Il Pentagono ha ufficialmente chiesto a un sexy shop del Canada di interrompere immediatamente la spedizione di sex toys ai militari in missione.
A denunciare il tutto Grace Bennett, fondatrice del sex shop online Bonjibon che ha condiviso la bizzarra e a dir poco esilarante esperienza con i proprio follower social, rivelando come la sua piccola attività canadese sia finita nel mirino del Dipartimento della Difesa statunitense. Il motivo? Un plug anale e un vibratore, segnalati durante il controllo postale presso una base della Marina Militare in Bahrein.
“Ho ricevuto due lettere firmate dal Dipartimento della Difesa per conto del Regno del Bahrein… sono furiosa perché i loro soldati hanno ordinato sex toys piccanti dalla mia attività.”
In Bahrain l’omosessualità è depenalizzata per i rapporti consensuali tra adulti (sopra i 21 anni) dal 1976, ma non esistono leggi contro la discriminazione e le persone LGBTQ+ affrontano discriminazione, molestie e restrizioni.
Guerra ai Sex Toys
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Bennett sostiene che non aveva idea che gli articoli ordinati fossero destinati al Bahrein, dove la pornografia e i dispositivi per adulti sono severamente vietati dalle leggi locali. I prodotti sarebbero stati infatti spediti a un indirizzo statunitense e solo successivamente inoltrati ai militari americani di stanza all’estero. La corrispondenza ufficiale, inviata da una base della Marina statunitense in Bahrein, è in tal senso netta. Con l’oggetto “Articolo per adulti identificato durante lo screening postale a raggi X“, la lettera precisa che “materiali o dispositivi pornografici non sono ammessi nel Regno del Bahrein”. Gli articoli confiscati sono stati restituiti a Bennett, insieme alla richiesta di bloccare ogni tipo di spedizione, mentre gli acquirenti sono stati rimborsati.
“Categorizzano letteralmente questi beni come un pericolo immediato per la vita o l’incolumità fisica, o un pericolo immediato e sostanziale per la proprietà“, ha sottolineando ridendo Bennett, nel leggere la lettera del Pentagono. La donna ha chiarito che Bonjibon non spedirà più alle truppe di stanza in Paesi in cui simili articoli sono vietati. “Per tutti i soldati americani di stanza all’estero, in particolare quelli di stanza in paesi in cui le buone vibrazioni potrebbero essere illegali, non potete ordinare da Bonjibon“. Bennett ha incorniciato i documenti ufficiali arrivati dal Pentagono nel proprio ufficio, definendo l’incidente come uno dei momenti più divertenti da quando ha avviato la sua attività.
“Mi dispiace tanto per i soldati all’estero”. “So che è un viaggio lungo e solitario. Ma non possiamo intraprendere questo viaggio con voi“.
Sui social c’è chi ha fatto facile ironia su chi possa aver comprato on line plug anale e vibratore, tra i militari in missione, dimenticando probabilmente che esistono anche donne soldato, nonché mogli e/o partner dei militari in servizio che possono vivere all’interno della base o nelle vicinanze.
