Nel mare spesso stagnante dei reality show, finalmente una ventata d’aria fresca, necessaria, coraggiosa. Carly Tommasini, modella e attivista transgender, è una delle concorrenti della nuova edizione de L’Isola dei Famosi 2025, pronta a portare molto più di una semplice personalità interessante: porterà la sua storia, la sua voce, il suo dolore e la sua rinascita.
Come ben sapete, tra i concorrenti ufficiali de L’Isola dei Famosi 2025 c’è anche Mario Adinolfi, noto per le sue intemerate contro la comunità LGBTQIA+, sempre ai limiti (se non oltre) del rispetto umano e civile.
Ma stavolta la sua narrativa tossica troverà pane per i suoi denti: Carly ha già dimostrato di saper parlare con verità, forza e dolcezza, senza mai rinunciare a essere se stessa.
E proprio il 7 maggio, durante la prima puntata, c’è stato il primo confronto tra i due.
In questo articolo
- 1 La storia di Carly Tommasini: chi è la concorrente transgender de L’Isola dei Famosi 2025
- 2 Transizione e disforia: la forza di raccontarsi
- 3 Orgoglio, chirurgia e libertà: Carly Tommasini oggi
- 4 Sessualità, identità e (auto)ironia
- 5 Una concorrente, una lezione: Carly Tommasini all’Isola dei Famosi 2025
- 6 I concorrenti dell’Isola dei Famosi 2025
La storia di Carly Tommasini: chi è la concorrente transgender de L’Isola dei Famosi 2025
Intervistata da VDNews nel febbraio 2024, Carly Tommasini ha raccontato senza filtri cosa significa vivere un percorso di transizione: “Descrivo sempre mio padre come il bullo della mia vita. Per fortuna ho avuto una madre che ha colmato quel vuoto ed ha fatto molto sia da figura materna che da figura paterna…”.
Nata in un paesino molto piccolo, Carly ha incontrato l’ostilità già dentro casa. “Lui è la rappresentazione massima della chiusura mentale, io mi vergognavo davanti a lui e non riuscivo più a parlare e andavo in autismo selettivo”, ha raccontato con lucidità. Un’esperienza che molte persone transgender conoscono fin troppo bene: quella di dover sopravvivere, mimetizzarsi, adattarsi in un mondo che non ti vuole vedere.
La madre, invece, è stata un faro:
“Per fortuna ho avuto una madre che ha colmato quel vuoto ed ha fatto molto sia da figura materna che da figura paterna. Questo non vuol dire che sono diventata la donna che sono perché non ho avuto una figura paterna, perché altrimenti tutti i miei fratelli dovrebbero essere trans come me e non lo sono.
Lei è stata la prima persona che mi ha chiesto se volessi farmi chiamare al femminile. Lei mi ha detto: “Io non ho perso un figlio, io ho guadagnato una figlia. Per me sei sempre stata Carly”. Il mio nome me l’ha dato lei, non l’ho scelto io.
Mia mamma, quando stavo per nascere, voleva chiamarmi Carlito però mio padre mi ha messo Carlo e non ho problemi a parlare del mio nome vecchio. Perché Carlo fa parte della mia vita. Mia mamma è stata la persona che mi ha aiutato ad uscire dall’anoressia. Lei non è una psicologa o una dottoressa, ma ha una intelligenza emotiva veramente molto rara. Non sarei qua se non fosse per lei…”.
Transizione e disforia: la forza di raccontarsi
Carly racconta anche il difficile rapporto con il corpo: “Ho capito che non era la mia casa quando la pubertà biologica ha bussato alla mia porta”. Un’esperienza psicologica devastante, che ha portato Carly a compiere un percorso di transizione medicalizzata, ma soprattutto emotiva.
“Non ho scelto. Ho accettato, che è una cosa differente… Essere trans vuol dire camminare con la propria problematica sulla fronte”.
Orgoglio, chirurgia e libertà: Carly Tommasini oggi
A settembre 2023, Carly si è sottoposta alla vaginoplastica. L’ha raccontato senza filtri, con dignità e tenerezza:
“Ho fatto la vaginoplastica, la sex reassignment surgery. Quando mi sono risvegliata nella mia stanza d’ospedale con mia mamma che ha dormito tutti quei cinque giorni con me, ho parlato alla me di sei anni fa che ha interrotto il desiderio di transizione per paura di questa operazione dicendomi: “Hai visto che ce l’hai fatta?”. Proprio felicità!
