Non c’è pace negli Stati Uniti per il matrimonio egualitario, da poco più di 10 anni ufficialmente legale in tutto il Paese grazie ad una sentenza della Corte Suprema. Il mese scorso proprio la Corte a maggioranza conservatrice si è rifiutata di esaminare il ricorso presentato da Kim Davis, l’ex funzionaria della contea di Rowan (Kentucky) diventata simbolo dell’opposizione religiosa ai matrimoni tra persone dello stesso sesso, condannata perché da responsabile dell’ufficio licenze matrimoniali si rifiutò di rilasciarne a coppie dello stesso sesso perché a suo dire violava la propria libertà religiosa.
Rifiutando il ricorso di Davis contro le nozze same-sex la Corte ha di fatto blindato la sentenza Obergefell del 2015, ma la partita potrebbe ora riaprirsi.
Dianne Hensley, la giudice che vuole cancellare il matrimonio egualitario
Venerdì scorso Dianne Hensley, giudice del Texas, ha intentato una causa contro la Commissione Statale sostenendo che la sentenza del 2015 che legalizzò il matrimonio egualitario a livello nazionale, Obergefell contro Hodges, sarebbe incostituzionale perché “subordina la legge statale alle preferenze politiche di giudici non eletti“. Secondo Hensley, si legge sul Texas Tribune, “la magistratura federale non ha l’autorità di riconoscere o inventare diritti costituzionali ‘fondamentali'”.
L’avvocato della giudice, Jonathan Mitchell, si è detto consapevole che i tribunali federali non hanno l’autorità di annullare il matrimonio egualitario, ma la speranza di Dianne Hensley è che il caso venga preso in carico dalla Corte Suprema degli Stati Uniti.
Hensley smise di celebrare matrimoni nel 2015, proprio in risposta alla sentenza Obergefell, affermando che celebrare nozze tra persone dello stesso sesso sarebbe stato incompatibile con la sua fede cristiana e conservatrice. L’anno successivo riprese a celebrare matrimoni per coppie eterosessuali, fornendo alle coppie dello stesso sesso che si rivolgevano al suo ufficio un elenco di officianti alternativi, alcuni dei quali si trovavano in altre diverse. In sostanza, Hensley vorrebbe poter celebrare solo matrimoni tra coppie eterosessuali. Nel 2018 la Commissione Statale ha avviato un’indagine nei suoi confronti, che si è conclusa l’anno successivo con un rimprovero e un avvertimento sulla sua possibile imparzialità in materia di orientamento sessuale. Secondo la Commissione, Hensley aveva infranto un canone di condotta giudiziaria, che vieta ai giudici di adottare comportamenti al di fuori del loro ruolo giudiziario che potrebbero comprometterne l’imparzialità. La giudice ha reagito presentando una causa contro la Commissione, accusandola di aver violato i suoi diritti ai sensi della legge texana sulla libertà religiosa, smettendo nuovamente di celebrare matrimoni.
Lo scorso ottobre la Corte Suprema del Texas ha riscritto il codice di condotta che Hensley ha violato, aggiungendo la seguente frase: “Non costituisce una violazione di questi canoni il fatto che un giudice si astenga pubblicamente dal celebrare una cerimonia nuziale basata su un sincero credo religioso“. In base alla norma, in sostanza, i giudici statali possono rifiutarsi di celebrare matrimoni tra persone dello stesso sesso.
A quel punto la Commissione statale ha precisato come la norma non autorizzi i giudici a continuare a celebrare matrimoni tra persone di sesso opposto, rifiutandosi di sposare coppie dello stesso sesso: “Il commento conferisce a un giudice solo l’autorità di ‘rinunciare’ alla celebrazione in base a un sincero credo religioso, ma non afferma che un giudice possa, allo stesso tempo, accogliere nel suo ufficio coppie eterosessuali per le quali si offre volontariamente di celebrare cerimonie nuziali“.
La nuova causa intentata da Hensley, scrive The Advocate, punta proprio ad annullare il matrimonio egualitario. Il suo avvocato Jonathan Mitchell, noto per aver elaborato il divieto di aborto del 2021 in riferimento alle tutele legali di Roe contro Wade, ha aggiunto: “L’intimidazione della Commissione nei confronti del giudice Hensley e il suo comportamento minaccioso nei confronti di altri giudici cristiani sono la conseguenza diretta della pronuncia della Corte Suprema nel caso Obergefell, secondo cui il matrimonio omosessuale è un diritto costituzionale”. “Non c’è nulla nel linguaggio della Costituzione che suggerisca anche solo lontanamente che il matrimonio omosessuale sia un diritto costituzionale”.
USA, il matrimonio egualitario per ora è salvo: la Corte Suprema rigetta il ricorso

