Viareggio, Leonardo Pistoia arrestato: il 20enne delle ronde anti-spaccio accusato di sequestro e violenze sul compagno

Arrestato Leonardo Pistoia, 20 anni, noto per le "camminate per la sicurezza" anti-spaccio. Il compagno lo accusa di minacce, violenze e sequestro di persona.

Ascolta:
0:00
-
0:00
Leonardo Pistoia arrestato
Leonardo Pistoia arrestato
3 min. di lettura

A Viareggio, in Versilia, il nome di Leonardo Pistoia, ventenne originario di Torre del Lago Puccini, era già noto da tempo. Il giovane si era messo in mostra organizzando le cosiddette “camminate per la sicurezza”, vere e proprie ronde cittadine contro lo spaccio di droga. Una figura che aveva attirato l’attenzione dei media locali, presentandosi come difensore dell’ordine.

Oggi, però, il suo nome riappare nelle cronache per un motivo completamente diverso. Martedì 19 agosto Pistoia è stato arrestato con accuse gravissime: sequestro di persona, maltrattamenti in famiglia e lesioni personali. Al centro della vicenda, un episodio di violenza domestica nei confronti del suo compagno 33enne.

Leonardo Pistoia
Leonardo Pistoia

Viareggio, Leonardo Pistoia arrestato: i fatti

Secondo la ricostruzione degli inquirenti – ripresa da Repubblica – l’episodio risale al giorno precedente, lunedì 18 agosto. A dare l’allarme sarebbero stati i familiari della vittima, residenti a Porcari (Lucca), che intorno alle 13.30 hanno contattato il 112 segnalando una situazione di grave pericolo.

I carabinieri, giunti sul posto con due pattuglie, hanno cercato di entrare in contatto con i due giovani all’interno dell’abitazione, senza riuscirci. A quel punto hanno deciso di adottare una strategia drastica: interrompere la corrente elettrica. Poco dopo, il compagno di Pistoia è riuscito a uscire dall’appartamento e a chiedere aiuto, denunciando una condizione di terrore durata ore.

Minacce, armi e violenze ripetute

Il 33enne ha raccontato agli investigatori di essere stato rinchiuso in casa contro la sua volontà, minacciato di morte se avesse tentato la fuga. Ha inoltre denunciato di essere stato aggredito con un manganello e minacciato con un coltello, entrambi gli oggetti ritrovati nell’abitazione durante la perquisizione delle autorità.

Non si tratterebbe però di un episodio isolato. Secondo quanto emerso, già dal mese di febbraio la vittima avrebbe subito maltrattamenti sistematici: minacce, percosse, violenze psicologiche e persino danneggiamenti alla propria auto. Una spirale di abusi che solo l’intervento tempestivo dei familiari e delle forze dell’ordine ha interrotto.

Secondo la versione della vittima, l’ultimo episodio si sarebbe concluso con un’aggressione particolarmente brutale: Pistoia lo avrebbe colpito con un manganello, minacciato con un coltello puntato al collo e infine rinchiuso in casa. Solo l’intervento dei carabinieri avrebbe posto fine a quella spirale di violenza.

Aggiungi Gay.it come fonte preferita in Google!

L’arresto e la detenzione a Lucca

Leonardo Pistoia

Informata la procura, gli investigatori hanno disposto l’arresto immediato del giovane torrelaghese, incensurato fino a quel momento. Leonardo Pistoia è stato condotto nel carcere di Lucca, dove si trova a disposizione dell’autorità giudiziaria. Le indagini proseguono per chiarire l’intera dinamica dei fatti e per verificare eventuali episodi precedenti.

La gravità delle accuse lascia emergere il volto oscuro di un giovane che, fino a pochi mesi fa, si presentava come simbolo della legalità. Una parabola che interroga l’opinione pubblica e solleva interrogativi sul rapporto tra immagine pubblica e vita privata.

Nei giorni successivi alle prime “camminate per la sicurezza”, Pistoia aveva raccontato sui social di essere stato vittima di un’aggressione fuori da un locale di Torre del Lago. Secondo la sua versione, un uomo nordafricano lo avrebbe minacciato puntandogli un coltello al volto e ferendolo lievemente a una guancia, in segno di ritorsione contro le iniziative da lui promosse. Anche su questo episodio gli inquirenti hanno aperto un fascicolo per verificare la veridicità dei fatti.

La difesa: “Da verificare la versione della vittima”

Dal carcere, il ventenne ha affidato al suo legale, l’avvocato Gabriele Parrini, la linea difensiva: nega ogni addebito e si dice pronto a chiarire la propria posizione davanti al giudice. Si attende ora l’interrogatorio di garanzia, nel corso del quale potrà presentare la sua versione dei fatti.

Il suo avvocato a La Nazione ha sottolineato che “sarà necessario verificare le dichiarazioni rese dalla persona che lo accusa”, richiamando la presunzione di innocenza che tutela ogni imputato fino a una eventuale condanna definitiva e attendendo di poter visionare gli atti.

Attorno a Pistoia resta la vicinanza della famiglia, che lo sostiene in un momento difficile, mentre l’opinione pubblica si interroga sulla fragilità dei “simboli” costruiti in fretta. Quella che era nata come una storia di impegno civile rischia ora di trasformarsi in una parabola amara: un giovane diventato in breve tempo portabandiera della legalità che oggi si trova accusato proprio di gravi violenze all’interno della sua vita privata.

© Riproduzione riservata.

Mi piace
Commenta
Salva
Condividi

Partecipa alla discussione

Per inviare un commento devi essere registrato.