Se a metà giugno il capolavoro di Ang Lee tornerà nei cinema d’America per festeggiare il ventennale, Brokeback Mountain arriva ora nei teatri d’Italia in una versione musical.
Tratto dal celebre racconto breve di Annie Proulx, con adattamento di Ashley Robinson e musiche di Dan Gillespie Sells, il Brokeback Mountain nostrano sarà diretto da Giancarlo Nicoletti, con tre protagonisti d’eccezione. Edoardo Purgatori e Filippo Contri negli abiti che furono di Jake Gyllenhaal ed Heath Ledger, e Malika Ayane.
L’adattamento teatrale di Brokeback Mountain

Dopo il successo ottenuto a Londra con protagonisti Mike Faist, visto in “West Side Story” e “Challengers”, e Lucas Hedges di “Manchester by the Sea”, Brokeback Mountain sbarca nel nostro Paese grazie ad una produzione teatrale con musiche dal vivo. Un’intima “play with music” in cui i brani originali di Dan Gillespie Sells saranno interpretati proprio da Malika Ayane, già vista a teatro con l’adattamento di Cats, e una live band.

Edoardo Purgatori, volto di Ferzan Ozpetek visto in “Le Fate Ignoranti – la Serie” e “Diamanti”, sarà Ennis, mentre Filippo Contri, ex GF che ha preso parte alla serie Vita da Carlo e al film a tematica LGBTQIA+ Amici per Caso, sarà Jack. Annie Proulx, autrice del racconto originale, ha definito “profondamente commovente” l’adattamento teatrale di Ashley Robinson che ha riscosso non poco successo nel Regno Unito.

Le parole del regista Giancarlo Nicoletti

“Portare Brokeback Mountain a teatro rappresenta per me un esercizio di sottrazione e di fiducia“, ha confessato il regista teatrale Giancarlo Nicoletti. “Fiducia nella struttura narrativa del testo, nella potenza emotiva dei personaggi e soprattutto nella capacità del linguaggio teatrale – contaminato da altri codici espressivi – di restituire una storia che, pur ancorata a un preciso contesto geografico e temporale, possiede una portata universale ed è in grando di parlare in modo diretto, profondo, quasi istintivo, alla pancia e al cuore di chi guarda. L’impianto registico vuole fondarsi, allora, sull’idea che l’essenzialità possa essere, al contempo, valore drammaturgico e cifra stilistica: la storia di Ennis e Jack non ha bisogno di sovrastrutture, in quanto racconto lineare e profondo, che ci interroga su temi come l’identità, il desiderio, il tempo, la perdita. La volontà è di affidarsi pienamente alla qualità degli interpreti, alla direzione attoriale e alla forza espressiva della musica dal vivo, che diventa elemento drammaturgico centrale. Una musica che non accompagna, ma struttura, in grado di creare paesaggio, clima emotivo, respiro interno. La sfida è quella di pensare Brokeback Mountain non come una montagna, ma come un luogo dell’anima“, ha continuato Nicoletti. “Un dispositivo scenico, allora, al servizio della storia, che la reinventi con il mezzo teatrale, tenendo ben presente e dimenticando, allo stesso tempo, la fortunata versione cinematografica. Una messinscena aperta e ibrida, in cui l’intreccio tra linguaggio teatrale e musicale e l’uso di videocamere dal vivo sia in grado di moltiplicare i piani di lettura, restituendo gli occhi di un’intimità possibile, entrando nei dettagli, nei gesti più piccoli, in una dimensione quasi “invisibile” che il teatro a volte fatica a cogliere. Uno spazio scenico lontano da ricostruzioni naturalistiche, ma che possa trasformarsi in luogo evocativo, attraversabile, in grado di mutare e accogliere la dimensione emotiva della narrazione. La “vastità” dei luoghi – così centrale nel racconto originale – viene allora affidata alla musica, ai giochi di luce, alla suggestione teatral – cinematografica, in uno spazio in costante trasformazione, che si dilata e contrae, facendosi intimo o aprendosi all’orizzonte, in relazione diretta con ciò che accade tra i corpi in scena. Nessun confine tra interno ed esterno, tra paesaggio e spazio mentale: tutto deve essere potenzialmente permeabile e interconnesso. Nel desiderio, infine, di portare in scena un lavoro che indaghi la relazione tra intimità e distanza, tra spazio privato e spazio sociale, tra ciò che è visibile e ciò che resta celato; un’esperienza di cui il pubblico non sia solo spettatore, ma parte del processo emotivo, interrogandosi su ciò che resta, che non si dice, che si perde o che si conserva dentro. Non uno spettacolo “sul” desiderio, ma che “del” desiderio restituisca la vibrazione, il movimento, la presenza silenziosa; lasciando che, per un momento, ciò che accade in scena risuoni come qualcosa di familiare, pur se lontano. Come una montagna, appunto, che non si può dimenticare“, ha concluso il regista.

Brokeback Mountain è ambientato nel Wyoming del 1963, in un’America rurale di estrema povertà fatta di piccoli villaggi e popolata da sparute comunità retrograde. Quando i diciannovenni Ennis e Jack accettano un lavoro da pastori su una montagna isolata, le loro certezze di vita cambieranno per sempre, segnando le loro vite con un amore irrefrenabile e nascosto lungo vent’anni.
Lo spettacolo debutterà a Ottobre 2025 e proseguirà il suo tour nazionale fino a Gennaio 2026, toccando numerose città italiane. Dopo l’anteprima al Teatro Goldoni di Bagnacavallo, la prima nazionale è attesa al Teatro Alfieri di Torino dal 24 al 26 Ottobre; fra le altre città che ospiteranno lo spettacolo: Milano – Teatro Carcano (10/14 Dic), Lecce – Teatro Apollo (8/9 Nov), Ferrara – Teatro Comunale (28/30 Nov), Bologna – Teatro Duse (5/7 Dic), Genova – Teatro Ivo Chiesa (16/17 Dic), Vicenza – Teatro Comunale (20/21 Dic), Reggio Calabria – Teatro Cilea (3 Gen), Cosenza – Teatro Rendano (4 Gen), Faenza – Teatro Masini (7/9 Gen).
Le scene sono firmate da Alessandro Chiti, i costumi da Giulia Pagliarulo e il disegno luci da Giuseppe Filipponio. La live band che accompagnerà Malika Ayane è diretta da Marco Bosco, ed è composta dallo stesso Bosco (piano), Paolo Ballardini (chitarre) e Massimiliano Serafini (basso e contrabasso).