Ho deciso di operarmi all’estero semplicemente perché l’Italia ha la possibilità di metterti in una lista pubblica. Però sono cinque anni di attesa, e per me, non vivere in un corpo che non mi appartiene per cinque anni era come viverne trenta. Non avrei potuto condurre la vita che sto conducendo ora.
Ho delle insicurezze, ma sono più in pace. Adesso sono libera di espormi. Finalmente sono libera di essere me stessa”.
Visualizza questo post su Instagram
Sessualità, identità e (auto)ironia
Carly Tommasini parla anche di piacere e identità sessuale:
“Il fatto che nel mio corpo c’è un’anima che ha vissuto due corpi allo stesso tempo ed ho provato due piaceri diversi… Se pensi al fatto che una donna con la propria pubertà o col proprio percorso di sessualità fa fatica alle volte a ritrovarsi, figuriamoci una persona che nella vita ha vissuto due organi completamente differenti.
E’ un percorso molto difficile e arduo, ma in questi mesi ho finalmente potuto vivere relazioni con l’altro sesso in una maniera più libera e più sicura di me stessa, sentendomi donna al 100%. Non sarò mai una donna biologica e soprattutto, una donna transessuale che decide di non compiere questo tipo di operazioni non è meno donna di me. Per me, la donna che volevo essere è la donna che sono oggi. Quindi vivo la mia libertà sessuale con più svago, con più sicurezza”.
E con una punta d’ironia aggiunge:
“Ho fatto tutte le lettere della comunità. Ero un ragazzino eterosessuale, poi sono stata un ragazzino omosessuale, poi sono stata un ragazzino omosessuale più maschile, più accettato dal mondo, e più femminile e più odiato dal mondo. Però è un po’ un paradosso. Perché quando ero un ragazzino gay ero “troppo femminile per essere un maschietto” e tutti mi dicevano: “sei una donna, sei una femminuccia”. Ora che sono una donna, sono troppo maschile per essere una donna. Il mondo ha sempre qualcosa da ridire”.
Poi conclude:
“Ho paura del futuro e di non sentirmi a casa. Perché la disforia non si leva, la disforia non sparisce. Il sentore di essere diversa è una paura che c’è ogni giorno. Alle volte vedo Carlo e mi spaventa molto. E’ una dissociazione molto forte. Ma ogni volta che sento che mi sta mancando qualcosa, oppure ho paura, nuoto di più. Oggi Carly si sente a casa”.
Il problema, quindi, non è chi cambia. È chi giudica.
Una concorrente, una lezione: Carly Tommasini all’Isola dei Famosi 2025
La presenza di Carly Tommasini a L’Isola dei Famosi 2025 non è solo televisione. È un atto di visibilità e rappresentazione. E soprattutto è un’occasione per smontare, una volta per tutte, i cliché e i pregiudizi che ancora infestano una parte del pubblico.
Chi non ha voglia di ascoltare, forse è proprio chi ha più bisogno di farlo.
I concorrenti dell’Isola dei Famosi 2025
A una settimana dalla partenza, ecco i venti naufraghi ufficiali pronti a sbarcare in Honduras:
- Angelo Famao (cantante neomelodico)
- Antonella Mosetti (ex di Non è la Rai)
- Chiara Balistreri (caso di cronaca)
- Cristina Plevani (ex vincitrice GF)
- Teresanna Pugliese (ex di Uomini e Donne)
- Patrizia Rossetti (conduttrice)
- Paolo Vallesi (cantante)
- Nunzio Stancampiano (ballerino)
- Omar Fantini (comico)
- Loredana Cannata (attrice)
- Mirko Frezza (attore)
- Camila Giorgi (ex tennista)
- Carly Tommasini (modella e attivista)
- Leonardo Brum (modello)
- Ibiza Altea (attrice e modella)
- Samuele Bragelli (Spadino di Italia Shore)
- Lorenzo Tano (figlio di Rocco Siffredi)
- Mario Adinolfi (giornalista)
- Alessia Fabiani (showgirl)
- Dino Giarrusso (giornalista)
Visualizza questo post su Instagram




