Non c’è mai limite all’utilizzo delle persone LGBTIAQ+ come e quando fanno comodo. Non c’è mai limite al peggio della strumentalizzazione ai propri fini, da destra a manca il linguaggio scivola sulle schiume del pregiudizio, sprofonda nelle melmose risacche dello sfruttamento politico anche da parte dei più acerrimi omobitransfobici della storia della Repubblica Italiana.
La vicenda nasce dalla pubblicazione, da parte de Il Giornale, di alcuni scambi WhatsApp tra Sigfrido Ranucci, conduttore di Report, e l’imprenditrice Maria Rosaria Boccia. I messaggi sono confluiti agli atti dell’inchiesta della Procura di Roma sul cosiddetto “Boccia-gate” e servono a ricostruire il rapporto tra i due nei giorni precedenti alla messa in onda, l’8 dicembre 2024, dell’audio privato tra l’allora ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano e la moglie, trasmesso dalla trasmissione di Rai3.
I passaggi contestati e il riferimento al “giro gay”
Tra gli stralci pubblicati emergono messaggi in cui Boccia parla dell’esistenza di una presunta “lobby gay di destra che tirerebbe i fili dell’informazione”. In un passaggio specifico, riferendosi a Tommaso Cerno, allora direttore de Il Tempo, Boccia lo definisce “scandaloso” dopo una sua partecipazione televisiva. Ranucci replica: “Quello è un altro del giro… giro gay, pericolosissimo”. Questa l’espressione poco felice del nostro amato Sigfrido. Non abbiamo qui problemi a definire Ranucci una preziosa risorsa della nostra sguaiata Repubblica del Pettegolezzo, e però non è propriamente edificante questo scambio di chat, seppure – ricordiamo – in forma privatissima, tra il giornalista e Boccia. Ma andiamo avanti con i fatti, perché ecco che sull’inciampo omofobico di Ranucci planano gli avvoltoi. Anzi, l’avvoltoio per antonomasia: Maurizio Gasparri, passato alla storia come l’uomo che non ha esitato a strumentalizzare le giovani persone trans sulla vicenda Careggi, invocando un tavolo governativo di osservazione verso l’utilizzo di farmaci salva-vita. Per la storia degli attacchi di Gasparri alla comunità LGBTIAQ+ si consulti l’archivio “Maurizio Gasparri su Gay.it“.
L’accusa di Gasparri: linguaggio omofobo e iniziative formali
Dunque ecco subitamente affacciarsi nella vicenda della chat Ranucci-Boccia Maurizio Gasparri, che interviene pubblicamente accusando Ranucci di aver utilizzato un linguaggio omofobo, giudicato incompatibile con il ruolo di un giornalista del servizio pubblico (addirittura: in una chat privata. Vabbè). Il senatore di Forza Italia, ultimamente in ansia per il giro di vite che secondo i rumor sarebbe ormai imminente nel partito fondato da Silvio Berlusconi, annuncia iniziative formali, tra cui una segnalazione di Ranucci all’Ordine dei giornalisti e richieste di intervento in sede Rai, sostenendo che quelle frasi configurino un problema deontologico.
La replica di Ranucci
Ranucci respinge le accuse, affermando che le chat sono state estrapolate dal contesto e che non contengono giudizi contro le persone omosessuali. Secondo il giornalista, l’utilizzo di quei messaggi risponderebbe a una strategia di delegittimazione politica e professionale nei confronti di Report.
Il Pd e l’accusa di strumentalizzazione dell’omofobia
Subito arrivano le opposizioni. Alcuni esponenti del Partito Democratico, insieme a rappresentanti del Movimento 5 Stelle, accusano Gasparri di strumentalizzare il tema dell’omofobia per colpire Ranucci. Parlamentari di PD e M5S hanno quindi sottolineato una presunta indignazione selettiva, ricordando come in passato non vi siano state prese di posizione analoghe su espressioni simili utilizzate pubblicamente in televisione. L’esempio riportato è l’utilizzo da parte di Bruno Vespa della definizione “lobby gay”. Il confronto politico si sposta così dal contenuto delle chat, al loro uso nel dibattito pubblico. Che il cielo ci protegga.
Un pasticcio di panna che monta a burro tra piano giudiziario, piano deontologico e speculazioni – in assoluto certamente interessanti – sui diritti e sul linguaggio. Secondo voi a noi persone LGBTIAQ+ che paghiamo le tasse e anche il canone Rai qualcuno ha chiesto qualcosa? Ma certo che no! Siamo soltanto carne da macello per chi non esita a definirci pericolosi qualora, se gay, fossimo di destra (Ranucci! Ma che dici?). Oppure, peggio ancora, branditi da un soggetto come Gasparri, immarcescibile puntello di una Forza Italia ancorata al vecchio mondo, inviso secondo i retroscena da Marina e Piersilvio Berlusconi che vorrebbero una Forza Italia più liberale e meno schiacciata su Salvini-Vannacci-Meloni: e infatti i due eredi dell’impero di Silvio sono stati recentemente messi sulla graticola da Fabrizio Corona. Per mano di chi?
Fonti
Adnkronos – Le chat tra Ranucci e Boccia e il riferimento al “giro gay”
Adnkronos – Gasparri segnala Ranucci all’Ordine dei giornalisti
Open – La ricostruzione delle chat nell’inchiesta Boccia-Sangiuliano
Agenzia Nova – Le reazioni politiche e l’accusa di strumentalizzazione
Il Giornale – Gli stralci delle chat e la polemica su Report
