano nel mirino

Poi c’è l’episodio più grave, almeno per le sue conseguenze. Marzo 2023, a Milano scoppia una polemica sulla diffusione dei video di alcune borseggiatrici nella metropolitana. A intervenire è Monica Romano, consigliera comunale ed esponente storica del movimento transgender italiano, che parla giustamente di “violenza” nel riprendere e diffondere i video di donne rom. La reazione di Tanica è fulminea e velenosa:

«Sì, basta con questa violenza del filmare le rom borseggiatrici, cittadine europee che chiedono solo rispetto e tranquillità. Grazie Monica Romano, vicepresidentessa della Commissione Pari Opportunità… per questa grandiosa stronzata.»

Qui non c’è ironia, ma vero e proprio sarcasmo denigratorio. La conseguenza? Una shitstorm violentissima contro Romano, piena di insulti sessisti e transfobici. Certo, Tanica non ha insultato personalmente Romano per la sua identità. Ma il suo attacco – in quanto uomo bianco, famoso, che irride pubblicamente una donna trans per una posizione scomoda ma fondata – ha aperto la strada a un’orda d’odio che Monica ha poi raccontato poi con lucidità e dolore alla stampa. Oggi, il tweet è stato rimosso, ma la vicenda è ampiamente documentata.

2025: la sentenza nel Regno Unito e l’abbraccio a J.K. Rowling

E siamo all’oggi. Aprile 2025. La Corte Suprema britannica stabilisce che la definizione legale di “donna” deve basarsi sul sesso biologico. È una sentenza che fa esultare le frange più reazionarie del femminismo inglese, noto col termine TERF – trans-exclusionary radical feminist. J.K. Rowling twitta con entusiasmo. E Rocco Tanica ritwitta. Non contento, ritwitta anche un articolo del Guardian, ironizzando sulla decisione come “ovvia e finalmente definitiva”. A un certo punto però non è più solo una battuta. In questo periodo storico, è una presa di posizione.

 

 

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