Chi l’ha detto che tra due uomini non ci possano essere carezze, abbracci e sguardi complici? Anche quest’anno il Grande Fratello sta infrangendo schemi ormai logori grazie al legame tra Omer e Mattia, protagonisti di un’amicizia tenera, spontanea e profondamente fisica che ha acceso il dibattito sui social.

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Omer e Mattia passano insieme gran parte delle giornate: si abbracciano, dormono vicini, scherzano e si cercano con naturalezza. Un’intesa che, nel contesto televisivo, appare quasi rivoluzionaria. In tempi in cui la vulnerabilità maschile è ancora vista con sospetto, vederli così affiatati ha fatto breccia nel cuore di molti telespettatori, specie in quelli attivi sui social.
Su X, le fancam ed i fotomontaggi (dove si baciano) si stanno moltiplicando. La loro “ship” ha ormai un hashtag ufficiale, e il momento in cui Omer si è sdraiato “a cucchiaio” accanto a Mattia ha fatto letteralmente esplodere X e TikTok. La spontaneità con cui i due giocano con l’affetto fisico è merce rara in un reality come il Grande Fratello.
Gesti affettuosi o pura strategia?
Fin qui, tutto meraviglioso. Se fosse davvero così. Perché accanto alla genuinità dei gesti si insinua un dubbio inevitabile: e se fosse queerbaiting?
Per chi non conoscesse il termine, il queerbaiting è una strategia mediatica in cui si suggeriscono allusioni o tensioni romantiche tra persone dello stesso sesso per attirare l’attenzione – soprattutto quella del pubblico LGBTQIA+ – senza però concretizzarle in un racconto autentico. È un gioco ambiguo che sfrutta la rappresentazione queer come mero strumento di marketing, e che alla lunga finisce per banalizzarla.
La vera coppia più shippata #mamer #grandefratello #rashmer pic.twitter.com/RupWktNXqR
— D – FLOTTA MAMER (@carinomacattivo) October 30, 2025
Nei reality show, questo meccanismo non è certo nuovo. L’industria sa bene che poche cose scatenano più entusiasmo online di due uomini che si coccolano davanti alle telecamere. Ma se dietro tanta complicità ci fosse solo una strategia per risollevare gli ascolti, il messaggio che arriva non sarebbe affatto liberante: sarebbe una presa in giro, tanto per il pubblico quanto per la comunità.

Affetto maschile o spettacolo etero-centrico?
Il confine tra un sentimento vero e il marketing è labile, ma cruciale. Se l’amicizia tra Omer e Mattia fosse autentica, sarebbe una bellissima pagina di televisione: due ragazzi che riscrivono l’immaginario della mascolinità, dimostrando che l’affetto non toglie virilità, ma la arricchisce. Sarebbe un segnale di libertà, e non di “debolezza”.
Ma quando il tutto appare orchestrato per far parlare – complice il montaggio, le inquadrature studiate e la spinta social – il rischio è che il gesto di vicinanza si trasformi in un messaggio svuotato, un modo per strizzare l’occhio al pubblico queer senza volerlo davvero rappresentare.

Queerbaiting: un problema anche per il reality
Chi usa la vicinanza tra uomini come “ambo buono” per alzare l’interesse momentaneo del pubblico non solo svilisce l’esperienza LGBTQIA+, ma toglie anche valore alla sincerità dei sentimenti sullo schermo. E così, invece di normalizzare l’affetto tra uomini, lo si riduce a trovata per racimolare qualche punto di share.
È MOLTO DI PIÙ DI UN’AMICIZIA ❤️#mamer #Rashmer #grandefratello pic.twitter.com/4bqbSi6yHx
— koala (@KoalaTheBest_) October 26, 2025
Omer e Mattia stanno scrivendo una pagina che potrebbe essere davvero significativa. La speranza è che dietro le coccole e gli sguardi ci sia qualcosa di vero e non l’ennesima trovata televisiva costruita per generare interazioni utili solamente allo show. Perché se fosse autentico, sarebbe stupendo. Ma se fosse solo queerbaiting, allora non fa bene a nessuno – né al reality, né alla comunità.
Simona Ventura affronterà l’argomento nel corso delle prossime puntate del Grande Fratello? Restiamo in trepida attesa!
CASUALMENTE OMER DOVEVA BACIARE MATTIA
(gli ha leccato l’orecchio, la nostra fanbase é a rischio estinzione)#grandefratello #mamer pic.twitter.com/CxQrkOFVsk— (@sorrysonobiondo) October 29, 2025
