Due icone dello sport come Megan Rapinoe e Sue Bird hanno pubblicamente criticato le nuove regole del Comitato Olimpico Internazionale (CIO) che hanno ufficialmente escluso le donne transgender e intersessuali dalle competizioni di élite.
Megan Rapinoe e Sue Bird contro il CIO a trazione trumpiana

Rapinoe e Bird, fidanzate da quasi 10 anni, ne hanno parlato all’interno dell’episodio del 3 aprile del loro podcast A Touch More, registrato in occasione della Giornata della Visibilità Trans. Rapinoe, 40enne ex calciatrice medaglia d’oro olimpica, due volte vincitrice della Coppa del Mondo nonché Pallone d’oro e Scarpa d’oro femminile, ha preso di petto la decisione del CIO di reintrodurre il test genetico obbligatorio SRY per tutte le atlete, costringendo così le persone trans e intersessuali a competere nella categoria maschile.
“Sappiamo già che la biologia, per quanto vorremmo che fosse perfetta, pulita e ordinata, non lo è. Lo sappiamo”. “Quindi ora stiamo sottoponendo tutte le donne e tutte le persone che si identificano come donne, a questo test estremamente invasivo che, a mio avviso, significa semplicemente: ‘Oh, stiamo cercando di ridurre il numero di atlete a un certo tipo di donna’. È questo che stiamo facendo? Questo è il vero obiettivo.”
Rapinoe ha puntato il dito anche contro il titolo dato al nuovo regolamento, “Protezione della categoria femminile“, dicendosi “incredula, perché non ha nulla a che fare con la protezione delle donne”. “Credo che due persone che hanno giocato ai massimi livelli in ogni competizione possibile non siano d’accordo con questa decisione e non abbiano mai pensato che questo fosse un problema.”
Alcuni studi, tra cui uno finanziato in parte dallo stesso CIO, avevano rimarcato come le capacità atletiche delle donne trans siano generalmente più paragonabili a quelle delle donne cisgender che a quelle degli uomini cisgender, dopo un anno o più di terapia ormonale. Il CIO ha però ora affermato che questa nuova norma sia figlia di imprecisati “dati scientifici ed è stata guidata da esperti medici“, a tal punto da richiedere cambiamenti necessari per “garantire l’equità e tutelare la sicurezza” delle atlete.
“Il CIO presenta tutto questo come se fosse basato sulla scienza, ma non è così. E questo, in definitiva, impedirà solo ad alcune atlete di competere nella categoria femminile, perché a loro avviso goderebbero di un vantaggio sleale. È davvero odioso“, ha proseguito Rapinoe, che ha accusato il CIO di “totale acquiescenza all’amministrazione Trump e alla politica conservatrice di estrema destra che sta scatenando un’ondata di odio contro una piccola percentuale di persone che cercano semplicemente di vivere la propria vita. È orribile e ne sono profondamente disgustata“. “Hanno perso la battaglia sul matrimonio gay e su tutte queste questioni, quindi è come se dicessero: “Condurremo questa campagna per anni solo per odiare le persone transgender”, che rappresentano una percentuale così piccola della popolazione. Quando si parla di sport, la percentuale è davvero minima. È come infilare un ago nel filo più stretto possibile“.
Bird, 45enne ex cestista cinque volte medaglia d’oro olimpica con la nazionale di basket femminile degli Stati Uniti, si è detta d’accordo con la compagna. “Quello che viene presentato come un problema enorme – “dobbiamo proteggere le donne!” – non lo è. Si tratta di allarmismo. Avete tirato in ballo l’amministrazione [Trump] per ottenere voti, ecco cos’è. È sempre stato così, secondo me“.
In vista di Los Angeles 2028 il CIO ha reintrodotto quei test genetici del sesso che lo stesso CIO aveva eliminato nel 1996 dopo che gli scienziati hanno espresso preoccupazioni circa la loro accuratezza e invasività. Il genetista Andrew Sinclair, ovvero uno degli studiosi che ha scoperto il gene SRY, situato sul cromosoma Y e responsabile dell’attivazione dello sviluppo sessuale maschile durante la fase embrionale, ha precisato come sia “sbagliato” utilizzare il gene “per escludere le atlete dalle competizioni”.
Una coalizione di 90 gruppi sportivi e per i diritti umani aveva esortato il CIO ad abbandonare i propri piani, perché il cambiamento delle regole “farebbe regredire lo sport femminile di 30 anni“. Ma a prevalere è stata la linea della neo presidente Kirsty Coventry, che si è sempre detta contraria alla partecipazione olimpica delle atlete trans, se solo in tutta la storia ce ne sia stata soltanto una, ovvero la neozelandese Laurel Hubbard, sollevatrice pesi neozelandese eliminata al primo turno dei Giochi Olimpici di Tokyo nel 2021. Alla vigilia delle Olimpiadi di Los Angeles 2028, già ribattezzate le Olimpiadi di Donald Trump, il CIO ha annunciato il proprio divieto definitivo, facendo leva su presunti studi scientifici ad oggi non ancora resi pubblici.
