Vuole vendicare la morte di Charlie Kirk, arrestato dopo aver minacciato una strage in un bar LGBTQ+

Un uomo di 49 anni voleva sparare in un bar gay di Phoenix per vendicare Charlie Kirk.

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Treven Michael Gokey, 49 anni
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La polizia di Phoenix ha arrestato un uomo accusato di aver minacciato di aprire il fuoco in un bar LGBTQ+ locale per vendicare la morte di Charlie Kirk.

 

Minacce alla cominità LGBTQIA+ dopo l’omicidio di Charlie Kirk

Treven Michael Gokey, 49 anni, è stato arrestato mercoledì scorso con l’accusa di aver minacciato di sparare all’interno del Cruisin’ 7th, dicendo che “Charlie Kirk era un martire”, che lui “era un martire per Charlie Kirk” e  che “la violenza politica genera violenza politica“. Il 49enne è attualmente detenuto nel carcere della contea di Maricopa, con annessa cauzione di 250.000 dollari.

Gokey avrebbe dichiarato alla polizia, durante un controllo di sicurezza nel suo appartamento, che “la violenza della sinistra radicale genera una risposta di estrema destra“, citando proprio l’omicidio di Kirk e due sparatorie nelle scuole del Minnesota e del Tennessee. Ha poi affermato di “voler fare del male agli altri” per inviare un messaggio, usando diversi insulti per le persone transgender.

Un chiaro esempio di come la disinformazione della destra statunitense sulle stragi d’America compiute nel 98% dei casi da uomini cisgender e sulla mistificazione della realtà propagandistica che vede proprio l’ultradestra soffiare sul fuoco dell’odio e della retorica omobitransfobica, finiscano per dare forma a potenziali killer.

Alla luce dell’arresto, il Phoenix Pride ha dichiarato: “Siamo in costante contatto con i nostri partner per la sicurezza civica e pubblica e monitoriamo costantemente le potenziali minacce. Tuttavia, per essere chiari, il Phoenix Pride e la comunità LGBTQ+ e affini della Greater Phoenix non si lasceranno intimidire, mettere a tacere, reprimere o sottomettere“.

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Charlie Kirk trasformato in martire cristiano

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Charlie Kirk, ucciso l’attivista di destra

Kirk, podcaster conservatore co-fondatore di Turning Point USA, è morto dopo essere stato colpito da un colpo di arma da fuoco mentre conduceva uno dei suoi dibattiti “Prove Me Wrong” alla Utah Valley University. Le autorità hanno identificato e arrestato il ventiduenne Tyler Robinson, in relazione alla sparatoria. Per giorni i repubblicani d’America hanno incolpato la sinistra dell’omicidio di Kirk, nel frattempo tramutato in martire cristiano, se solo Robinson non fosse un 22enne bianco, cisgender, cresciuto in una famiglia conservatrice e appartenente ad un gruppo legato all’ultradestra.

Ai funerali andati in scena ieri in Arizona, in uno stadio tutto esaurito, Andrew Kolvet, portavoce di Turning Point Usa, ha definito Charlie Kirk “un profeta”. “Non del tipo che predice il futuro, ma del tipo biblico”. “Ha affrontato il male, proclamato la verità e ci ha chiamati a pentirci e a salvarci“.

Ma quanto avvenuto a Phoenix con la minaccia di Gokey non è affatto un unicum. La sede centrale del Comitato Nazionale Democratico a Washington, D.C. e diversi college e università sono state costrette ad evacuare o a chiudere dopo aver ricevuto minacce il giorno successivo all’omicidio di Kirk. Sebbene le forze dell’ordine non abbiano confermato le motivazioni di quelle minacce, i conservatori d’America alimentati da Trump hanno ampiamente attribuito la responsabilità dell’omicidio di Kirk alla “sinistra”, giurando vendetta ancor prima che l’identità del sospettato fosse nota. Un clima d’odio e di violenza che si ripercuote sulla comunità LGBTQIA+, sempre più sotto assedio.

© Riproduzione riservata.

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