Venezia 2025, vince a sorpresa Jim Jarmush. Il mondo del Cinema si schiera al fianco del popolo palestinese

Dopo aver vinto il Queer Lion 2025 il messicano En El Camino ha sbancato anche la sezione Orizzonti, vincendo il premio come miglior film. Polemiche per il mancato trionfo di The Voice of Hind Rajab e per il palmares 'indirizzato' dall'americano Alexander Payne, presidente di giuria.

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Father Mother Sister Brother di Jim Jarmush
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Era stato accolto da una standing ovation di oltre 20 minuti, la più lunga della storia del Festival, ma alla fine il super favorito The Voice of Hind Rajab della regista tunisina Kawthar ibn Haniyya non ha vinto il Leone d’Oro dell’82ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia, andato a sorpresa a Father Mother Sister Brother di Jim Jarmusch. Per nove volte in concorso a Cannes, senza mai riuscire a conquistare la Palma d’Oro, il regista americano era al suo debutto in concorso al Lido e l’ha sbancato, per volere di una giuria presieduta dal due volte premio Oscar regista, sceneggiatore e produttore statunitense Alexander Payne, affiancato dai registi Stéphane Brizé, Maura Delpero, Cristian Mungiu, Mohammad Rasoulof e dalle attrici Fernanda Torres e Zhao Thao.

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The voice of Hind Rajab di Kaouther ben Hania

The Voice of Hind Rajab si è dovuto “accontentare” del 2° premio più importante della Mostra, il Leone d’argento – Gran Premio della giuria. Il film racconta quanto accaduto a Gaza il 29 gennaio 2024. I volontari della Mezzaluna Rossa ricevono una chiamata di emergenza. Una bambina di sei anni è intrappolata in un’auto sotto attacco dell’esercito israeliano e implora di essere salvata. Mentre cercano di tenerla al telefono fanno tutto il possibile per farle arrivare un’ambulanza. Il suo nome era Hind Rajab.

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The voice of Hind Rajab di Kaouther ben Hania

Commossa la regista tunisina Kawthar ibn Haniyya, che ha voluto dedicare il Leone d’Argento “alla mezzaluna rossa palestinese e a tutti coloro che stanno rischiando le vite a Gaza. Loro sono i veri eroi, è la voce di Gaza. Stanno cercando di ascoltare le grida di tutte le persone a cui nessuno ha dato risposta. La voce di continuerà a risuonare fino a quando giustizia non sarà fatta. Crediamo tutti nel potere del Cinema, è quello che ci ha portato qui e che ci dà il coraggio di raccontare storie che altrimenti rimarrebbero sepolte. Il Cinema non può oscurare le mostruosità commesse ma può conservare la sua voce e fare in modo che risuoni oltre i confini. La sua storia è la storia di un intero popolo che sta subendo un genocidio inflitto da Israele, che sta agendo con impunità. Chiedo che queste atrocità finiscano, basta. La nostra libertà non è completa senza la libertà dei palestinesi. Liberiamo la Palestina”.

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Proprio il genocidio in corso a Gaza ha caratterizzato l’intera cerimonia, con quasi tutti i premiati che hanno chiesto la fine dei bombardamenti da parte di Israele. Toni Servillo, Coppa Volpi come miglior attore per La Grazia di Paolo Sorrentino, ha voluto esprimere “tutta la mia ammirazione per coloro che hanno deciso di mettersi in mare, con coraggio, di raggiungere la Palestina e di portare un segno di umanità dove quotidianamente e in maniera crudele la dignità umana è vilipesa”. A fine cerimonia è stato mandato in onda un intervento di Pierbattista Pizzaballa, cardinale e patriarca cattolico latino di Gerusalemme, con un profondo legame con la Terra Santa e le popolazioni palestinesi, che ha chiesto a gran voce la fine dell’occupazione di Gaza. Doveroso anche l’omaggio a Giorgio Armani, da sempre profondamente legato al mondo del Cinema, con una lunga standing ovation per la presentazione del premio degli spettatori Armani Beauty andato a Calle Malaga di Maryam Touzani, che ha ancora una volta chiesto di porre fine all’invasione di Gaza.

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La Coppa Volpi femminile è invece andata all’attrice cinese Xin Zhilei per The Sun Rises on Us, che ha così battuto sia Emma Stone che Amanda Seyfried, entrambe in odore di nomination agli Oscar 2026, con l’Italia sugli scudi grazie anche a Gianfranco Rosi, che dopo il Leone d’Oro di Sacro Gra si è portato a casa il Premio speciale della giuria per il documentario Sotto le nuvole.

