Giletti contro Ranucci, nuovo botta e risposta: lo scontro sulle chat con Boccia arriva in Rai e coinvolge la politica

Scontro pubblico tra Massimo Giletti e Sigfrido Ranucci sulle chat con Maria Rosaria Boccia: tra accuse, repliche e interventi politici, la vicenda si allarga fino al Parlamento.

Ascolta:
0:00
-
0:00
Giletti contro Ranucci, nuovo botta e risposta
Giletti contro Ranucci, nuovo botta e risposta
4 min. di lettura

Massimo Giletti e Sigfrido Ranucci sono al centro di un confronto pubblico legato alle chat scambiate tra il conduttore di Report e l’imprenditrice campana Maria Rosaria Boccia.

Nei messaggi si fa riferimento a una presunta “lobby gay di destra”.

Le conversazioni risalgono al 17 settembre 2024. Sono state diffuse da Il Giornale, diretto da Tommaso Cerno. Nella vicenda compare anche il nome di Marco Mancini, ex agente dei servizi segreti, noto anche per l’incontro con Matteo Renzi in un autogrill.

Maria Rosaria Boccia dovrà affrontare un processo con accuse di stalking e lesioni nei confronti dell’ex ministro Gennaro Sangiuliano.

Giletti parla delle "lobby gay" e nostra le chat tra Ranucci e Boccia

Ranucci risponde a Giletti e contesta la pubblicazione delle chat

Sigfrido Ranucci ha sostenuto che i messaggi pubblicati siano stati riportati in modo incompleto o alterato.

Sui social ha scritto che le chat sarebbero state pubblicate “in maniera parziale, se non manipolate”. Ha aggiunto:

“È stato tolto dalla chat il nome di un personaggio legato ai servizi segreti, Marco Mancini, amico di Cerno e della Cavallaro (la giornalista che firmava l’articolo, ndr), che ha rapporti parentali con uomini dei servizi e che avrebbe spiegato il mio riferimento a Giletti, che nulla a che fare con frasi omofobe che mi sono state attribuite”.

Giletti mostra i messaggi in TV e risponde in diretta

Durante la puntata del 9 febbraio de Lo Stato delle Cose su Rai3, Giletti ha deciso di rendere pubbliche le chat.

In apertura ha dichiarato:

“Vi dirò la mia verità, anzi quella delle carte e dei documenti, sulla questione delle chat tra Maria Rosaria Boccia e Sigfrido Ranucci, in cui si parlava di me. In queste chat si diceva che io appartenessi a una lobby e che fossi omosessuale”.

Il conduttore ha precisato di aver ricevuto un messaggio da Ranucci che, secondo lui, ridimensionava la ricostruzione pubblicata dal quotidiano.

Tra i messaggi mostrati in trasmissione compaiono questi passaggi.

Ranucci scrive a Boccia:

“Ho visto Cerno all’Aria che tira”
“Quello è un altro del giro”
“Amico di Marco Mancini (un uomo importante dei servizi segreti, precisa Giletti), giro gay”
“Pericolosissimo”

Boccia risponde:

“Come Signorini”

Ranucci replica:

“Sì”

Boccia aggiunge:

“E il signor B”

Ranucci conclude:

“E Giletti”

Dopo la lettura dei messaggi, Giletti ha commentato:

“Quindi il giro gay è Mancini, Signorini, Giletti e il Signor B. Forse anche il direttore Tommaso Cerno”.

Poi si è rivolto direttamente a Ranucci:

“Sono un po’ perplesso, siamo giornalisti della stessa azienda, finire a parlare di questa roba è veramente triste. Proprio perché so chi sei e so la tua storia, non riconosco questa libertà di informazione in quello che hai scritto”.

Ha poi aggiunto:

“La libertà di informazione non è un venticello, non è una battuta, ma è qualcosa di molto più serio. Non è gossip, ma è coraggio. Andare contro chi non vuole la trasparenza. Andare contro i palazzi anche se te la fanno pagare”.

E ancora:

“La libertà di informazione è batterti per chi non ce l’ha e che la pensa lontano mille miglia da te. E lo sai, sei il primo, te l’ho sempre riconosciuto. Faccio fatica a non essere deluso da quello che leggo. Faccio fatica a pensare che mi hai inviato un messaggio dicendo che non era vero nulla. In quei messaggi non vedo la sostanza di un combattente.

