Corpi queer e non conformi, ancora troppo spesso misurati sullo sguardo degli altri: giudicati, desiderati o respinti secondo standard che continuano a stabilire chi viene riconosciuto e chi resta invisibile.
Parte da qui uno degli appuntamenti più significativi di Filo d’identità 2026, il festival culturale e sociale che dal 6 al 12 luglio farà tappa in quattro comuni toscani – Montopoli in Val d’Arno, Fucecchio, San Miniato e Pontedera – con incontri, spettacoli, proiezioni, concerti e momenti di confronto. A guidare questo dialogo saranno BigMama, Muriel De Gennaro e Giulia Muscatelli, chiamate a riflettere su rappresentazione, desiderio, stigma, autodeterminazione e libertà.
BigMama, Muriel De Gennaro e Giulia Muscatelli: visibilità, stigma e autodeterminazione

Tra i momenti più attesi di Filo d’identità 2026 c’è l’incontro con la cantautrice e rapper BigMama e l’attivista LGBTQIA+ e content creator Muriel De Gennaro, in dialogo con la scrittrice Giulia Muscatelli, dedicato ai corpi, alla rappresentazione e alla libertà di esistere fuori dagli standard imposti.
Attraverso musica, letteratura ed esperienza personale, le ospiti rifletteranno sui corpi come luoghi politici, identitari e narrativi. Il dialogo affronterà desiderio, stigma, visibilità, libertà e rappresentazione, mettendo in discussione gli standard che ancora oggi stabiliscono quali corpi vengano desiderati, ascoltati o riconosciuti.
Il tema riguarda da vicino i corpi queer e non conformi, e più in generale tutte quelle esperienze che vengono ancora lette come “fuori norma”: raccontate da altri, giudicate o marginalizzate prima ancora di poter prendere parola.
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Kendra Fiumanò e Stefano Colli a Gay.it: “Il diritto di ciascunə a raccontarsi”
A Gay.it, la direzione artistica del festival, guidata da Kendra Fiumanò e Stefano Colli, spiega il senso politico e culturale di questo appuntamento:
“Il nostro Festival ‘Filo d’identità’ nasce proprio dalla volontà di costruire uno spazio che metta al centro le persone, le loro storie e il diritto di ciascunə a raccontarsi senza dover aderire a modelli imposti. L’incontro con BigMama, Muriel De Gennaro e Giulia Muscatelli interpreta perfettamente lo spirito del festival: un dialogo aperto sui corpi, sull’autodeterminazione, sulla rappresentanza e sulla libertà di essere. Sono temi che non riguardano soltanto alcune comunità, ma interrogano tutta la società e il modo in cui costruiamo relazioni, linguaggi e spazi di partecipazione. Crediamo che un festival culturale debba essere anche questo: un luogo che nasce ‘dal basso’, capace di accogliere differenze, generare confronto e contribuire a una cultura più inclusiva, in cui ogni identità possa trovare ascolto e riconoscimento”.
Le parole di Fiumanò e Colli chiariscono il senso della rassegna: parlare di identità partendo dalle persone, dalle loro storie e dai modi in cui ciascunə prova a raccontarsi e a trovare spazio.
Corpi queer e non conformi, perché parlarne in un festival culturale
Portare il tema dei corpi dentro un festival culturale significa riconoscere che la rappresentazione non è mai neutra. Il modo in cui un corpo viene mostrato, nominato, desiderato o escluso incide sulla vita reale delle persone, soprattutto quando si parla di soggettività LGBTQIA+, persone trans e non binarie, donne, persone disabili e, più in generale, identità e corpi non conformi.
La body positivity, la libertà di essere e il diritto di raccontarsi non sono slogan separati dalla dimensione politica. Riguardano l’accesso agli spazi, alla parola, alla cura, al desiderio, alla cittadinanza culturale. Riguardano la possibilità di non essere continuamente misurati rispetto a una norma estetica, sociale o relazionale.
L’incontro con BigMama, Muriel De Gennaro e Giulia Muscatelli diventa così uno dei passaggi più significativi del festival, perché tiene insieme linguaggi diversi – musica, attivismo e scrittura – e li porta dentro una riflessione comune su rappresentazione, desiderio e libertà.
Filo d’identità 2026, un festival diffuso tra Pisa e Firenze
La quinta edizione di Filo d’identità è stata presentata a Firenze, a Palazzo Strozzi Sacrati, sede della presidenza della Regione Toscana. La rassegna si svolgerà dal 6 al 12 luglio 2026 in quattro comuni: Montopoli in Val d’Arno, Fucecchio, San Miniato e Pontedera, coinvolgendo territori delle province di Pisa e Firenze.