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Premio per la regia a Benny Safdie con The Smashing Machine, con Valérie Donzelli premiata per la miglior sceneggiatura di À pied d’œuvre. Premio Marcello Mastroianni a Luna Wedler, volto di Silent Friend di Ildikó Enyedi.

A bocca asciutta sono rimasti in tantissimi. Da Bugonia di Yorgos Lanthimos a Duse di Pietro Marcello,  passando per L’Étranger di François Ozon, Frankenstein di Guillermo del Toro, A House of Dynamite di Kathryn Bigelow, Jay Kelly di Noah Baumbach, Il mago del Cremlino di Olivier Assayas, The Testament of Ann Lee di Mona Fastvold e clamorosamente No Other Choice di Park Chan-wook, acclamato dalla critica. È abbastanza evidente, visto il palmares, quanto Alexander Payne, americano, possa aver influito sui film premiati.

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En El Camino, il regista David Pablos

Dopo aver vinto il Queer Lion 2025 il messicano En El Camino, che sarà prossimamente su IWONDERFULL Prime Video Channels e e in selezionati cinema con uscite evento, ha invece conquistato anche la sezione Orizzonti, vincendo il premio come miglior film.

Innanzitutto vorrei ringraziare i giurati per questo premio. Vorrei ringraziare il mio produttore perché è stato un alleato di questo progetto dall’inizio. Grazie a tutta la mia squadra per la passione, l’impegno e la loro fiducia. E poi sicuramente grazie ai miei attori per il modo in cui si sono donati in questo film e per aver creduto in me. En el camino si basa su qualcosa di molto personale per me ed è davvero meraviglioso vedere che ha colpito il cuore del pubblico. Grazie mille“, ha dichiarato il regista David Pablos nel ritirare il premio.

Benedetta Porcaroli, premiata come miglior attrice nella sezione Orizzonti con il film ‘Il rapimento di Arabella, ha infine voluto dedicare il riconoscimento “con tutto il mio amore, la mia stima, la mia riconoscenza agli amici della Flotilla per Gaza. Non è tutto finito, c’è un motivo valido per alzarsi la mattina e che si chiama umanità”.

PREMI VENEZIA 2025

Leone d’oro al miglior film: Father Mother Sister Brother di Jim Jarmusch
Leone d’argento – Gran Premio della giuria: The Voice of Hind Rajab di Kaouther ben Hania
Leone d’argento – Premio speciale per la regia: The Smashing Machine di Benny Safdie
Coppa Volpi per la migliore interpretazione maschile: Toni Servillo per La Grazia
Coppa Volpi per la migliore interpretazione femminile: Xin Zhilei per The Sun Rises on Us All
Premio Osella per la migliore sceneggiatura: À pied d’œuvre di Valérie Donzelli
Premio speciale della giuria: Sotto le nuvole di Gianfranco Rosi
Premio Marcello Mastroianni: Luna Wedler in Silent Friend di Ildikó Enyedi

Orizzonti

Premio Orizzonti Miglior Film: En el camino, regia di David Pablos
Premio Orizzonti Miglior Regia: Anuparna Roy, Songs of Forgotten Trees
Premio Speciale della Giuria: Harà Watan (“Lost Land”), Akio Fujimoto
Premio Orizzonti Miglior Interpretazione Femminile: Benedetta Porcaroli, Il Rapimento di Arabella
Premio Orizzonti Miglior Interpretazione Maschile: Giacomo Covi, Un Anno di Scuola
Premio Orizzonti Miglior Sceneggiatura: Hiedra, Ana Cristina Barragán
Premio Orizzonti Miglior Cortometraggio: Without Kelly, Lovisa Sirén

I premi della sezione Venezia Classici

Miglior Documentario sul cinema: Mata Hari, Joe Beshenkovsky e James A. Smith
Miglior Film Restaurato: Bashu, the Little Stranger, Bahram Beizai

I premi della sezione Venice Immersive

Gran Premio della giuria: The Clouds Are Two Thousand Meters Up, Singing Chen
Premio speciale della giuria: Less Than 5gr of Saffron, Négar Motevalymeidanshah
Premio alla migliore esperienza: A Long Goodbye, Kate Voet e Victor Maes

Altri riconoscimenti

Premio degli spettatori Armani Beauty: Calle Malaga, regia di Maryam Touzani
Premio Luigi De Laurentis Miglior Opera Prima: Short Summer, regia di Nastia Korkia

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