Dopo l’esperienza dello scorso anno accanto a Rose Villain, Chiello torna sul palco dell’Ariston come concorrente in gara di Sanremo 2026. Lo fa con uno stato d’animo rilassato e con la sensazione che il momento sia quello giusto. Il brano scelto per il Festival, “Ti penso sempre”, rappresenta per lui un passaggio importante, sia sul piano artistico sia su quello personale.
Durante la conferenza stampa, ha spiegato anche per quale motivo ha voluto Morgan al suo fianco durante la serata dedicata alla cover di venerdì sera.

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Perché Chiello ha scelto Morgan per la serata delle cover di Sanremo 2026
L’artista racconta di vivere questa partecipazione con serenità, quasi come se tutto stesse andando nella direzione giusta. Il pezzo gli trasmette “giuste sensazioni” e, secondo lui, “possa arrivare a tutti”. Il rapporto con la competizione resta molto distante dal suo modo di vivere la musica. Lo dice senza giri di parole:
“Non me la vivo proprio la competizione, non mi interessa. Spero di arrivare all’ultimo posto. Quello che mi interessa è andare in sala e suonare, stiamo sempre lì, suoniamo, mi basta”.
Il palco dell’Ariston resta comunque un luogo simbolico. Chiello parla con rispetto di chi lo ha preceduto, ricordando i suoi riferimenti musicali storici come Tenco e Lucio Battisti. Su ciò che porterà in scena durante l’esibizione mantiene il riserbo: “Sarà una sorpresa”.
Nato nel 1999 con il nome Rocco Modello, Chiello è originario di Venosa, in provincia di Potenza. L’identità lucana resta una parte importante del suo percorso personale e creativo. Dopo un passato legato alla trap, il cantautore ha progressivamente spostato il suo linguaggio musicale verso territori più alternativi e cantautorali.
Il 20 marzo pubblicherà il nuovo album “Agonia”, progetto da cui nasce anche la proposta sanremese. Il disco è scritto dallo stesso Chiello e composto insieme a Tommaso Ottomano, Saverio Cigarini, Fausto Cigarini e Matteo Pigoni. Subito dopo l’uscita partirà il Club Tour 2026, con debutto ad aprile da Padova.
Il titolo del disco anticipa già il mondo emotivo del progetto. Chiello racconta la scelta del termine con grande lucidità:
“Agonia mi piaceva come parola, è molto esistenziale. Penso che si leghi bene al concept del disco. Ma Agonia non è intesa solo come dolore, ma proprio nel senso originario della parola, ovvero di lotta, lotta interna, stato di transizione, diciamo, vivere dentro un conflitto”.
Secondo l’artista, questo stato emotivo rappresenta il filo conduttore del lavoro. È il centro attorno a cui ruotano tutte le tracce. L’album nasce a Minneapolis, anche per la presenza del Pachyderm Studio, luogo dove sono stati registrati dischi molto amati dal team creativo.
Sul tono generale del disco aggiunge:
“È triste ma non disperato, direi consapevole del dolore, che mi sembra un concetto più profondo”.
La copertina dell’album è una fotografia di Todd Hido tratta dal progetto “House Hunting”. La raccolta alterna immagini a colori e in bianco e nero e racconta paesaggi suburbani americani.
Chiello spiega il legame emotivo con queste immagini:
“Questo fotografo mi piace molto e mi piaceva questo concetto delle case desolate in mezzo al nulla, con questa luce fioca, perché comunque si parla di scenari notturni. Ho pensato che l’atmosfera si legasse bene con la musica”.
Il riferimento alle case diventa anche simbolico. Per l’artista rappresentano storie nascoste e non raccontate:
“C’è un senso di solitudine che racconta, vedi più la storia che c’è dietro che l’aspetto visivo. È il mio mondo”.
Le influenze musicali, dagli anni Duemila agli Strokes
Nel nuovo materiale emergono suoni legati alla scena indie e alternative degli anni Duemila. Tra le influenze ci sono gli Strokes e molte band scoperte negli ultimi anni grazie al lavoro con la sua band:
“Molti me li hanno fatti scoprire i ragazzi della band. Non so come mi siano arrivate di preciso queste nuove sonorità. Ha iniziato ad affascinarmi tutto quel mondo lì, e quindi in automatico ho fatto una ricerca”.
La partecipazione al Festival di Sanremo 2026 nasce anche da una spinta personale. Chiello lo racconta con estrema semplicità:
“Ma semplicemente avevo bisogno di mettermi un po’ in gioco, ero annoiato e quindi ho pensato di andare al festival”.
Sul piano umano parla apertamente del suo percorso di crescita:
“Sono in continuo lavoro con me stesso, cerco sempre di smorzare i miei difetti”.
Rispetto alla pressione mediatica del Festival mantiene una posizione molto netta:
“Non mi interessa molto quello che pensano le altre persone, ho più paura del giudizio che ho io su me stesso, ho più paura di deludere me stesso, il giudizio degli altri poco mi tocca”.
Il duetto con Morgan e l’omaggio a Luigi Tenco
Durante la serata delle cover Chiello duetterà con Morgan interpretando “Mi sono innamorato di te” di Luigi Tenco. La scelta nasce da una forte stima artistica verso Marco Castoldi, nonostante le polemiche che spesso lo circondano.
Chiello chiarisce senza esitazioni:
“Non mi interessa, l’ho portato perché lo stimo molto come artista, per me il suo disco ‘Canzoni dell’appartamento’ è uno dei dischi leggendari nella musica italiana, sarà comunque un onore portarlo lì”.
Eurovision e progetti live, nasce il Club Agonia
Sull’eventuale partecipazione all’Eurovision preferisce restare prudente:
“Per adesso non ci ho ancora pensato, sinceramente. Vedremo, se ci sarà l’occasione ci penserò”.
Durante il Festival intende mantenere centrale l’aspetto musicale. Sta lavorando a uno spazio live pensato come estensione del suo mondo artistico:
“Probabilmente suoneremo sempre con una fantastica band. Mi piacerebbe ricreare uno spazio dove comunque ci si possa esibire, cioè che parlasse di musica. Si chiamerà Club Agonia e siete tutti invitati”.
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