La denuncia di Edoardo Zedda: “Cambio nome bloccato da un anno, e dicono che i nostri diritti sono riconosciuti”

Edoardo Zedda, ragazzo trans e attivista, denuncia su TikTok l’ennesimo ostacolo al cambio nome: “È un anno che lotto, ma ci dicono che i nostri diritti sono riconosciuti”.

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Edoardo Zedda, la denuncia social dopo un anno di attese e intoppi
Edoardo Zedda, la denuncia social dopo un anno di attese e intoppi
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Edoardo Zedda è un giovane ragazzo transgender, conosciuto soprattutto per aver raccontato in maniera sempre limpida e coraggiosa il proprio percorso di affermazione di genere sui social, ed in particolare sul suo canale TikTok. A distanza di quasi un anno dal primo appuntamento in Tribunale per poter cambiare il nome sul documento, il performer e attivista si è ritrovato davanti ad un nuovo ostacolo burocratico, ed anche questa volta ha voluto condividerlo sui suoi social denunciando la lentezza della burocrazia nel nostro Paese, “e non solo riguardo al cambio del nome ma a qualsiasi diritto”, scrive nella didascalia che accompagna il video su TikTok. 

Edoardo Zedda
Edoardo Zedda

Edoardo Zedda e la lotta per il cambio di nome sui documenti

Nuovo ostacolo per Edoardo Zedda (QUI l’intervista a Gay.it), che da mesi cerca di aggiornare i propri documenti con il nome scelto dopo il percorso di affermazione di genere. Nei giorni scorsi si era recato in Comune, nonostante la febbre, convinto che finalmente fosse arrivato il momento: il suo avvocato lo aveva informato che la sentenza del tribunale era stata inoltrata all’ufficio competente.

Edoardo, fiducioso, aveva prenotato con anticipo l’appuntamento. Ma, una volta giunto allo sportello, si è sentito dire che “la sentenza non risulta passata in giudicato”, ovvero che non è ancora ufficialmente valida e definitiva per poter procedere con la modifica dei documenti. Una risposta che ha lasciato Edoardo interdetto, soprattutto considerando che il tribunale aveva trasmesso l’atto già due settimane prima.

Ora l’avvocato dovrà tornare in tribunale per capire l’origine dell’ennesimo intoppo burocratico.

“La cosa che fa sorridere”, commenta amaro Edoardo, “è che poi ci dicono che i nostri diritti vengono riconosciuti senza problemi”. Una frase che racchiude tutta la frustrazione di chi, pur avendo seguito ogni passaggio previsto dalla legge, si ritrova impantanato in ritardi e disattenzioni che trasformano un diritto in una continua battaglia. 

 

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Il percorso, tra intoppi e attese

Edoardo Zedda
Edoardo Zedda

Edoardo Zedda si presenta nei suoi video su TikTok come “un ragazzo transgender”. Molto attivo anche su Instagram, il giovane artista ha costantemente aggiornato i suoi follower sul percorso intrapreso, mostrando i suoi cambiamenti fisici, a distanza di tre anni dall’inizio del testosterone, ma anche aggiornando i suoi follower sull’iter prettamente burocratico. 

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Da oltre un anno, infatti, sta cercando di vedere riconosciuto un diritto fondamentale: quello di cambiare nome sui propri documenti. 

Tutto è iniziato l’11 settembre 2024, quando il Tribunale gli ha fissato il primo appuntamento per avviare l’iter legale. Dopo numerosi rinvii, la sentenza è finalmente arrivata nel mese di maggio. Circa una settimana fa, il suo avvocato gli ha comunicato che il Tribunale aveva trasmesso l’atto ufficiale al Comune di riferimento, autorizzandolo a procedere con il cambio anagrafico.

Nonostante la lieve febbre che lo aveva colto nei giorni scorsi – ha raccontato anche in un video su TikTok – si è presentato puntualmente all’appuntamento prenotato da tempo. Con entusiasmo e sollievo, ha varcato le porte del Comune con il sorriso di chi sente che qualcosa di importante sta finalmente accadendo. Ma l’ennesima doccia fredda lo attendeva. Secondo i registri comunali, la sentenza non era ancora definitiva e dunque non sufficiente per aggiornare i documenti.

 

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La denuncia social

Edoardo Zedda

Di fronte all’ennesima attesa, Edoardo ha fortunatamente incontrato un impiegato disponibile, che gli ha assicurato di procedere immediatamente non appena il documento sarà nelle sue mani. Ma resta l’amarezza: “Però, cavolo ragazzi, quando mi sento dire che in Italia ormai i diritti sono strariconosciuti mi girano un po’ le scatole, perché ormai sto combattendo da un anno e mi sembra davvero di avere la nuvoletta di Fantozzi”

“Io naturalmente continuerò ad insistere fino a quando non vedrò riconosciuto il mio diritto, però… due p*lle!”, ha aggiunto Zedda.

@edoardinozeddaÈ una d3nunc14 alla lentezza della burocrazia in Italia, e non solo riguardo al cambio del nome ma a qualsiasi diritto♬ suono originale – DODO

La sua testimonianza, oltre a denunciare una difficoltà personale, evidenzia la distanza che ancora oggi esiste tra le leggi e la loro reale applicazione. Per Edoardo, condividere queste esperienze è parte integrante del suo impegno: informare non solo su percorsi terapeutici, ma anche su tutti gli ostacoli invisibili che chi afferma la propria identità si trova spesso ad affrontare: “Ci tenevo a condividerlo con voi, perché in questo canale non devo fare informazione solo su come funziona la terapia, ma anche su tutto quello che c’è dietro”.

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