Aggiungi Gay.it come fonte preferita in Google!

Dividersi in un momento così difficile del giornalismo per me è una delusione umana profonda. Non me ne frega niente del gay, dell’omosessuale, se nel 2026 c’è chi ancora pensa che qualcuno si offenda per la parola omosessuale… ma la lobby no, perché lobby vuol dire potere e io quel potere l’ho sempre contrastato”.

La replica di Ranucci e il riferimento ai servizi segreti

La risposta di Ranucci è arrivata tramite Facebook. Il giornalista ha negato di aver accusato Giletti di appartenere a una lobby:

“Ieri sera Giletti ha riproposto le chat tra me e Maria Rosaria Boccia. Dopo che gli avevo spiegato il senso delle mie chat, ha comunque deciso che l’ho accusato di fare parte di una lobby gay. Questo è falso, ma se ci tiene tanto a riconoscersi nella lobby gay è un problema suo, non mio”.

Ranucci ha poi spostato il focus su Marco Mancini:

“Io ho detto una cosa più grave che i due hanno fatto finta di non capire: Cerno e Giletti sono amici e al servizio di Marco Mancini, lo 007 coinvolto nel rapimento di Abu Omar e nel dossieraggio illecito della security Telecom-Pirelli”.

Secondo il conduttore di Report, la figura di Mancini sarebbe centrale nella lettura delle chat e nella ricostruzione dei rapporti tra i protagonisti della vicenda.

Le accuse sul caso autogrill e sulle presunte fonti giornalistiche

Ranucci ha sostenuto che sia Giletti sia il direttore de Il Giornale avrebbero evitato di approfondire il ruolo di Mancini.

Ha dichiarato che Cerno, durante la direzione dell’Identità, avrebbe pubblicato articoli firmati da Rita Cavallaro basati su informazioni provenienti dagli ambienti vicini a Mancini o dai suoi legali, senza contraddittorio.

Ha poi accusato Giletti di aver sostenuto una teoria sul coinvolgimento dei servizi e sul Segreto di Stato che, secondo lui, sarebbe stata smentita da sentenze definitive della Procura e del Tribunale di Roma, che avrebbero dato ragione a Report.

Infine ha ricordato un episodio personale:

“Dispiace se ho deluso umanamente Giletti, del resto chi più di me ha provato il suo stesso stato d’animo quando ha cercato di rivelare la nostra fonte, cercando di delegittimarla.

Si tratta dell’insegnante di sostegno che aveva scattato le immagini di Renzi e Mancini. Giletti si è recato con una telecamera nascosta davanti alla scuola dove la nostra fonte accompagnava le figlie, e ha rivelato la città dove viveva”.

Ha aggiunto anche un riferimento a un editoriale televisivo:

“Giletti non ha fornito il contesto in cui ho parlato di Cerno come legato alla lobby gay. Il direttore allora del Tempo, oggi de il Giornale, ed editorialista della Rai si era lascito andare in un editoriale all’Aria che Tira, il cui tenore era stato poi riproposto e sintetizzato in un tweet. Difficile trovare un tale condensato di volgarità e misoginia”.

L’ingresso della politica nello scontro mediatico

La vicenda ha coinvolto anche la politica. Il senatore di Forza Italia Maurizio Gasparri ha presentato un’interrogazione parlamentare.

“Giletti ha ricoperto di vergogna Ranucci dicendo la verità e contestando i suoi atteggiamenti omofobi”, ha dichiarato, chiedendo alla Rai di chiarire eventuali provvedimenti disciplinari.

A replicare è stata la senatrice del Movimento 5 Stelle Dolores Bevilacqua, che ha accusato Gasparri di utilizzare il caso in modo strumentale.

“È triste, se non vergognoso, che un esponente di una maggioranza che ha spesso fatto dell’omofobia una bandiera politica si aggrappi a questo tema”, ha dichiarato, aggiungendo che Giletti non sarebbe nella posizione di dare lezioni di coerenza dopo aver ospitato recentemente Fabrizio Corona in trasmissione.

 

Visualizza questo post su Instagram

 

Un post condiviso da Gennaro Marco Duello (@gmduello)

© Riproduzione riservata.

Mi piace
Commenta
Salva
Condividi

Partecipa alla discussione

Per inviare un commento devi essere registrato.