Edoardo Purgatori, chi è l’attore di Brokeback Mountain: “Nessuno ha il diritto di imporre l’orientamento dei sentimenti”

Dalla formazione internazionale al teatro come baricentro: chi è Edoardo Purgatori, protagonista di Brokeback Mountain e Premio Teatro ai Rainbow Awards 2026.

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Edoardo Purgatori, ph: @thefalsepaolopalmieri
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Edoardo Purgatori è un attore romano, classe 1989, figlio del giornalista e sceneggiatore Andrea Purgatori. Ha costruito una carriera che attraversa teatro, cinema e televisione seguendo una linea coerente e matura. Il suo percorso professionale si fonda su una formazione internazionale e su una ricerca attoriale orientata alla profondità emotiva. Negli ultimi anni, il suo lavoro teatrale – in particolare Brokeback Mountain – ha contribuito a ridefinirne il profilo pubblico e artistico.

Edoardo Purgatori

Edoardo Purgatori, chi è: la formazione internazionale

Cresciuto in un contesto culturale cosmopolita, Edoardo Purgatori frequenta la Scuola Tedesca di Roma prima di trasferirsi nel Regno Unito e studiare alla Oxford School of Drama. Un passaggio che incide in modo strutturale sul suo metodo, che mette al centro rigore, centralità del testo, ascolto dell’altro attore e attenzione al corpo come strumento narrativo. A questo periodo seguono perfezionamenti tra Roma e l’estero, inclusi workshop e un’esperienza a New York.

Ripensando agli inizi, Purgatori ha raccontato con ironia che l’ingresso nel teatro non nasce da una vocazione immediata: “Io ho iniziato a fare l’attore perché ero molto timido. Mi piaceva una ragazza a scuola che faceva teatro e per colpirla ho deciso di provarci anch’io. Alla fine, lei mi ha dato il palo (ride, ndr), ma io mi sono innamorato del teatro: non poteva capitarmi niente di più bello”, ha raccontato in un’intervista a Virgilio.it.

Da quell’innamoramento prende forma un percorso di studio continuo, che l’attore non ha mai considerato un sacrificio: “Il vero sacrificio è stare fermo nove mesi senza lavorare, cercando di non impazzire nel frattempo. Lo sforzo, semmai, è resistere proprio in quei momenti di pausa forzata”.

 

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La televisione e l’incontro con il grande pubblico

La notorietà arriva con la serialità televisiva, in particolare con Un medico in famiglia, dove interpreta Emiliano Lupi per più stagioni. È il primo contatto con una popolarità, che Purgatori vive come una fase di apprendimento più che come un traguardo.

Ricordando con piacere quell’esperienza, ha spiegato: “Ho lavorato per sette mesi su un set con attori pazzeschi, con carriere incredibili. Ho imparato tanto. Per me è stato un momento molto fortunato e molto felice della mia vita”.

Col tempo, però, matura una distinzione netta tra popolarità e successo: “Che significa popolarità? Beh, forse che qualcuno ti possa riconoscere […] A me interessa di più il successo. E non inteso come fama. Per me successo oggi significa essere dove sono, poter raccontare la storia di un personaggio come quello che sto facendo ora: è molto più importante dell’essere popolare”.

Il cinema: versatilità e continuità

Parallelamente alla televisione, Purgatori sviluppa un percorso cinematografico articolato. Partecipa a To Rome with Love, esperienza che lo inserisce in un contesto internazionale, e lavora poi con alcuni dei principali autori del cinema italiano contemporaneo: La dea fortuna, Freaks Out, Siccità.

Guardando alla propria filmografia, Purgatori ha più volte sottolineato come il riconoscimento non coincida con la presenza accanto a un “grande nome”: “Io penso che l’identità dell’attore non venga da fuori; la si ha dentro. E, se la si cerca negli altri (nel grande regista che ti sceglie, nella produzione importante), ci si sta raccontando una bugia. Ho sempre avuto lo stesso approccio, la stessa dedizione e la stessa cura: dallo spettacolino mattutino nelle scuole al grande set. Non ho mai detto: ‘Quando sarò preso da un regista famoso, allora sarò un attore’. No […] L’identità di attore si costruisce così: giorno per giorno, progetto per progetto”.

