“Questo bagno è per i maschi, fr*ci!”, aggressione transfobica a Udine: calci e pugni a due ragazzi trans al Fomo Festival

Aggressione transfobica al Fomo Festival di Udine: insulti, umiliazioni e botte a due ragazzi trans per l'uso dei bagni pubblici. Tre i feriti, indagini in corso.

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Transfobia a Udine
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Nuova aggressione transfobica a Udine, nella serata dello scorso 25 luglio, in pieno svolgimento del Fomo Festival, uno degli eventi culturali più vivaci e inclusivi dedicati ai giovani della città. Due giovani uomini, estranei all’organizzazione e al contesto del festival, si sono resi protagonisti di una violenta aggressione nei confronti di due persone trans e una ragazza. Motivo del contendere, bagni pubblici della struttura che ospitava l’evento. 

17 maggio Giornata Internazionale contro Omofobia Bifobia Transfobia

Aggressione transfobica a Udine

Quella che emerge dai media locali, è la cronaca brutale di un’aggressione transfobica, avvenuta lo scorso venerdì sera, durante il Fomo Festival di Udine, che quest’anno si è trasferito dall’ormai tradizionale Parco Moretti al quartiere Rizzi, precisamente nella zona dell’Ardito Desio, per gli udinesi, “il parco di cemento”.

Il clima, fino a quel momento, era stato disteso, conviviale, pieno di stimoli culturali. Giovani, musica, talks, arte, e soprattutto un forte spirito inclusivo. Ma tutto è precipitato tra le 20:00 e le 21:00. All’improvviso, come riporta UdineToday, da una struttura poco distante sarebbero spuntate tre persone, una di loro con la maglietta strappata, un’altra con il viso tumefatto. Tutte vittima di una violenta aggressione. 

I fatti: insulti a due giovani trans

Bagni pubblici a Udine teatro dell'aggressione transfobica
Bagni pubblici a Udine teatro dell’aggressione transfobica

Come chiarito dagli organizzatori, il Fomo Festival è a ingresso gratuito e i partecipanti possono utilizzare i bagni pubblici presenti nel parco. Sono tre: due con il classico water, uno con toilette alla turca. Tutti e tre i bagni sono gender neutral e privi di luce funzionante.

Proprio in questi spazi, due ragazzi ventenni – secondo alcuni testimoni provenienti dalla vicina zona sportiva e che già avevano mostrato una certa distanza dall’evento, interferendo con musica rap proveniente da una cassa portatile, nel tentativo di sovrastare quella dal vivo – sarebbero entrati nel bagno mentre due ragazzi trans si trovavano già all’interno. Senza aver ricevuto alcuna provocazione, hanno immediatamente dato il via all’aggressione verbale. “Questo bagno è per i maschi”, hanno detto, seguito da un insulto omofobo: “fr*ci”.

I due aggressori, con fare sfrontato, avrebbero chiesto conto del fatto che i due giovani sarebbero andati in bagno insieme. Quando le vittime hanno risposto spiegando di essere ragazzi trans, uno dei due aggressori ha oltrepassato ogni limite: ha scavalcato la soglia dello stallo, si è slacciato i pantaloni e ha urinato davanti a loro, in un chiaro gesto di umiliazione e sopraffazione.

Dall’aggressione verbale a quella fisica

È stato solo il preludio al peggio. Si è passati rapidamente dalle parole alle mani. Uno dei due aggressori ha sferrato un pugno in pieno volto a una delle vittime, l’altra è stata colpita con un calcio all’addome e presa a spintoni, riducendo la maglietta in brandelli. A nulla è servito il tentativo di mediazione di una terza ragazza, anche lei presente nei bagni, che ha cercato di frapporsi per calmare gli animi. Per tutta risposta, ha ricevuto un violento spintone.

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Le tre persone sono state accompagnate al pronto soccorso del Santa Maria della Misericordia. I due ragazzi trans hanno riportato lesioni con una prognosi di cinque giorni ciascuno. La ragazza, fortunatamente, ha subito solo contusioni lievi.

“Né a Fomo né a Udine c’è spazio per l’odio”

A esprimere con fermezza la propria condanna è stata Arianna Facchini, assessora alle Politiche giovanili del Comune di Udine: “Voglio ribadire che né a Officine giovani, né al Fomo, né in questa città c’è spazio per l’odio e per la violenza omotransfobica o di qualunque altra matrice”.

Parole nette, a cui ha aggiunto: “Quello che è accaduto è inaccettabile ed è un attacco a tutta la grande comunità di Officine giovani, che non arretrerà nel suo impegno per una comunità aperta, libera e più sicura per tutte e tutti”.

Un messaggio importante, soprattutto alla luce dell’attenzione dimostrata dal festival verso l’inclusione: tra gli ospiti dei talk c’erano rappresentanti di Arcigay e si è discusso di tematiche fondamentali come la grassofobia. Il Fomo Festival vuole essere, e resta, uno spazio sicuro e accogliente per tutte le soggettività.

Denuncia e indagini in corso

Dopo l’aggressione, è stata sporta denuncia ai carabinieri. Al momento, la descrizione degli aggressori è ancora sommaria: uno è stato indicato come alto e biondo, con abiti chiari; l’altro più basso, moro e vestito scuro.

A occuparsi delle indagini è il Nucleo Operativo Radiomobile dell’Arma di Udine. Nella zona sono presenti telecamere di sorveglianza che potrebbero fornire elementi utili a identificare i responsabili dell’aggressione.

Quanto accaduto a Udine è l’ennesimo segnale di un clima ostile che persiste, nonostante gli sforzi di moltissime realtà locali e nazionali per costruire spazi più sicuri per le persone LGBTQIA+. È un’aggressione transfobica che colpisce direttamente chiunque voglia vivere liberamente il proprio genere e la propria identità, senza paura.

Dopo l’accaduto, diversi utenti e collettivi sui social hanno espresso solidarietà alle vittime, chiedendo una presa di posizione ancora più netta da parte delle istituzioni, e soprattutto un intervento concreto delle forze dell’ordine affinché si faccia luce sui responsabili.

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