Indiscusso protagonista della serie Boots, in odore di rinnovo da parte di Netflix vista la popolarità forse inaspettatamente raggiunta, Miles Heizer è tornato a parlare del proprio coming out e delle difficoltà vissute in prima persona, essendo cresciuto in una famiglia ‘molto conservatrice’.
Miles Heizer e il coming out in famiglia

Ex star di Tredici oggi 31enne, Heizer ha fatto pubblicamente coming out nel 2020, rivelando la storia d’amore con l’attore canadese Connor Jessup, all’epoca suo compagno da 18 mesi. Intervistato da Variety l’attore di Love, Simon ha confessato come la propria turbolenta storia di coming out abbia gettato le basi per le sue successive interpretazioni, spesso andate incontro a personaggi queer.
“Ho avuto una storia di coming out gay purtroppo molto classica. È stato un incubo, tutti erano sconvolti”. “Sono fortunato che a mia sorella, che è la mia migliore amica, non importasse nulla ed è stata molto presente. Gli amici intorno a me mi hanno supportato moltissimo e le cose sono migliorate molto da questo punto di vista con la mia famiglia nel corso degli anni. Ma all’epoca, avevo sicuramente ricevuto una vecchia educazione cristiana”.
Heizer ha fatto coming out pubblicamente a 19 anni, ma arrivarci non è stato sempre facile. Lui e sua sorella Moriah sono stati cresciuti dalla madre e dalla nonna in “una famiglia super conservatrice e religiosa“. Hanno vissuto in Kentucky prima di trasferirsi a Los Angeles quando Heizer aveva 10 anni per sostenere la sua carriera di attore.
Heizer è nato a Greenville, Kentucky, nel 1994. Fare coming out a quell’età non è stato semplice, ma trasferirsi insieme a loro a Los Angeles per sostenere la sua carriera di bambino prodigio ad appena 10 anni gli ha aperto le porte a un mondo diverso, fortunatamente più inclusivo e meno omofobo. Il suo primo ruolo arrivò ad appena 11 anni, con una singola apparizione in un episodio di CSI: Miami, nel 2005. La sua carriera è proseguita con piccoli ruoli in serie come Ghost Whisperer e Private Practice, prima di ottenere la parte di Drew Holt in Parenthood, che gli ha donato la popolarità. Dopo Parenthood il giovane Heizer ha interpretato diversi personaggi queer, fino ad arrivare all’exploit di Boots, in cui Miles interpreta un 17enne omosessuale che si arruola nei Marines degli Stati Uniti quando l’essere gay nell’esercito USA era ancora illegale.
Miles Heizer e l’esperienza Boots

La serie è tratta da “The Pink Marine“, il memoir di Greg Cope White, che si arruolò nei Marines nel 1979. “L’altro giorno un tizio è venuto da me in palestra e mi ha chiesto: ‘Sei quello di Boots?’ Ero nella Guardia Costiera e sono gay”, ha confessato Hozier a Variety. “Non ha avuto problemi, ma è bello sentire le persone raccontare le loro storie.”
A differenza di “The Pink Marine”, Boots è ambientata nel 1990 ed è arrivata su Netflix a pochi mesi dal divieto militare alle persone transgender imposto da Donald Trump. “Quando la serie ha iniziato le riprese [nel 2023], non credo che intendessimo trasmettere questo messaggio tanto rilevante per il servizio militare dei giorni nostri“, ha precisato Heizer. “Ma poi, ovviamente, mentre lo giravamo, tutte queste cose hanno iniziato ad accadere. È molto interessante che ‘Boots’ faccia luce su ciò che sta realmente avvenendo oggi, anche se la serie è ambientata nel 1990. È sconvolgente.”
Come scritto nei giorni scorsi, Hozier ha confermato che sarebbe pronto a tornare per una seconda stagione: “Ci sono molte storie da raccontare, dalle diverse esperienze di Greg nei Marines alla politica Don’t Ask, Don’t Tell, fino alla sua abrogazione”. “Lo farei per 10 stagioni se ce lo permettessero“.
Andy Parker, creatore di Boots, ha aggiunto al New York Times di essere stato un adolescente non dichiarato negli anni ’90. Proprio come il protagonista della serie Cope White anche lui decise di arruolarsi nei Marines durante l’era del “Don’t Ask Don’t Tell”.
“Penso che quello che stiamo cercando di fare è mettere in luce il costo personale di queste politiche”. “Possiamo vedere cosa succede a livello psicologico, spirituale ed emotivo alle persone che devono distorcere se stesse, mentire, isolarsi o essere emarginate da un’organizzazione che amano e da un Paese che vogliono servire.”
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