Grindr ha implementato una nuova funzionalità di verifica dell’età per gli utenti residenti nel Regno Unito, in modo tale da impedire l’accesso ai minorenni all’app di incontri gay.
Quando i nuovi utenti creano un account dovranno ora confermare di avere più di 18 anni prima di potervi accedere. Le opzioni di verifica includono un selfie video abbinato a un documento d’identità come passaporto, patente di guida, carta d’identità.
Grindr ha così motivato la novità: “Questo processo di verifica dell’età rafforza ciò che Grindr è sempre stato: uno spazio per adulti queer. Questo cambiamento è in risposta all’Online Safety Act del governo britannico, che impone la verifica dell’età per le piattaforme con contenuti sessualmente espliciti. Questa procedura deve essere eseguita una volta per account e si applica anche ai visitatori che aprono l’app nel Regno Unito. “A chiunque utilizzi Grindr nel Regno Unito verrà chiesto di confermare di avere almeno 18 anni”.
Il controllo dell’età britannico di Grindr sarà in collaborazione con FaceTec, che utilizza la tecnologia di verifica biometrica e gestisce in modo indipendente tutto il trattamento dei dati per garantire la tutela della privacy. Chi si trova nel Regno Unito non potrà accedere all’app fino al completamento della procedura.
Grindr ha precisato che non conserverà i documenti o i video forniti, che verranno eliminati definitivamente una volta completata la verifica dell’età. “Continueremo a monitorare gli standard globali e a sviluppare i nostri strumenti per dare priorità alla sicurezza, alla privacy e ai diritti degli utenti“.
Tra i documenti d’identità accettati ci sono:
Patente di guida provvisoria
Patente di guida
Patente di guida internazionale
Passaporto
Carta d’identità dell’Esercito britannico
Carta d’identità
Permesso di soggiorno
Young Scot National Entitlement Card
Carta d’identità elettorale dell’Irlanda del Nord
Carta d’identità per rifugiati delle Nazioni Unite
Patente di guida delle Nazioni Unite
The Online Safety Act, cosa dice la legge inglese
Il The Online Safety Act è una legge del Regno Unito emanata nel 2023 per migliorare la sicurezza online, in particolare per i più piccoli, imponendo nuovi obblighi alle piattaforme online e ai motori di ricerca per la gestione dei contenuti illegali e dannosi. La legge impone a queste piattaforme di identificare, mitigare e gestire in modo proattivo i rischi associati ai contenuti illegali per i bambini. Tra i principali aspetti c’è proprio la verifica e la garanzia dell’età per impedire ai più piccoli di accedere a contenuti dannosi.
Grindr in Italia, niente verifica dell’età?

Anche in Italia Grindr è riservata ad un pubblico adulto a partire dai 18 anni, ma ad oggi non c’è nessun verifica dell’età. Qualsiasi utente può inserire una data di nascita, vera o falsa che sia, senza dover obbligatoriamente mostrare un documento che ne attesti la veridicità. Se ne assume semplicemente la responsabilità accettando le condizioni contrattuali.
In Italia l’AGCOM ha recentemente annunciato che i siti per adulti dovranno presto assicurarsi che i propri utenti abbiano più di 18 anni. Una verifica dell’età a tutti gli effetti che potrà allargarsi anche ad altre tipologie di contenuti e servizi, come le app di incontri.
L’AGCOM ha dato seguito a quanto richiesto dalla Commissione Europea con il Digital Service Act, che nell’Articolo 28 sansisce la necessità di tutelare maggiormente i minori dal pericolo di «essere danneggiati nell’età dello sviluppo fisico, mentale e morale». Il DSA ha introdotto una serie di obblighi per le piattaforme online, proporzionati alle loro dimensioni e impatto, per affrontare contenuti illegali, disinformazione e pubblicità ingannevole, modernizzando e ampliando la precedente Direttiva sul Commercio Elettronico.
In che modo i siti per adulti debbano portare a termine la verifica dell’età l’AGCOM non l’ha detto, lasciando loro spazio di manovra. Ma una cosa è certa: i fornitori di prova della maggiore età non potranno conoscere il servizio per cui è stato richiesto l’accesso. Entro il 2026 i siti porno che operano in Italia dovrebbero obbligatoriamente adeguarsi.
