USA, il matrimonio egualitario per ora è salvo: la Corte Suprema rigetta il ricorso

Kim Davis si rifiutò di celebrare matrimoni omo per ragioni religiose. Da lì una lunga battaglia legale. Oggi la vittoria dell'America laica ed egualitaria.

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Un’ora fa la Corte Suprema degli Stati Uniti ha rifiutato di esaminare il ricorso presentato da Kim Davis, l’ex funzionaria della contea di Rowan (Kentucky) diventata simbolo dell’opposizione religiosa ai matrimoni tra persone dello stesso sesso. La decisione, arrivata senza commento, mantiene in vigore la condanna nei suoi confronti: oltre 360mila dollari tra risarcimenti e spese legali per le coppie discriminate nel 2015, dopo la storica sentenza Obergefell v. Hodges che ha legalizzato il matrimonio egualitario negli Stati Uniti. Proprio in questi giorni un sondaggio ha decretato che il 68% degli americani sostiene e supporta il matrimonio egualitario. Pochi giorni fa invece la stessa Corte Suprema ha dato ragione a Trump che ha ordinato la sospensione immediata dei passaporti che riconoscano identità di genere non binaria.

Il caso che avrebbe potuto indurre alla messa in discussione del matrimonio egualitario vedeva Davis, allora responsabile dell’ufficio licenze matrimoniali, rifiutarsi di rilasciare certificati anche a coppie eterosessuali pur di non firmare licenze per coppie dello stesso sesso.  La donna sosteneva che ciò avrebbe violato la sua libertà religiosa. Dopo aver ignorato un ordine del tribunale, Davis fu dichiarata “in oltraggio alla corte” e detenuta per sei giorni. Nel frattempo le coppie riuscirono comunque a sposarsi, e il Kentucky modificò la legge per rimuovere il nome del funzionario dai moduli.

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Il caso è proseguito negli anni, con Davis che invocava il Primo Emendamento come scudo dalle responsabilità civili. La Corte d’Appello del 6° Circuito ha respinto la sua difesa a marzo 2024, e l’ultimo tentativo davanti ai giudici supremi era stato interpretato da alcuni osservatori come un possibile banco di prova per la sorte di Obergefell, soprattutto dopo la sentenza del 2022 che ha annullato Roe v. Wade (aborto).

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La Corte è oggi a maggioranza conservatrice (6-3) e alcune dichiarazioni passate, in particolare del giudice Clarence Thomas, avevano alimentato timori di una revisione del matrimonio egualitario. Tuttavia, nessun giudice ha chiesto di accogliere l’appello Davis. Recenti prese di posizione pubbliche dei giudici Samuel Alito e Amy Coney Barrett hanno inoltre lasciato intendere che, pur criticando nel merito la sentenza del 2015, la Corte non appare pronta a riaprirne il perimetro. Il rifiuto odierno non crea un precedente, ma conferma che Obergefell resta in vigore.

Restano però segnali di tensione nello scenario neo-autoritario e repressivo dell’Amministrazione Trump: negli ultimi mesi la Corte ha autorizzato restrizioni alle cure per minori trans, ha lasciato in vigore il divieto per persone trans di servire nelle forze armate e ha permesso il ripristino del sesso assegnato alla nascita nei passaporti.

L’appello Davis, dopo lunghe peripezie, si chiude dopo dieci anni. Per la Corte Suprema, la battaglia sul matrimonio egualitario non si riapre. Almeno per ora.

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