Il teatro come baricentro artistico

Nonostante cinema e televisione, il teatro resta il centro del suo percorso. Nel 2016 fonda la compagnia La Forma dell’Acqua, dando avvio a una ricerca continua sulla scena e sulla drammaturgia. È qui che Edoardo Purgatori sperimenta ruoli complessi, spesso segnati da conflitti interiori, e affina una presenza scenica basata sulla misura.

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Il suo rapporto con il palco è legato all’idea di allenamento: “È come nello sport. Se fai sparring in palestra, ti stai preparando per il match. Non puoi improvvisare quando sali sul ring”.

“Brokeback Mountain”: Ennis, paura e desiderio

Edoardo Purgatori e Filippo Contri in Brokeback Mountain
Edoardo Purgatori e Filippo Contri in Brokeback Mountain

Il progetto che più sintetizza la sua maturità artistica è Brokeback Mountain, portato in scena nella versione teatrale A play with music. Purgatori interpreta Ennis accanto a Filippo Contri, con Malika Ayane sul palco con musica dal vivo.

Parlando del personaggio, Purgatori ha spiegato: “Nel caso di Ennis, quello che per me rappresenta il cuore del personaggio è l’amore spropositato che prova per Jack, un amore enorme, ma vissuto con una paura ancora più grande”. Una paura che, spiega, nasce da un trauma profondo – che riguarda la paura del padre e il timore di essere scoperto – e dal terrore reale della violenza omofobica: “In quegli anni potevi essere ammazzato per una relazione omosessuale”.

Parlando a La Repubblica del ruolo condiviso con Filippo Contri, lo ha definito “una fortuna”, ed ha aggiunto: “Vidi il film 20 anni fa, e uscii devastato dal cinema per la bellezza di quella storia d’amore di due esseri umani. Capisco profondamente il mio Ennis, dietro la sua stoicità e vulnerabilità. Sono felice di raccontare questa vicenda di due uomini dai 19 ai 40 anni a nuove generazioni, specialmente in questo periodo storico. Nessuno ha il diritto di imporre l’orientamento dei sentimenti”.

Il Premio Teatro ai Rainbow Awards 2026

Proprio insieme a Filippo Contri, Edoardo Purgatori riceverà il Premio Teatro in occasione dei Rainbow Awards 2026 in scena il 2 febbraio al Teatro Brancaccio di Roma. Un riconoscimento importante – riservato anche a Malika Ayane, che con i due attori ha condiviso lo stesso palcoscenico – per lo spettacolo di Brokeback Mountain.

La motivazione parla di “un’interpretazione intensa che trasforma il palcoscenico in racconto emotivo e necessario”, sottolineando il valore culturale dello spettacolo nel contesto contemporaneo.

La perdita del padre e il rapporto con il tempo oggi

La scomparsa di Andrea Purgatori nel 2023 segna un punto di svolta personale. In più occasioni Edoardo ha raccontato come quella esperienza abbia cambiato il suo sguardo sulla vita: “Quando ti dicono che hai poco tempo, impari a dilatarlo e godere di ogni istante. Quel periodo mi ha fatto cambiare il rapporto con il tempo, con la vita e con le persone a cui tengo”, ha raccontato a Verissimo.

La fragilità del padre diventa una lezione di umanità: “Vederlo così fragile mi ha dato la forza di non avere paura della sua morte”. E anche una spinta a ridefinire il senso del suo lavoro: “Quando è morto, c’è stato un momento in cui mi sono chiesto se volessi davvero fare l’attore. Quando ho messo in dubbio questa certezza, ho trovato delle motivazioni diverse, più mie, più profonde, più vere”.

Oggi Edoardo Purgatori descrive il proprio equilibrio come un’oscillazione continua: “Mi piace oscillare tra la tristezza e la felicità. Non cerco di attaccarmi troppo né ai momenti felici, né a quelli tristi. Me li godo entrambi, oscillando. Non cerco più uno stato fisso delle cose. Mi godo il fatto di oscillare”. Un’attitudine che si riflette nella scelta dei ruoli e nel modo di stare in scena.

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