Piazze, circoli e spazi culturali dei quattro comuni ospiteranno un confronto portato fuori dai luoghi tradizionali della cultura e dentro la vita quotidiana dei territori.
La rassegna è promossa da una rete di soggetti pubblici e privati, con Arci Valdarno Inferiore come capofila, in collaborazione con Arci Valdera. Il progetto conta sul sostegno dei quattro Comuni coinvolti, della Regione Toscana nell’ambito di Giovanisì, di Unicoop Firenze, delle sezioni soci Unicoop dei territori di riferimento e della Fondazione Cassa di Risparmio di San Miniato.
Identità, famiglie, fine vita e memoria: i temi dell’edizione 2026
Il tema dell’identità resta il cuore della rassegna, declinato nel suo significato più ampio, fluido e plurale. Attorno a questo nucleo si sviluppano gli altri focus dell’edizione 2026: la consapevolezza dei corpi e la body positivity, il dibattito sul fine vita e sull’eutanasia, l’idea di famiglia oltre i confini del modello tradizionale e la memoria storica.
Quest’anno il festival dedicherà inoltre un approfondimento speciale alle eredità del Risorgimento, inserendo la riflessione storica dentro un percorso più ampio sulle identità collettive, sulle appartenenze e sulle trasformazioni sociali.
“Filo d’identità” affronta questi temi con linguaggi diversi, dagli incontri al teatro, dal cinema alla musica, cercando di tenere insieme approfondimento e accessibilità.
Alessandra Nardini: “Il diritto di essere chi si è, di amare chi si ama”
Alla presentazione della quinta edizione è intervenuta anche Alessandra Nardini, assessora regionale all’istruzione e ai diritti LGBTQIA+, che ha sottolineato il valore sociale e politico del festival.
“Ho visto nascere e crescere ‘Filo d’identità’, anche per questo poterlo presentare in Regione è una grandissima gioia. Un festival che porta nelle piazze e negli spazi condivisi di quattro Comuni il confronto su temi importanti del nostro tempo”, ha dichiarato Nardini.
L’assessora ha evidenziato la capacità della rassegna di attivare “una riflessione collettiva e quanto mai necessaria sull’identità di ciascuna persona, sulle nostre differenze da riconoscere, rispettare e valorizzare, sulla parità di genere, sul diritto di essere chi si è, di amare chi si ama, di autodeterminarsi scegliendo liberamente fino alla fine, senza mai dimenticare il drammatico scenario che ci circonda e dunque ripudiando guerre, violenze e genocidi”.
Per Nardini, i linguaggi artistici sono strumenti fondamentali per superare pregiudizi e stereotipi: “Approfondimenti e riflessioni che vengono portati avanti attraverso la musica, il cinema, la scrittura e il teatro, linguaggi che aiutano a mettersi nei panni dell’altra persona, superando pregiudizi e stereotipi, obiettivo che il festival si pone”.
Gli ospiti di Filo d’identità 2026
Il programma della quinta edizione riunisce nomi provenienti da ambiti diversi della cultura, dell’informazione, della musica e dell’attivismo. Tra gli ospiti annunciati figurano Pif, BigMama, Mille, Giulia Mei, Marianna Aprile, Valentina Petrini, Francesco Centorame, Muriel De Gennaro, il collettivo Canta Fino a Dieci, il collettivo La Cantautrice e la scrittrice Giulia Muscatelli.
Per la prima volta il festival ospiterà anche una firma internazionale: la scrittrice francese Hélène Giannecchini. Una presenza che segna un ulteriore passaggio nella crescita della rassegna e nella sua capacità di costruire connessioni culturali oltre il territorio.
La musica avrà un ruolo rilevante, con artiste e collettivi capaci di intrecciare linguaggio pop, cantautorato, immaginari femministi e riflessione sociale. Accanto agli incontri e ai dibattiti, il festival proporrà anche appuntamenti teatrali, cinematografici e letterari.
Tra le collaborazioni dell’edizione 2026 figurano Ponte di Parole, Eliopoli Summer Fest, Limonaia Club e l’associazione LUME di Pisa, che insieme al CNA curerà anche una parte del percorso enogastronomico. Il programma completo è disponibile sul sito ufficiale e sui canali social del festival.
In un’edizione che mette al centro identità, corpi e autodeterminazione, Filo d’identità conferma la scelta di usare la cultura come spazio di confronto sulle trasformazioni del presente.
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