Ha strappato il pass per Milano Cortina solo pochi giorni fa Kevin Aymoz, 28enne pattinatore francese che ha vinto per ben sette volte il titolo di campione nazionale e ora punta alla sua 2a Olimpiade dopo il 12° posto ottenuto nel 2012, a Pyeongchang.
L’Olimpiade dell’Orgoglio per Kevin Aymoz
Nell’estate del 2021 Kevin ha fatto coming out nel documentario intitolato Faut qu’on parle, su MyCanal. 5 anni dopo sarà a Milano Cortina per rappresentare con orgoglio la Francia e “dare maggiore visibilità alla comunità LGBT+” in uno sport d’élite. “Voglio rappresentare il nostro sport, il pattinaggio artistico, ma anche dare maggiore visibilità alla comunità LGBT+ e affrontare i problemi di salute mentale, perché due anni fa ho attraversato momenti molto difficili, al punto che volevo smettere di pattinare. Tuttavia, sono riuscito a ricostruire la mia vita“, ha dichiarato Kevin Aymoz, in passato sincero nel confessare la fatica del pattinaggio artistico, fisica e mentale, tanto da logorarti dentro.
Le fatiche di uno sport massacrante
“In questo momento penso solo che sono 20 anni di lavoro, come se il pattinaggio artistico mi avesse mangiato quasi tutta la vita. Non ho ricordi della mia vita prima del pattinaggio”, confessò nel 2022, dopo essere a pezzi dalla pandemia.
“Ero super stressato. È stato orribile. Ero seduto sulla sedia e tremavo. Non lo so. Mi piaceva solo essere sul ghiaccio dopo tutto quello che è successo quest’anno. E volevo solo godermi il momento. È stata una stagione dura. Il mio corpo stava andando a pezzi, avevo infortuni ovunque; è stato orribile. Ero come senza casa, impotente, mi sono sentito completamente perso durante l’anno del Covid. Sono stato lontano dal mio centro di allenamento per 18 mesi. Subito dopo, il mio corpo ha iniziato a cadere a pezzi e ho pensato ‘No’. Ho versato sangue e lacrime durante l’allenamento; è stato difficilissimo. Ma oggi è il raggiungimento di un obiettivo di vita, come un sogno d’infanzia, essere sul ghiaccio. Oggi ero super stressato, ma non avevo obiettivi; pensavo solo ‘Ok, oggi goditi il momento’ ed è stato fantastico”.
Un comimg out per vivere meglio
Il coming out sotto forma di documentario è stato casuale per Kevin, ma liberatorio: “Quando i dirigenti mi hanno contattato mi hanno chiesto se volessi partecipare a un progetto che cercasse di contribuire ad aprire il dibattito sull’omosessualità nello sport. Per me è sembrato naturale dire di sì, ma mi sono preso uno o due giorni per pensarci. Poi sono tornato da loro e ho accettato. Mi hanno seguito per diversi mesi. Abbiamo fatto un’intervista molto lunga dopo una sessione di allenamento: abbiamo parlato per tre o quattro ore. Mi hanno fatto un sacco di domande e, alla fine, mi sentivo esausto e vuoto. Come ho detto ai registi: quando ho fatto coming out per la prima volta avevo messo una benda su una ferita. Ma ora, con questo documentario, parlarne pubblicamente e liberarmi mi ha dato l’opportunità di togliere quella benda e lasciare respirare la ferita. E non c’è più ferita. Era finita. Mi ha fatto sentire bene. E se ha aiutato altre persone, aiuta anche me a sentirmi meglio.”
L’omofobia social a cui rispondere con un’Olimpiade da protagonista
Aymoz arriva alle Olimpiadi di Milano Cortina con un recente e fastidioso infortunio al piede, che gli ha impedito di allenarsi come avrebbe voluto. “Ma non solo“, ha scritto su Instagram. “Ho dovuto affrontare le critiche online, l’odio gratuito, gli attacchi legati alla mia identità. Questo tipo di violenza è invisibile agli altri, ma altrettanto estenuante. È stata dura. Ho sofferto e ho dubitato di me stesso. E il risultato non è stato quello che speravo. Ma lo sport è anche questo! Si tratta di accettare che non sarai sempre pronto quando vorrai esserlo. Si tratta di superare le tempeste, anche nel momento peggiore. Si tratta di capire che il percorso non è lineare e che le sfide fanno parte della storia. Oggi voglio dire una cosa importante: sto bene! Sto bene perché so dove sto andando, so chi sono e ho una squadra, amici e una famiglia intorno a me che mi sostengono. E soprattutto, sono più motivato che mai!!! Mi sono già ripreso e mi riprenderò di nuovo. Ho ripreso ad allenarmi con una mente più lucida, una rinnovata motivazione e una nuova sfida… prossima fermata, Milano!”.
E che Olimpiade sia per Kevin Aymoz, con un potenziale podio da dedicare agli odiatori di professione.
