È stato presentato nella sezione Giornate degli Autori dell’82esima Mostra Internazionale del Cinema di Venezia Anoche conquisté Tebas – Last Night I Conquered the City of Thebe di Gabriel Azorín, interpretato da Santiago Mateus, António Gouveia, Oussama Asfaraah e Pavle Čemerikić.
Anoche conquisté Tebas di Gabriel Azorín, la trama
In corsa per il Queer Lion 2025, il film è ambientato in un freddo pomeriggio d’inverno. António e Jota tornano dal fronte con i loro amici, alla ricerca di un antico bagno termale romano. Scherzano tra loro mentre guadano le paludi, raccontando i successi strategici del passato. Le terme, nascoste per tanto tempo dall’acqua di una cisterna, sono diventate meta di persone di tutte le età che, incuriosite da questa scoperta, ora vi passano l’intera giornata. C’è qualcosa di misterioso in queste acque termali: è come se i bagni influenzassero l’umore degli uomini, dando loro il coraggio di esprimere cose che non avevano mai riferito a nessuno. Quando dal giorno si passa alla notte, iniziano a confessare i propri sentimenti e la paura di perdere per sempre il loro migliore amico…
Anoche conquisté Tebas, parla il regista Gabriel Azorín
“Anoche conquisté Tebas è il mio primo lungometraggio“, ha precisato Gabriel Azorín. “In ogni film esiste un conflitto tra la linearità e la circolarità del tempo. Il cinema è unico nel suo essere un’esperienza fugace eppure duratura, come la vita che è effimera ma è anche un rifugio confortevole ed eterno. Il pubblico attraverserà uno spazio fisico tra le pieghe del tempo, e sembrerà immerso in un’altra dimensione. Immergersi e fluttuare rappresentano momenti significativi. Calare in acqua di notte affrontando una conversazione intima, semplifica l’accesso a nuovi stati sensoriali e percettivi. Con il fluttuare possiamo cogliere la forza vitale della gravità, e un dialogo prolungato può rivelare altri tempi, mentre l’adattamento all’oscurità consente di vedere gradualmente l’invisibile. La luce elettrica è d’aiuto, ma nasconde ciò che è sempre stato lì. Le stelle sono un esempio scontato, ve ne sarebbero altri. Nell’intimità di una notte buia, António confessa a Jota la sua solitudine. E, quando i loro occhi si adattano all’oscurità, scorgono ciò che prima era invisibile. Fare un film mi ha dato l’opportunità di creare personaggi che esprimono cose che io non ho mai osato dire ai miei amici. Mi interessa ritrarre questo tipo di intimità tra uomini e mostrare la mascolinità nella sua forma più vulnerabile”.
Gabriel Azorín ha diretto i cortometraggi Los Galgos (2012), Mañana vendrá la bala (2015) e El ruido del universo (2024). Membro del collettivo cinematografico lacasinegra, i suoi lavori sono stati proiettati al Festival di San Sebastián, Entrevues, Festival dei Popoli, Festival di Siviglia, Ficunam. È stato anche produttore di film come Azor di Andreas Fontana (Berlinale, 2021), La sangre es blanca di Óscar Vincentelli (FIDMarseille, 2021), H di Carlos Pardo Ros (Visions du Réel, 2022).
Anoche conquisté Tebas di Gabriel Azorín, le reazioni della critica
“Un film sperimentale pacifista in cui la notte si fa protagonista. Un viaggio tra rovine e videogame, in cui la notte trasforma l’archeologia in metafora della guerra contemporanea“, scrive TaxiDrivers.
“Una piccola perla di cinema meditativo e avanguardista, in grado di ripagare l’attenzione dello spettatore più paziente con un’originale riflessione sulle età di passaggio e sull’intimità emotiva dei giovani uomini. Etereo e galleggiante in un’atmosfera quasi tarkovskijana, il film vive di pochi ma cruciali dialoghi, di quelli che quando escono fuori contano davvero“, scrive Mymovies.
“Pacifismo e bromance in acque non già lustrali, bensì termali, associando bellico e ludico, role e playing, Storia e storie, maschile e atossico“, si legge su Cinematografo.
“Rifugio bello e poetico in cui riposare e scaricare la tensione dopo la battaglia quotidiana. Un film riposante, legato alle opere più sperimentali e liriche dei registi galiziani contemporane. Una storia di amicizie, confessioni e, soprattutto, un esercizio cinematografico che si affida a elementi essenziali – come la terra, l’acqua, la luce (o la loro assenza) – per accompagnare questa serie di dialoghi intimi“, scrive Microspiecine.
“Anoche conquisté Tebas è un’esperienza che è meglio vivere, piuttosto che raccontarla; è un’offerta cinematografica (molto) lenta, che può affascinare i fan e irritare i detrattori. Non ci sono vie di mezzo“, scrive Otroscines.
“Ricorda “Gerry” di Gus Van Sant, in cui alcuni amici viaggiano attraverso un paesaggio naturale e, lungo il cammino, si immergono in una dimensione mitica, carica di una potente aura simbolica. Un film che, con la sua vocazione radicale e il suo slancio sensoriale, ci invita a guardare al passato per comprendere il nostro presente“, si legge su Fotogramas.

